La prima intervista di Simone Zaza da giocatore del Valencia CF (integralmente tradotta da AS.com)
Fonte: Simone Zaza Fans su Facebook
Come hai vissuto questa lunga trattativa?
"Conoscevo l'interesse del Valencia da un po'. Quando ho ricevuto la notizia che non avrei più potuto giocare nel West Ham ho avviato i negoziati col Valencia. La verità è che non stato vivendo un buon momento lì, ma ho scelto di venire qui e giocare per il Valencia".
Hai esitato a venire quando Prandelli o García Pitarch hanno rassegnato le dimissioni?
"Sapevo dell'interesse del club e sapevo che Prandelli mi voleva quindi ho pensato che probabilmente il Valencia non mi avrebbe più voluto. La stessa sera mi hanno chiamato dalla società dicendomi che mi avrebbero comunque voluto al Valencia, che avevano fiducia in me".
Cosa è successo in Inghilterra, perché in Italia eri ad un livello superiore e al West Ham non hai fatto bene?
"Per me è stato un momento difficile. Quando ho lasciato la Juventus ero ottimista, volevo fare un'esperienza in Premier, ho pensato che fosse un calcio adatto alle mie caratteristiche, ma tutto è cominciato male. Credo che la più grande colpa è stata mia perché non ero mentalmente tranquillo. Le cose negative che mi sono successe mi hanno colpito mentalmente, non vedevo più il lato positivo dell'essere lì. Ho trovato un ambiente e una cultura molto diverse dalla mia. Ora sono qui, non sto bene se ripenso all'Inghilterra ma so quello che posso fare".
Quanti gol vorresti fare?
"Il maggior numero possibile. Gol per vincere, gol importanti. Ma la cosa più importante ora è iniziare bene, tranquillamente, concentrato e poi le cose verranno da sé. La cosa più importante ora è quella di aiutare la squadra a scalare la classifica".
Prandelli ha detto che sei un calciatore di carattere: sei pronto per la situazione che sta attraversando il Valencia?
"Credo che quando una squadra va male tutti ne risentono e sono arrabbiati. Conoscevo la situazione prima di arrivare, quella dei tifosi e quella della squadra. Ma ho fiducia in me e nel club. Ci sono molti giocatori forti e penso che possiamo fare le cose per bene".
Qual è la tua condizione fisica: giocherai sabato a Vil"larreal?
"Non so se sabato potrò giocare perché è un mese che non gioco. Fisicamente sto bene. Devo lavorare e migliorare".
"Ho scelto il numero 12".
Arrivi in prestito con diritto di riscatto, hai l'intenzione di rimanere a Valencia?
"Sì, mi piacerebbe. Vorrei giocare qui non solo per sei mesi. Ho preso molte occasioni negli ultimi mesi e qui penso di poter fare bene. Mi piace la città, la gente... il mio desiderio è quello di giocare qui".
Perché hai scelto Valencia?
"Ho scelto di giocare a Valencia perché è la squadra che mi ha voluto più di tutti. Conoscevo la situazione, ma volevo giocarci, voglio fare bene e le persone del club mi hanno dato un sacco di fiducia".
Che ti ha detto Prandelli di Valencia?
"La verità, che la situazione è difficile, ma che la squadra è forte. La città l'ho vista un po' in questi giorni e mi piace. È molto simile all'Italia. La spiaggia, il sole... mi ha anche detto che si vive bene e che i tifosi ti cercano, ma questo è normale, se le cose vanno male, non si sta bene; se vanno bene, si vive molto meglio".
Il diritto di riscatto è obbligatorio?
"Dovete chiederlo al direttore sportivo".
Oltre che con Prandelli hai parlato con gli altri italiani che sono passati dal Valencia?
"Ho parlato con Moretti. So che qui ha giocato Di Vaio, Corradi, Carboni... mi hanno detto che la vita è buona e che i tifosi sono esigenti. Ma questo è normale, stanno vivendo un momento difficile. La gente vuole che la squadra vinca e che si trovi in un'altra posizione".
Morata ti ha parlato della Liga?
"Sono un amico di Alvaro, è felice che adesso siamo vicini. Mi ha detto che posso fare bene qui. Lui mi conosce e mi ha detto che per me è meglio vivere qui che altrove. Sa come sono".
Come è stato il primo contatto con il Mestalla?
"E' stata la mia prima volta, non ci ero mai stato. È incredibile. Sapevo che c'è un'atmosfera calda, ma non mi aspettavo così tanto. So che è difficile, per un giocatore, giocare in casa in questa situazione, ma in queste partite i tifosi aiutano molto la squadra".