Fino all'ultimo giorno o giù di lì
Aspettare dritto in piedi è la mia specialità. Metto radici nell'attesa di un evento improbabile come il ritorno di E.T. con il cellulare in mano a cavallo di una stramba bici elettrica guidata da bambini oramai diventati nonni che pedalano ancora sorridenti , asmatici e sdentati alla ricerca di un'ultima avventura da ricordare. Vorrei essere un dente di leone pronto a volare via senza pensieri al primo soffio di vento, invece sono una quercia compatta e buffamente sottile che sopravvive anche all'esplosione di una Little Boy qualsiasi sganciata sul bersaglio sbagliato. Guardami forse non lo hai notato bene ma ho una forma , un scatola, un contenitore che racchiude qualche litro di globuli rossi, acqua non potabile, 206 ossa usurate buone per cani sdentati e una compilation di muscoli oramai sul viale del tramonto come vecchie star di Hollywood pronti a lasciare la propria impronta sulla Hall of Fame del tuo corpo, niente di eccezionale solo un buon agglomerato di eloquente mediocrità genetica. Sulla tempia destra ho una macchia che ho scoperto a salutarmi beffarda dal mio cranio a quasi 30 anni, quando la mia folta chioma ha iniziato ad andare in pensione lasciando spazio a nuove scoperte fantastiche, tesori seppelliti sotto centinaia di migliaia di stupendi bulbi piliferi oramai passati a miglior vita sulle note di una Requiem qualunque. Sulla mia faccia il sole bollente del deserto ed il freddo di notti gelide sotto metri neve hanno scolpito linee di vita vissuta senza protezione e inciso segni e ghirigori di perfetta stanchezza da poco sonno ristoratore e purtroppo nessuna crema rigenerante alla bava di lumaca morsa da un vipera a portata di mano. Li vedi questi occhi banalmente marroni per lo più oramai arrossati ed incapaci di vedere se oltre il mio naso c'e' ancora qualcuno capace di guardarci dentro senza paura di perdersi come quando guardi un pozzo profondo dall'alto e ti manca il fiato perche' in quel fondo oscuro non sai se troverai acqua limpida o solo un grande vuoto e devi decidere se lasciare andare il secchio e provarci o scappare a gambe levate per non caderci dentro. Hai sentito il fiato corto da 10000 inutili passi al giorno fuoriuscire dalle mie labbra carnose fatte per baciare perfino la tazzina del caffè bollente eppure che tu rifuggi come se fossero aspidi incantatrici e tremende capaci di ucciderti in un secondo dopo averle amate. Guardami, ah vero non puoi, i tuoi occhi brucerebbero come colpiti dai raggi gamma durante un novello progetto Manhattan ed io sono relegato ad essere solo un suono ,un riverbero in sottofondo, un'idea fantastica e geniale ma inapplicabile nella realtà, un concetto fondamentale ma incomprensibile come la relatività del tempo per cui i nostri giorni e notti non collimano mai, un pifferaio magico che sparge insensati attimi di spregiudicata e meravigliosa sessualità , degustatore senza palato di dolcezze partenopee senza conservanti ma con molti pensieri conservati male che guastano il sapore del tutto. Sai stamane ho sentito il vicino cantare e ho pensato, per questo si chiama vicino, quando canta almeno di lui posso sentire il suono della voce .
Fammi sentire distante da cio' che piu' a cuore mi sta
Fammi sentire distante lontana anni luce da qua
(MEG-Distante)
Meg · Psychodelice · Song · 2008



















