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“Quando avevo sei anni, sognai il futuro. Sognai me stesso da adolescente, da ragazzo felice e soddisfatto della propria vita. Sognai un’esistenza pacifica, tranquilla, senza sconvolgimenti e senza colpi di scena. Poi mi svegliai. Mi svegliai e mi guardai intorno. Mi svegliai e osservai i miei genitori, intenti a discutere, come sempre, sul modo giusto di educare i figli. Per un attimo divenni loro. Per un attimo immaginai mio padre a sei anni. Mi chiesi cosa sperasse di diventare da grande. Mi chiesi se si sarebbe mai immaginato papà, se avesse mai pensato che un giorno sarebbe stato lui, il capofamiglia. E mi chiesi se, a sei anni, si fosse mai chiesto quello che mi stavo chiedendo io mentre guardava suo padre, mio nonno. Perché ci si stupisce se si pensa a quanto diversi si sia da bambini e da adulti. Poi vidi mio nonno, seduto su quella poltrona che oramai portava il suo nome. Vidi mio nonno e mi chiesi se avesse mai immaginato che un giorno avrebbe avuto ottant’anni, lui, e che i suoi figli avrebbero avuto altri figli. Mi chiesi se avesse mai immaginato che quella ragazzina con cui giocava da piccolo sarebbe poi diventata la compagna di tutta la sua esistenza. E’ curioso, e forse un po’ buffo, rendersi conto che le persone che conosciamo adesso hanno avuto davvero un passato. E’ strano pensare che proprio quella madre, quella madre severa che sembra odiarci perché ci sta sempre addosso, in passato sia stata una figlia come noi. E forse è stata una figlia sbandata. Forse ha frequentato cattive compagnie, forse le hanno spezzato il cuore. E forse ha desiderato una madre, lei, una madre che le stesse vicino per tutta la sua vita. E, chissà, forse non ce l’ha mai avuta, quella madre vicina. Forse è dovuta crescere da sola, imparando a bastarsi. Forse, da ragazzina, durante le lunghe notti insonni, piangeva in preda alla solitudine chiedendosi perché sua madre non fosse vicino a lei a consolarla. E forse, forse è stato allora che ha promesso a se stessa che sarebbe stata una mamma diversa. Siamo tutti di passaggio, in quest’universo. Siamo solo un mucchio di atomi raggruppati fra loro per vivere insieme ad altri atomi. Eppure siamo cresciuti. Siamo diversi, siamo cambiati. Eppure domani potremmo svegliarci e accorgerci che, da figli, siamo diventati noi i genitori. Domani potremmo guardare un vecchio album e trovarci le foto del nostro matrimonio, della laurea. Perché forse è questo che la vita è. Forse è solo crescita, forse è solo cambiamento. Ed è strano pensare che insieme a noi continuino a cambiare tutti. Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. E se noi siamo inclusi nel concetto di tutto, anche noi ci trasformiamo. Oggi abbiamo sei anni, domani ne avremo sessanta. Oggi siamo studenti, domani saremo insegnanti. E oggi siamo nati, ma domani saremo morti. Quando avevo sei anni mi guardai allo specchio. Quel nonno che stavo guardando ero ormai diventato io.”
— (assenzadiemozioni on tumblr)
Mi manca scrivere così bene
Pilota
Non permettere a
nessun individuo
di scegliere per te.
Tu sei la nave
il vento, le vele
Sei il mare stesso.
Non lasciare che
qualcun altro tracci
la tua rotta.
(Joy Musaj)
“Non riesco a star sereno per cui esco, faccio due passi puo’ darsi che passi, è un modo come un altro per distrarsi.”
— Frank Siciliano - Notte blu

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“Volevo solo dirti che quando sorrido senza motivo, il motivo sei tu.”
— Silenzio-nel-buio (via silenzio-nel-buio)
Ama come Tokyo
Divertiti come Nairobi
Ridi come Denver
Rischia come Rio
Giocatela come Berlino
Difendi come Helsinki
Lotta come Oslo
Pensa come Il Professore
(Non cagare mai il cazzo come Arturo)
“Bagnarsi le labbra con baci che dicono ’dammene ancora.’”
—Cit. Luché - Torna da me

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i may be a bit lost and hard to understand but i swear my intentions are pure and my heart is big