Arriva in ufficio vergognosamente presto, consegna a Carla il frappuccino alla fragola che le ha comprato in un moto di disinteressata ruffianeria e quindi sale al piano che le è stato indicato il giorno prima. La sua scrivania è vuota, completamente vuota, spaventosamente vuota. Così Cornelia Bendis si siede e poggia al centro esatto del ripiano il proprio laptop, poi sistema in un angolo una cornice di plastica che contiene una foto di un cane minuscolo e particolarmente brutto. Con la vaschetta degli elastici comincia subito a lavorare, per formare “la palla”. Sulla sua scrivania non ci sono faldoni, dossier o messaggi. Post it vecchi, post it nuovi, bicchieri di caffè raffreddato, avanzi di ciambelle. Ma sa benissimo come funziona, sa che arriveranno. Questa è la quinta volta in cui ricomincia tutto dal principio, ormai sa a memoria come si fa. Inspira a fondo quando l’aroma del caffè fa il suo ingresso assieme a James, poi aggiunge timidamente un’altra cornice accanto a quella con la foto del cane - e questa contiene una foto dove lei sorride ed un tizio barbuto le bacia una guancia - e finalmente accende il laptop, preparandosi alla sua prima giornata di lavoro. Di nuovo.














