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he wasn't even looking at me and he found me

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Words (Don't Come Easy)
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Words (Don't Come Easy)
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Facciamo una buona e sana risata

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...lui inginocchiato dietro di me che leccava e faceva roteare la sua lingua golosa dentro il mio ano, fino a che non si alzò e con due colpi forti infilò tutto il suo sesso all'interno del mio culo ormai bene lubrificato. Ruben aveva capito la mia attrazione per i maschi dominanti, e che non resisto quando hanno la barba, e forte della consapevolezza di possedere entrambi questi due attributi stava abusando di me in una monta selvaggia, che proseguì fino a quando non si svuotò, finalmente appagato e pienamente soddisfatto. Quando ebbe terminato, uscì dal mio culo senza parlare, si cinse di nuovo l'asciugamano in vita, l'uccello ancora barzotto, e senza aggiungere altro mi disse: "vieni di sopra, ti presento Paolo". Era un bell'uomo, molto più grande di Ruben, e più grande anche di me di qualche anno; si avvicinò con il suo bel batacchio che gli penzolava davanti come un trofeo;  "Hai già provato la sling?", La sua sling era da professionisti:Posizionata al centro della sua grande camera, aveva i reggipiedi in pelle, catene ai lati, un sostegno laterale per sorreggere popper, lubrificanti e dildo di varie misure; e addirittura uno specchio in alto per vedere meglio i movimenti del braccio del fister, che altrimenti il fistee non sarebbe riuscito a vedere. Mi ero intanto accomodato sulla sling. Mi fece quindi una domanda che non mi aspettavo, una domanda che nella sua semplicità mi allarmò e nel contempo mi suscitò un picco di adrenalina: "Io sono pronto: tu lo sei?". Lo guardai fisso negli occhi, occhi che ora mi infondevano fiducia e mi provocavano altresì un senso di sottomissione, e risposi sicuro: "Anch'io sono pronto". Paolo ribattè: "Lo vuoi? Se non lo vuoi, non se ne fa nulla. Devi essere tu a volerlo". Risposi eccitato: "Lo voglio. Inizia, lo voglio!". Paolo non aspettava altro: si lubrificò abbondantemente entrambe le mani ed iniziò ad accarezzarmi dolcemente il buco del culo, per tranquillizzarmi e rendermi più elastico; e lentamente iniziò a penetrarmi con le dita, dapprima alternandole per farle entrare singolarmente, poi unendole a due, a tre, a quattro per cominciare ad allargare il mio ano. Subito fu piacere intenso, e più le affondava e più mi penetrava, più lo guardavo fisso negli occhi, e più sentivo che si stava avvicinando il momento in cui avrei definitivamente perso la mia verginità anale. Paolo prosegui così, con movimenti lenti e dolci per un lunghissimo tempo, dopodiché mi chiese per la seconda volta: "Io sono pronto. Tu lo vuoi?" Gli risposi: "Sì, ti prego, lo voglio tantissimo"; e lui di nuovo, con i suoi occhi che a loro volta penetravano il mio sguardo: "Sicuro che lo vuoi?", e io "Sì!". Mi propose quindi di fare un paio di tirate di popper dopo che aveva tirato a sua volta, si lubrificò di nuovo la mano e con movimenti sempre più potenti iniziò a spingerla risolutamente all'interno del mio sfintere anale. Il dolore iniziava a farsi sentire, ma era un dolore piacevole, che si alternava a momenti di puro godimento, a seconda di come spingeva la sua mano, finché a un certo punto mi disse: "Ci siamo! Sei pronto?" Gli risposi di nuovo di sì e allora lui, con un colpo secco, deciso e inarrestabile, arrivò nel profondo del mio culo, dove nessuno era mai arrivato. Sentii un dolore fortissimo, cercai di bloccare il suo braccio con le mie mani ma contemporaneamente gli chiedevo di non smettere: "Continua, ti prego... continua, Paolo!" Lui non aspettava altro: continuò ad affondare e a roteare il suo pugno dentro di me, la sua esperienza gli permetteva di giocare all'interno del mio culo come se fosse stato sempre aperto e largo; ora il suo avambraccio era già entrato per metà , sentivo la sua mano dentro di me che si allargava e si allungava, e quando la chiudeva a formare il pugno il piacere era indescrivibile. Ero sopraffatto dal godimento. In molti mi avevano decantato il piacere unico che si prova ad avere un pugno nel culo, ed ora lo stavo sperimentando a mia volta. Paolo non si fermava: anche lui inebriato dall'eccitazione, continuava a fistarmi, con movimenti alternati: ora entrava con la mano completamente aperta, talvolta aiutandosi anche con l'altra mano, ed io, osservando lo spettacolo dallo specchio fissato sopra la sling, non mi capacitavo del fatto che una mano aperta potesse entrarmi così in profondità . Quindi la richiudeva, a formare il pugno, e a tratti sentivo dolore, ma l'esperienza di Paolo lo portava a rallentare appena percepiva il mio disagio, per riprendere subito dopo così da non farmi perdere neppure un minuto di godimento.