post 20 day 24 / IMAL
Con IMAL si chiude il la ricerca sul panorama “artistico-culturale” di Brussels. Ci sarebbero tanti altri posti interessanti, e ogni giorno, parlando la gente mi arrivano sempre nuove realtà, nuovi nomi, nuovi posti da vedere e programmi da scoprire.
Questa è stata l’ultima settimana da Z33, ma prima di tirare le somme di questa esperienza altamente formativa e stimolante, vale la pena conoscere il lavoro di IMAL.
IMAL sta per Interactive Media Art Laboratory ed è un Centre for Digital Cultures and Technology.
Nasce nel 1999 con l’intento di creare e promuovere le pratiche artistiche che usano computer e tecnologia digitale come medium.
Oggi, come potete immaginare, ospitano anche il Fab Lab di Brussels.
La struttura orgnizzativa è molto semplice e piccola, nel senso che è gestita da poche persone per la quantità di attività svolte e il range di servizi che propongono.
Solo tre persone si occupano del programma artistico, pr e amministrazione (che impegna loro la maggior parte del tempo).
IMAL è un art centre che ospita eventi pubblici quali lectures, exhibitions, workshop ed eventi, performance e concerti.
Nello spazio a disposizione c’è anche un atelier per l’artista in residence di turno, ma adifferenza di quanto scritto sul sito, non vi è un servizio di agency (mediazione tra artista e mercato), era più un’intenzione smorzata dalla mancanza di fondi e risorse umane.
La gestione degli spazi e degli artisti anche qui sembra molto semplice e flessibile, poichè non vi è un vero e proprio percorso didattico educativo, ma piuttosto una condivisione di spazi e strumenti, materiali e Fab Lab.
Ci sono due livelli gestionali dell’atelier: uno ufficiale e istituzionale, nel senso che i partner che fanno parte del network di centri culturali per le arti digitali cooperano e banalmente organizzano exchange per gli artisti; mentre l’altro modello più ufficioso e informale è indirizzato a un pubblico più local, per cui chiunque avesse bisogno lo spazio per realizzare o terminare i propri lavori può contattare IMAL, che, compatibilmente con l’agenda, concede atelier e strumenti gratuitamente.
Il Fab Lab è piuttosto recente, dal 2012 infatti hanno ampliato i loro spazi con un piccolo laboratorio attrezzato con 3D printers, CNC mill, lasercut, trapani, torchi e tools per piccoli lavori e rifiniture manuali.
Mi accoglie Felix, uno degli artisti in residence che, da quando ha aperto il Fab Lab , è responsabile di esso, oltre ad essere il suo workplace/atelier.
La prima questione da affrontare per capire come funziona il lab è l’accesibilità: si può frequentare il Fab Lab solo dopo un induction e solo se si ha una membership card (200€ annuale o 40€ mensile) ma il laboratorio è accessibile solo il lunedi sera dalle 18 alle 22 (che pare essere molto attivo) o il mercoledì dalle 10 alle 18.
Senza tessera non si entra e con la tessera l’accesso è piuttosto limitato nei giorni, ma c’è la massima libertà da parte degli iscritti di usufruire di tutte le attrezzature (ci sono delle fee su alcune macchine e per i materiali), Felix mi dice che l’obiettivo è che la gente diventi indipendente e autonoma il prima possibile, in modo che il loro sia solo un supporto aggiuntivo, come da spirito maker lab e DIY.
L’attività principale di IMAL è la diffusione dell’arte digitale, che si esplica in diverse direzioni:
. workshop per privati
. laboratori con scuole, università, gruppi
. masterclass specifiche con artisti affermati
Tutto a pagamento ovviamente, ma ancora una volta ciò non basta per rendere un’attività artistico-culturale di questo tipo autosufficiente. Ancora una volta una realtà no-profit finanziata da soldi pubblici: fondi europei, fondi della capitale, della regione, della città di brussels, delle comunità linguistiche e dei vari dipartimenti culturali che si occupano di arte digitale.
Per concludere, e riallacciandomi al discorso di Dirk (Recyclart) sulla compresenza di cultura accademica e cultura popolare, anche IMAL cerca di attrarre un pubblico più vasto e nel suo piccolo si rivolge ai locals e alla “wide audience” con eventi più informali e popolari. Il format trimestrale si chiama BAR TEMP, ovvero un Bar temporaneo gestito da catering esterno per una serata chill con musica, dj, performance e istallazioni di arte digitale per sensibilizzare non solo una nicchia di persone agli infiniti utilizzi della tecnologia digitale, ma anche il grande pubblico.











