Now that’s what I call a SPANKING!
$LAYYYTER

Kiana Khansmith

"I'm Dorothy Gale from Kansas"
almost home
YOU ARE THE REASON

★
he wasn't even looking at me and he found me
tumblr dot com

izzy's playlists!
Sade Olutola
DEAR READER

Andulka

blake kathryn

Product Placement
2025 on Tumblr: Trends That Defined the Year
art blog(derogatory)
trying on a metaphor
Cosmic Funnies

seen from Malaysia
seen from United Kingdom
seen from Malaysia
seen from United States
seen from United States
seen from Romania

seen from United States
seen from United States

seen from United States

seen from United States
seen from United States
seen from United States

seen from United Kingdom
seen from Germany

seen from Romania

seen from United Kingdom
seen from United Kingdom

seen from Germany

seen from India

seen from United Kingdom
@dukaviss
Now that’s what I call a SPANKING!

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch • No registration required • HD streaming
Mark had no idea until much later that the medical facility had hidden cameras everywhere, and was tracking his every move on video. Even for the humiliating hours he spent stripped down to his underwear in front of fully clothed security guards and doctors.
almost done
I’m in a fresh diaper.

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch • No registration required • HD streaming
I’m in diapers today.
Wet boys need diaper changes.
I’ve been dealing with a lot of wet diapers lately.
Prepared for anything today.

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch • No registration required • HD streaming
(AI)
The librarian’s new assistant doesn’t seem to take his professional training seriously (with inglesatado on Recon)
26th August 2022

Anya is live and ready to show you everything. Watch her strip, dance, and perform exclusive shows just for you. Interact in real-time and make your fantasies come true.
Free to watch • No registration required • HD streaming
Giordy uscì quella sera con i suoi amici di sempre: Marco, Alessandro e Luca, pronti per una sbronza epica al solito pub irlandese in centro. Aveva già bevuto parecchio prima di arrivare, e tra pinte di birra scura, shot di whiskey e risate volgari, la serata degenerò velocemente. Giordy, con i suoi 32 anni, corpo atletico ma già un po’ appesantito dalla vita comoda, rideva forte, barcollava e ordinava round su round. Verso le due di notte, mentre era seduto su uno sgabello alto al bancone, successe. La vescica, piena di litri di birra, cedette di colpo. Un calore improvviso gli inondò l’inguine, bagnandogli i jeans fino alle caviglie. Un rivolo visibile colò sul pavimento di legno. I suoi amici se ne accorsero immediatamente. «Cazzo, Giordy se l’è fatta addosso come un bambino!» urlò Marco tra le risate. Alessandro tirò fuori il telefono e iniziò a filmare. Luca, il più tranquillo del gruppo ma con uno sguardo furbo, sorrise malizioso. «Ragazzi, non possiamo lasciarlo così. Serve un pannolino a questo coglione.» Giordy, ubriaco fradicio, biascicava qualcosa di incomprensibile, la testa che girava, il corpo molle. Non oppose resistenza quando gli amici lo trascinarono nel bagno sul retro del locale. Gli abbassarono i jeans fradici e le mutande zuppe, ridendo come iene. Il suo cazzo, semi-duro per l’alcol e la vergogna, penzolava umido. «Guardate che pisellino bagnato!» lo umiliò Alessandro, dandogli uno schiaffetto leggero sul glande. Presero un pacco di pannoloni per adulti che Luca aveva “casualmente” in macchina (era una cosa che aveva già pianificato da tempo, conoscendo le debolezze di Giordy). Lo sdraiarono sul pavimento sporco del bagno, gli sollevarono le gambe muscolose e gli infilarono il pannolino spesso, bianco e imbottito. Lo chiusero stretto, con le linguette adesive che schioccavano forte. «Ecco il nostro bebè ubriaco,» disse Marco, dandogli una pacca sul culo gonfio. Lo umiliarono pesantemente: gli fecero foto da tutte le angolazioni, gli infilarono un ciuccio in bocca (preso dal telefono di Alessandro), e lo costrinsero a camminare fino al bancone con solo il pannolino, una felpa aperta sul petto nudo e i calzini bianchi. Il barista, divertito, gli offrì un’altra birra. Giordy, con gli occhi vitrei, la bevve tutta d’un fiato, sentendo il pannolino scaldarsi di nuovo mentre un altro piccolo scolo gli sfuggiva.
Giordy sedeva al grande tavolo rotondo del ristorante elegante, circondato dalla famiglia per la festa dei 18 anni del cuginetto Marco. Tutti ridevano, brindavano e ordinavano piatti raffinati. Lui, però, aveva un segreto sotto i pantaloni eleganti: un pannolone spesso, scelto quella mattina per l’eccitazione di sentirsi “protetto” in pubblico. Ma la tensione della giornata, le bibite e la paura di essere scoperto lo avevano tradito. Mentre il cameriere serviva il secondo, Giordy sentì il calore improvviso inondargli l’inguine. Non riuscì a fermarsi. Un lungo, incontrollabile flusso caldo riempì il pannolone, gonfiandolo tra le gambe. Il tessuto assorbente si saturò rapidamente, diventando pesante, caldo e gonfio. Un leggero odore dolciastro di pipì infantile si diffuse appena sotto il tavolo. Giordy arrossì violentemente, stringendo le cosce, ma era troppo tardi. Sua zia, seduta accanto, notò prima il suo viso paonazzo e poi il leggero fruscio quando lui si mosse sulla sedia. «Giordy… non dirmi che…» sussurrò, ma la voce si alzò quel tanto che bastava perché la cugina e lo zio sentissero. In pochi secondi l’umiliazione esplose. Marco, il festeggiato diciottenne, rise forte: «Cugino, hai fatto la pipì addosso come un bebè?!» Le guance di Giordy bruciavano. Cercò di negare, ma la zia infilò una mano sotto il tavolo e toccò il davanti rigonfio e caldo del pannolone attraverso i pantaloni. «Oh mio Dio, è fradicio!» esclamò, abbastanza forte da far voltare alcuni tavoli vicini. Lo zio, uomo autoritario, non perse tempo. «Alzati.» Giordy, tremante di vergogna e con il pannolone che sgrondava a ogni passo, fu portato in un angolo semi-nascosto del ristorante, vicino alla porta della cucina. Lo zio lo piegò sul ginocchio senza tante cerimonie, abbassandogli pantaloni e pannolone bagnato fino alle caviglie davanti a tutta la famiglia che si era avvicinata. Splat! Splat! Splat! Le sculacciate forti e sonore risuonarono nel locale. Il sedere nudo di Giordy diventò rosso fuoco in pochi secondi. Ogni colpo faceva oscillare il suo pisellino ancora umido di pipì, semi-eretto per l’eccitazione traditrice della sottomissione. «Sei un bambino grande che si bagna al ristorante durante la festa di tuo cugino? Che vergogna!» ringhiava lo zio tra una sculacciata e l’altra. Giordy piagnucolava, le lacrime agli occhi, il culo in fiamme, ma il suo membro traditore era duro come pietra, gocciolante di eccitazione tra le gambe. Tutti vedevano. Marco rideva e filmava con il telefono. Le cugine commentavano quanto fosse “tenero e patetico”. Dopo una ventina di sculacciate umilianti, lo zio lo fece rialzare, il pannolone fradicio ancora abbassato, il sedere rosso visibile a tutti. Lo risedette al tavolo esattamente com’era: senza pulirlo, con il pannolone bagnato e pesante di nuovo tirato su, ma lasciato aperto dietro per far respirare il culo dolorante. Giordy rimase lì, al centro del tavolo della festa, seduto sul suo stesso piscio tiepido. Il gonfiore caldo premeva contro le sue parti intime. Ogni piccolo movimento produceva un rumore umido e imbarazzante. Era completamente sottomesso: testa bassa, guance in fiamme, pisello duro che pulsava dentro il pannolone fradicio, mentre la famiglia continuava a festeggiare come se niente fosse… tranne che ogni tanto qualcuno gli dava una pacca sul pannolone bagnato o gli sussurrava «bebè bagnato» all’orecchio. Per tutto il resto della cena Giordy restò lì, umiliato, eccitato e completamente sottomesso, a godersi in silenzio la sua vergogna calda e bagnata