Raccoglimi.
Avvicinati senza fare rumore, come fanno certi ricordi quando decidono di tornare. Percorri lentamente i corridoi della mia mente, quelli che tengo chiusi anche a me stesso. Non fermarti alla superficie, non lasciarti ingannare dall'ordine apparente delle parole o dalla calma del mio sguardo.
Osservami davvero.
Togli la polvere che il tempo ha lasciato sui miei giorni, sfiora le cicatrici che nascondo sotto gli abiti dell'abitudine. Guarda oltre quel sorriso che ho imparato a indossare per non mostrare le crepe. Dietro di lui c'è un mondo che trema, un luogo in cui convivono desiderio e paura, nostalgia e fame di essere compreso.
Leggimi come si legge una pagina consumata da troppe mani e da troppe attese. Segui le pieghe dei miei silenzi, ascolta ciò che non riesco a dire. Entra nelle stanze più segrete del mio essere, là dove custodisco le domande che mi tengono sveglio e le ferite che non hanno ancora trovato un nome.
Sfiorami l'anima con la delicatezza di chi sa che alcune persone non hanno bisogno di essere salvate, ma soltanto viste.
E quando avrai attraversato ogni ombra, ogni difesa, ogni frammento disperso di ciò che sono, non lasciarmi sparso nel vento dei miei pensieri.
Raccoglimi.














