"Gli abbracci non ricevuti sono come delle coltellate in pieno petto, se non peggio!"
Cit. Dimenticame (g.p)
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"Gli abbracci non ricevuti sono come delle coltellate in pieno petto, se non peggio!"
Cit. Dimenticame (g.p)

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La musica, a volume massimo, saturava ogni superficie della casa, spalmandosi sulle pareti e infilandosi lungo i corridoi. Ma la porta di camera sua era ancora chiusa. Strinsi la maniglia fra le mani e, forzandola appena, l’aprii e ci sbirciai dentro. Mia figlia era distesa sul letto sfatto, con ancora addosso le scarpe e i vestiti di scuola. Il cuscino premuto contro la faccia, a cui sfuggiva la matassa aggrovigliata dei suoi capelli, aperti a ventaglio all’altezza delle sue spalle. La sua scrivania era cosparsa di lettere, di fogli, e di fazzoletti, proprio come il pavimento.
Staccai la spina delle casse, e mi sedetti accanto a lei. Mi allungai fino a raggiungere il cuscino, per toglierglielo. Lei si raggomitolò su se stessa, coprendosi gli occhi con le braccia. Aprii un nuovo pacchetto di fazzoletti, e glielo porsi. Si strofinò il viso con foga, si soffiò il naso, e tornò a seppellirsi la faccia tra mani e capelli.
«Mamm..mamma, non mi va di parlarne» singhiozzò, respirando forte.
«Oh, tesoro... mi dispiace... cosa é success»
«TI PREGO!» mi interruppe lei, mentre, con un nuovo fazzoletto, tornava ad asciugarsi le lacrime, tamponandosi le guance.
«Quando avevo la tua età mi innamorai, anche io, follemente di un ragazzo. Fu tutte le mie prime volte. E non intendo solo il primo bacio, o il primo appuntamento. La prima volta che un ragazzo mi teneva per mano. La prima volta che ricevetti una lettera d’amore. O un mazzo di rose per San Valentino. No, affatto. Lui fu molto di più.
Fu la prima volta che qualcuno credeva ciecamente in me, al punto da farmi diventare più coraggiosa, spingendomi a ricredermi sulle mie potenzialità. La prima volta che qualcuno mi guardava negli occhi, mentre parlavo, facendomi sentire ascoltata, come se ogni mia parola fosse importante, importante al punto che qualcuno se ne preoccupasse e volesse ascoltare per davvero tutto quello che mi passava per la mente. La prima volta che ricevetti un abbraccio, così forte da darmi l’impressione di rompermi in mille pezzi mentre, al contrario, mi stava aggiustando tutti i miei cocci rotti. La prima volta che qualcuno mi diceva che ero bella, con una luce negli occhi, e un sorriso compiaciuto, sulle labbra, e io finissi per crederci davvero, e iniziassi a guardarmi in modo differente. La prima volta che piansi davanti a qualcuno, senza sentirmi stupida, o imbarazzata ma, al contrario, compresa, come se fosse tutto okay, perché é okay crollare e sciogliersi nelle lacrime, qualche volta. »
Accarezzai la schiena di mia figlia, concentrandomi sul suo respiro, sul modo in cui la sua cassa toracica si allargava e si restringeva, assumendo un ritmo sempre più regolare, costante.
«Lo amavo alla follia, e lui, alla follia, amava me. Quando stavo con lui, era come se tornassi a respirare dopo essere stata in apnea. Come se avessi passato la vita a guardare immagini in bianco e nero e, solo grazie a lui, avessi iniziato a vedere i colori. Mi sentivo felice, come mai lo ero stata. E mi sentivo amata, ad un punto che non lo credevo possibile. Andavo a letto con la consapevolezza che nel mondo c’era qualcuno a cui realmente importava di me, che mi amava, e si preoccupava per come stavo, e che il giorno dopo, svegliandomi, lui, quella stessa persona, sarebbe stato lì al mio fianco, a sostenermi, a farmi forza, a infondermi coraggio. E, ogni sfida, ogni battaglia, divennero più sopportabili, incominciarono a farmi meno paura.
Perché non ero più sola. »
Il respiro di mia figlia divenne regolare. Mi stava ascoltando. Percepivo la tensione nel suo corpo. Sentivo il suo sguardo invisibile su di me.
«Con lui ho vissuto la più bella storia d’amore della mia vita, perché, finalmente, mi sentivo viva. Ogni emozione, ogni sensazione, ogni sentimento, lo sentivo scorrere nelle mie vene, trapassarmi le ossa, attorcigliarmi lo stomaco, tenermi sveglia la notte, squassarmi il petto. Ero viva. Viva. Viva.
Per lui persi treni, autobus, compleanni, cene di famiglia, feste, il ballo della scuola e l’anniversario di matrimonio dei miei nonni. Per lui scrissi lettere, poesie, biglietti, messaggi, composi playlist con tutte le canzoni che mi facevano pensare a lui, a noi, al modo in cui pronunciava il mio nome, alle sue labbra sulle mie, al modo in cui sorridevo quando stavo con lui, alla persona che ero diventata da quando lui era entrato a far parte della mia vita. Ma per lui, versai anche lacrime, lacrime, lacrime, centinaia di lacrime. E stracciai le lettere che gli scrivevo, e ruppi gli specchi in cui mi ero guardata coi suoi stessi occhi vedendomi, proprio come diceva lui, e cancellai le playlist delle nostre canzoni, e camminai sotto la pioggia mentre le mie lacrime si mescolavano alle lacrime del cielo, e gridai fino a non avere più la voce. E all’improvviso desideravo non sentire più niente.
Con lui era sempre così. Un attimo prima era come essere sulla luna, un attimo dopo come se fossi sprofondata venti metri sotto terra. »
Mia figlia si sollevò, puntellando il gomito contro il materasso. Continuò ad asciugarsi la faccia, anche se non c'erano più tracce di lacrime e moccio.
«Io lo amavo. E lui amava me. Mi telefonava ogni giorno. Mi aspettava davanti ai cancelli della scuola, per entrare assieme. Mi teneva per mano quando camminavamo per la piazza. Mi sussurrava all’orecchio parole dolci. Al cinema, lasciava sempre che scegliessi io il film da guardare. Mi lasciava finire le sue patatine, anche se aveva ancora fame, e aspettava a me la prima cucchiaiata di gelato, dalla sua coppetta. Ci sono state volte in cui lui ha guidato due ore solo per stare con me mezz’ora. Mi dava la sua felpa quando avevo freddo, anche se lui stava gelando. Mi accarezzava i capelli, e mi diceva che cercava quel profumo sul suo cuscino, quando la mattina si svegliava ed io non c’ero. E anche lui mi scriveva lettere, e messaggi, e biglietti, e poesie. E mi componeva playlist con le canzoni che traducevano in musica il nostro amore, il modo in cui i nostri cuori vibravano mentre ci abbracciavamo. Mi amava. E io amavo lui. »
Mia figlia ora é seduta affianco a me. Mi si stringe accanto, e io le continuo ad accarezzare la schiena.
«Siamo stati assieme per tanti, tanti anni. Siamo cresciuti assieme. Io sapevo tutto di lui, e lui sapeva tutto di me. Tra noi non c’erano segreti, né silenzi, né bugie. Io mi ero convinta che eravamo davvero bravi ad amarci. In realtà pensavo che amare lui fosse la cosa che mi riusciva meglio. »
«E poi che é successo?» la voce di mia figlia era ancora roca dal pianto.
«Iniziammo a litigare sempre più spesso per cose sempre più stupide. E lui incominciò a spezzarmi il cuore. Le sue parole divennero cattive, meschine, taglienti. Quando me le sputava addosso, durante gli eccessi di rabbia, mi si appiccicavano dappertutto. Fra i capelli, sulle palpebre, fra le ciglia, lungo le braccia, sulle gambe, sulle spalle, lungo la spina dorsale, dentro ai polmoni, in mezzo alle budella, fra le vene. E quelle parole scottavano, bruciavano, e io mi sentivo andare a fuoco. Era come se appiccasse sempre un incendio dentro di me. E le fiamme mi consumavano, mi facevano contorcere, accartocciare, fino a carbonizzarmi, per poi disfarmi in cenere al primo alito di vento. »
I miei occhi divennero lucidi, il mio respiro divenne affannoso.Mia figlia iniziò ad accarezzarmi la schiena e a porgermi i fazzoletti.
«Io lo amavo. Lo amavo in tutto e per tutto, ma tesoro, lui mi faceva stare così male, così male! Passavo le notti in bianco, sveglia, tormentata dai pensieri per lui, su lui. Un senso di angoscia mi graffiava le viscere, stringendole in un nodo che mi causava sempre conati di vomito. Io lo amavo, lui mi amava. E allora perché continuava a spezzarmi il cuore? Tornai a essere fragile, debole. Tornai a non credere più in me stessa. Il modo in cui mi guardava e le parole che mi diceva, mi ferivano. E smisi anche io di guardarmi allo specchio, perché mi tornava alla mente la sua fronte corrugata, la linea che formavano le sue labbra e quell’alone che gli appannava gli occhi, che si traduceva in un “non sei più abbastanza per me”. Oh tesoro, fa così male, così male, quando la persona che ami, alla quale dedichi ogni istante della tua vita, ogni tua speranza, pensiero, respiro, sogno, parola, ti tratta di merda. Come se non gli fosse mai importato niente di te. Come se fossi stata un errore. Come se fossi diventata il sassolino nella scarpa, il primo mal di gola di settembre, la giornata di pioggia che rovina il pic nic tra amici, il bigliettino che estrae il professore prima di interrogare con su scritto il tuo nome. Fa talmente male, che credi di morire. Tutto diventa confuso e si chiazza di nero. La testa gira, pulsa, come se fossi dentro a un vortice. Vuoi respirare ma non ci riesci. Cerchi di annaspare ossigeno, ma inghiotti solo sabbia, solo cotone, e la tua gola é così secca che ogni volta che deglutisci ti sembra di aver buttato giù chiodi e schegge di vetro. E ti devi accasciare, perché le tue gambe tremano troppo e non sei più in grado di restare in piedi. »
Mia figlia mi tamponò le guance con un fazzoletto, con l'altra mano mi carezzava la schiena, stringendosi a me in una specie di abbraccio.
«Mamma, e cosa hai fatto con questo ragazzo, alla fine?» la voce di mia figlia non era più roca.
Ma la mia, si.
«L’ho lasciato andare, tesoro. L’ho lasciato andare. Sai, tesoro, quando ti trovi in questa situazione puoi fare solo una cosa; decidere se ne vale la pena o meno, continuare a lottare e a soffrire per quella persona. Io e lui avevamo passato dei momenti bellissimi assieme, ma appartenevano tutti al passato. Ci misi molto a rendermene conto. Lui non era più il ragazzo di cui io mi ero innamorata. Avevo accanto a me un estraneo. Non mi conosceva più, e io non conoscevo più lui. Quando parlavo, non mi ascoltava più. Sbuffava, quando gli raccontavo le mie giornate. Sminuiva di continuo la mia persona, i miei problemi, i miei dolori, facendomi sentire piccola, stupida, patetica. Una bambina infantile e capricciosa che si affoga in un bicchier d’acqua, senza rendersi conto che per me, quelle cose, erano importanti, avevano un certo peso. »
Presi il volto di mia figlia fra le mani. Era davvero bellissima.
«Quando amiamo qualcuno da tanto tempo, anche se ci fa soffrire, anche se ci ferisce, anche se ci fa stare male, gli abboniamo tutto. Assestiamo i colpi. Assorbiamo i pugni. Lasciamo che le ferite si asciughino e rimarginino. Stiamo zitte e ci addossiamo la colpa di tutto. Anche quando non l’abbiamo. Perché non vogliamo perderlo. Non vogliamo non vogliamo non vogliamo. Perché lui é più “delle nostre lacrime”, di “quella volta che ci ha fatto male”, di “quella notte passata a piangere, dal nervoso e dalla disperazione causate da lui”. Ma non ci rendiamo conto, che tutte le cose meravigliose provate con lui, appartengono al passato. Non fanno più parte di quel ragazzo. Sono solo ricordi. Non devi mai confonderti, tra l’amare una persona per quello che é, e amare il ricordo di quella persona. Nel primo caso, vai da lui. Telefonagli, citofonagli, aspettalo sotto la porta di casa, e ricordagli quanto lo ami. Sistema le cose fra voi, anche se ci dovesse essere una sola speranza, perché sarà abbastanza. Ma se ti trovi nel secondo caso, lascialo andare, perché sei innamorata di un fantasma, di un qualcuno che esiste solo nella tua mente, quando chiudi gli occhi, quando guardi il mare in tempesta durante un temporale, sotto un cielo grigio.»
-Alessia Alpi, scritta da me (-volevoimparareavolare in Tumblr)
E mi son fatto rubare, forse gli anni migliori, dalle mie paranoie e da mille altri errori.
— Nesli
"Non credevo fosse possibile avere una complicità cosi bella con una persona; invece con te si è creata in modo cosi naturale da essere ormai due corpi e una sola anima"
Fonte: Dimenticame (giorgia p.)
Voglio essere single, ma insieme a te!!!
Voglio che tu esca a bere una birra con gli amici. Voglio che, nel pieno dei postumi di una sbornia, mi chieda di raggiungerti perché desideri stringermi tra le braccia e voglio accoccolarmi accanto a te. Voglio che, appena sveglio, parli con me di tutto quello che ti passa per la testa ma che ti senta libero di fare dei piani diversi per il resto della giornata. Io farò altrettanto. Voglio che mi racconti delle tue serate con gli amici. Che tu mi dica di quella ragazza al bar che non smetteva di guardarti. Voglio che mi scrivi quando sei ubriaco per dirmi cose senza senso, solo per assicurarti che anche io ti sto pensando. Voglio ridere mentre facciamo l’amore, magari perché ci sentiamo goffi mentre sperimentiamo tra le lenzuola. Voglio che, mentre siamo con i nostri amici, tu mi prenda per mano e mi porti in un’altra stanza perché non resisti più e vuoi fare l’amore con me proprio lì, in quel momento. Già ci vedo mentre cerchiamo di essere più silenziosi possibile per non farci sentire. Voglio mangiare con te, voglio sentirmi libera di parlarti di me e che tu faccia lo stesso. Voglio immaginare l’appartamento dei nostri sogni, pur sapendo che forse non andremo mai a vivere insieme. Voglio che tu mi racconti dei tuoi piani senza capo né coda. Voglio che tu mi sorprenda, che tu mi dica “Prendi il passaporto, partiamo!” Voglio aver paura insieme a te. Voglio fare cose che non farei con nessun altro, solo perché con te mi sento sicura. Voglio rientrare a casa ubriaca dopo una serata con gli amici e voglio che tu mi prenda il viso tra le mani, mi baci e mi stringa forte. Voglio che tu abbia la tua vita, che decida su due piedi di partire per un viaggio. Che mi lasci qui, sola e annoiata, ad aspettare che appaia un tuo “ciao” su Facebook. Non voglio sempre partecipare alle tue serate fuori e non voglio sempre doverti invitare alle mie. Così potremo raccontarcele a vicenda il giorno dopo. Voglio qualcosa che sia, allo stesso tempo, semplice… ma non troppo. Qualcosa che mi metta in testa mille domande ma che mi consenta di conoscere la risposta appena sono vicina a te. Voglio che pensi che io sia bellissima, che tu sia orgoglioso di dirlo quando siamo insieme. Voglio sentirti dire che mi ami, proprio come farò io con te. Voglio che mi lasci camminare davanti a te così puoi goderti la vista del mio sedere. Voglio fare dei piani, anche se non sappiamo se li realizzeremo oppure no. Voglio essere tua amica, la persona con la quale ami uscire e divertirti. Voglio che non perda il desiderio di flirtare con altre donne, ma che torni da me sempre, quando la serata volge al termine. Perché forse io sarò andata a casa prima, senza di te. Voglio essere la persona con cui adori fare l’amore ed addormentarti subito dopo. La persona che si leva di torno mentre lavori e che adora osservarti quando ti perdi nella musica che ami. Voglio avere una vita da single, ma con te. Così la nostra vita di coppia potrà essere uguale a quella che abbiamo oggi, come single, ma vissuta insieme. Un giorno ti troverò.

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“ E non c'è cosa più bella del momento in cui ci si riavvicina a chi si pensava di aver perso”
fonte:-dimenticame(giorgia p)
Eggià❤
Ed ogni volta che qualcuno prova ad avvicinarsi a me inevitabilmente soffre!!!
-Dimenticame (Giorgia p.)
"Ho imparato a mie spese che le seconde possibilità non cambiano un finale, e che le persone che devono esserci ci sono anche quando non lo immagini!"
-Dimenticame (Giorgia p.)
"ma è veramente cosi difficile amare una persona per quello che è e non per quello che dovrebbe essere??"
-Dimenticame (Giorgia p.)
Riguardo le immagini,pensando a quegli attimi sdraiati in spiaggia aspettando l'alba insieme a te e adesso che non sei qui, ma a mille km mancarsi fa male quando rimane la voglia di te come un segno indelebile!!!
Dimenticame (A tre passi da te)

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Notti d'estate mi fanno paura se non sei con me, mi hai detto ritornerò presto aspettami qui anche se, il mondo crollasse in un giorno se tutto bruciasse in un secondo, tu non sarai sola io sarò sempre a tre passi da te!!!
Dimenticame (Boomdabash ft Alessandra)
Alcune foto ti lasciano a mezz’aria tra la nostalgia e l’amarezza..
fonte: -Dimenticame (giorgia p.)
"Il sesso lascia i lividi, l'amore lascia i brividi!!!!"
Dimenticame
"E i tuoi abbracci mi sono rimasti incastrati dentro; tra il cuore e il cervello per toccare ogni singolo angolo del mio corpo!!
Fonte: -dimenticame (giorgia p.)
Tu sai che ami veramente qualcuno quando non li odi per averti spezzato il cuore.
Tienimiperilcuore (via tienimiperilcuore)

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Ho provato a dimenticarti, ma nel farlo stavo dimenticando anche me stessa!
Dimenticame (giorgia p.)
Potrei star bene con tutti, ma solo con lui sto bene continuando ad essere me stessa
Dimenticame (giorgia p)