Sono chiusa in camera ora, nel letto. Niente di che, c'è mia madre che urla sotto e la si sente ovviamente fino sopra, e suppongo che la si senta fino sulla strada ma va bene cosi. Ormai è cosa da tutti i giorni da più o meno 11 anni e penso di averci fatto l'abitudine. O forse no. Probabilmente non ci ho fatto l'abitudine perché una persona che si abitua ad una situazione non ci fa più caso, e se ne fotte. Io mi sento morire. Ogni volta che la vedo, quando la sento urlare, quando mi insulta, quando non ci parliamo, quando mi guarda con odio. Io mi sento morire. Penso che quando si tratta di una madre non ci si possa fare l'abitudine. É la parte più grande di te, è una figura importante penso. Beh dovrebbe crescerti e amarti più i chiunque altro. E invece lei mi odia. Mi odia ma io non le ho fatto nulla. So di non averle fatto nulla eppure mi sento in colpa. A volte penso che sia colpa mia che lei sia diventata cosi. Penso che se non ci fossi stata lei ora starebbe meglio. Che sono un problema per tutti e per lei per prima. E fa male. Fa un male assurdo, indescrivibile. Ti manca qualcosa. Un pezzo di te se ne va con lei. Come se fosse morta. Mi sento come se mia madre fosse morta e una parte di me fosse morta con lei, come se me l'avesse portata via. E mi sento uno sbaglio, un problema che nessuno vuole e tutti lasciano fuori dalla porta in attesa che passi qualcuno che o raccolga e poi lo butti via ancora e ancora, infinite volte. E di me non sta restando più nulla. Sto perdendo tanto. Sto soffrendo tanto. Ho attacchi di panico ogni giorno, ho voglia di morire ogni giorno, voglia di tagliarmi, di farmi male, ho paura di stare male, scappo cosi. Mi faccio male fisico. Fa meno male di quello che ho in testa e me lo merito. Quindi va bene cosi. Penso di meritarmelo tutto. Perché ho sbagliato tanto nella mia vita. Ho sbagliato tante cose, con tante persone, con me stessa per prima. Non ho lottato abbastanza. E voglio morire certe volte cosi tanto che mi odio per non avere il coraggio di farlo. Perché ho ancora qualcosa da perdere. Perché ho lei. Ho lei che amo da morire ma che non mi ama. E questo mi uccide. Lei mi uccide e non trovo un modo per farla stare bene e per risolvere tutto e sto perdendo anche lei e sto scappando da lei e mi odio anche per questo. E fumo. Fumo tanto perché non respiro, per farmi male, per calmarmi perchè ho un disastro in testa che fa paura anche a me e che non posso descrivere. Che è tutto buio e ci sto troppo dentro. E lei mi manca da morire ma non posso scriverle, perché ancora non so cosa fare. E voglio arrivare li da lei con una risposta. Ma ho paura di perderla. Paura di fare la cosa sbagliata come sempre e di perdere l'unica ragione per la quale sono ancora viva. Quella che mi ha salvata. E mi odio, mi odio proprio tanto perché se ci penso lei mi ha salvata dal morire in quei momenti ma non c'è momento in cui io non pensi a tagliarmi le vene di nuovo o a buttarmi sotto il treno ogni volta che mi passa davanti. Perché davvero so come sembro da fuori ma io mi odio. Mi odio dio odio tutto di me tutto. Prima ho fatto la doccia, non riesco a guardarmi. Dopo un po non respiro più inizio a piangere e a chiedermi perché sono cosi. Perché ho questo corpo perché ho sta faccia perché ho questo carattere di merda che mi fa autodistuggere. E poi guardo la lametta come una cogliona, la appoggio sul polso e poi la lancio da qualche parte e corro fuori. Sistematicamente sputo o spacco lo specchio per quanto mi faccio schifo, mi vesto, mi metto a letto e sto. Come ora. E penso al fatto che non devo piu mangiare, che sono grassa, che faccio schifo. E niente ora penso che voglio andare via da qui, che prima o poi so che finirà male. Che mi ucciderò. Perché ho bisogno di aiuto e so bene che nessuno me lo darà mai. Che resterò con il peso che una persona adulta ha sulle spalle mentre io ho a mala pena 16 anni. E non reggerò, e nessun dio verrà fuori a salvarmi perché io voglio morire e alla fine metterò un punto a tutto.














