L'inverno, a differenza delle altre stagioni, arriva senza farsi sentire.
Lentamente, giorno dopo giorno, fa morire il sole all'orizzonte, sempre qualche istante prima, fino a ridurre i giorni a poche ore di luce.
L'inverno arriva in silenzio, e il suo soffio sembra solidificarsi, mutando in una sottile lama tagliente, che ferisce le nuvole, e le loro ferite si inzuppano d'acqua, la quale precipita sotto forma di pioggia, accarezzando tutto il paesaggio e rinfrescandolo, come se avesse appoggiato un telo freddo e bagnato sul suolo.
L'inverno arriva indiscreto e con le sue lunghe mani scuote le chiome degli alberi e li priva delle loro foglie.
Tesse con pazienza un candido abito utilizzando un tessuto ghiacciato e cristallino, che fa sognare tutti i bambini, desiderosi di toccare quell'abito bello quanto delicato; la neve.
L'inverno arriva senza che nessuno se ne accorga e con i suoi baci strappa rumori e voci, lasciando silenzi.
L'inverno arriva, e accarezza le spiagge deserte e sabbiose e il mare, tingendolo di un blu dotato di striature d'argento.
L'inverno culla i boschi, assopendoli.
Abbraccia i bambini, lasciandogli le guance rosse.
L'inverno è solitudine, ma, ad ogni suo passo, si lascia chiusa una porta alle sue spalle, dove ora, in quella casa, regna calore e affetto, coccole e sogni davanti al fuoco della stufa.
Perché è così l'inverno; con un sorriso il suo ghiaccio si scioglie.
Ed ecco spuntare lentamente, dal velo candido e cristallino, macchie di colori.
L'aria si tinge di profumi, di chiacchiere, di passi.
E così, allo stesso modo misterioso e silenzioso che è giunto, con la sua indiscrezione, l'inverno ci lascia.
Perché ricordatevi; le fini assomigliano sempre agi inizi.
-Alessia Alpi (Volevoimparareavolare on Tumblr)