“Le persone sono fatte di luci e di ombre. Finché non conosci le ombre non sai niente di una persona. Cerca di vedere le ombre prima delle luci, altrimenti resti delusa.”
— Alessandro D’Avenia (via anormalguywithabnormalmind)

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@baricco
“Le persone sono fatte di luci e di ombre. Finché non conosci le ombre non sai niente di una persona. Cerca di vedere le ombre prima delle luci, altrimenti resti delusa.”
— Alessandro D’Avenia (via anormalguywithabnormalmind)

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Barcollante,
su un ciglio del letto sto a guardare e
le tue mani grandi le sento stringere
bordi che scricchiolano in un luogo che è battaglia,
senza vincitore.
Parlare è sviscerare
Incomprensioni come lacci
che ci tengono lontani.
Non c'è passione nei tuoi occhi
lacerati dal silenzio,
ho una lucida paura che non torneremo
al principio.
Ho paura
che ci sfuggiremo.
Roman Holiday (1953)
dir. William Wyler

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Me lo insegna pure il gatto, nel suo sottrarsi lento: il mestiere di “amare troppo” non paga, non paga mai.
«Forse noi due ci cercavamo molto più di quanto noi stessi pensassimo. E così abbiamo finito per prendere la strada più lunga e più contorta. Forse io non avrei dovuto fare quello che ho fatto. Ma non ho potuto farne a meno. E volevo dirti che la sensazione di intimità e tenerezza che ho provato per te, è stata un’emozione che non avevo mai sentito prima nella mia vita».
Haruki Murakami, “Norwegian Wood”
““È un uomo… strano", ardii dire a Guglielmo. “È, o è stato, per molti aspetti, un grande uomo. Ma proprio per questo è strano. Sono solo gli uomini piccoli che sembrano normali.””
— Umberto Eco, II nome della rosa, 1980, Primo giorno - Sesta (Adso a Guglielmo)
[ ]
Vedo i maturandi
Ma non la maturità
Vedo gli ospizi
Ma non l'ospitalità
Vedo le persone
Ma niente personalità
Vedo la teoria
Ma molta poca pratica
Vedo i moralisti
Ma forse poca etica
Vedo gli amici
Ma non vedo amicizia
Vedo i giudici
Ma non la giustizia
Vedo spartizioni
Ma mai fatte a metà
“Vedo gli umani
Ma non vedo l'umanità”.
a volte penso
che sarebbe bello
rientrare a casa
in due
e fare tutte quelle cose banali
che fatte insieme
alla persona giusta
diventano gli attimi
più belli della tua vita.
come cucinare la pasta
alle quattro del mattino
e andare a mangiare in terrazzo,
aspettare l'alba
condividendo l'ultima Winston
del pacchetto
parlare un po’ di tutto
e un po’ di niente.
addormentarci
nudi
abbracciati
con i cuori incastrati,
svegliarci tardissimo
e fregarcene dell'università
del lavoro
degli esami
degli impegni.
fare colazione
con la pizza avanzata
dalla sera prima,
cantare e ballare
per casa
ascoltando una canzone a caso
su Youtube,
fare la lotta con i cuscini,
fare la lotta con i vicini.
fare discorsi profondi
a notte fonda
mentre le mie mani
scivolano in mezzo alle tue gambe
e ti cerco il cuore
dentro i jeans,
fare l'amore sul tavolo della cucina
sulla lavatrice
sul pavimento
e davanti allo specchio del bagno.
fare la doccia insieme,
osservarti
mentre ti asciughi i capelli
e mi sorridi nel riflesso dello specchio,
vedere un film in streaming
e lasciarlo a metà
perche io non ce la faccio
a stare più di mezz'ora
senza saltarti addosso.
litigare perche sono un cretino,
fare pace
perche un po’ ti piace
che io sia un cretino.
raccontarti di quella volta
che sei andata via
e ho temuto non tornassi più,
e poi guardarti per ore
come fossi il mio programma preferito
perche voglio impararti a memoria,
perche non voglio dimenticarti
come l'ispirazione per una poesia,
come la melodia di una canzone
che ti entra in testa
e non se ne va via.
stringerti forte
per paura di perderti,
aggrapparmi alla tua schiena
mentre dormiamo
perche quando non ci sei
mi sento cadere nel vuoto.
ascoltarti
quando la sera
mi racconti la tua giornata,
le tue ansie,
i tuoi sogni.
baciarti le lacrime
quando non riesci a spiegarti
e dirti
quando sei a pezzi
che ogni parte di te
è bellissima.
si.
sarebbe bello.

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a volte penso
che sarebbe bello
rientrare a casa
in due
e fare tutte quelle cose banali
che fatte insieme
alla persona giusta
diventano gli attimi
più belli della tua vita.
come cucinare la pasta
alle quattro del mattino
e andare a mangiare in terrazzo,
aspettare l'alba
condividendo l'ultima Winston
del pacchetto
parlare un po’ di tutto
e un po’ di niente.
addormentarci
nudi
abbracciati
con i cuori incastrati,
svegliarci tardissimo
e fregarcene dell'università
del lavoro
degli esami
degli impegni.
fare colazione
con la pizza avanzata
dalla sera prima,
cantare e ballare
per casa
ascoltando una canzone a caso
su Youtube,
fare la lotta con i cuscini,
fare la lotta con i vicini.
fare discorsi profondi
a notte fonda
mentre le mie mani
scivolano in mezzo alle tue gambe
e ti cerco il cuore
dentro i jeans,
fare l'amore sul tavolo della cucina
sulla lavatrice
sul pavimento
e davanti allo specchio del bagno.
fare la doccia insieme,
osservarti
mentre ti asciughi i capelli
e mi sorridi nel riflesso dello specchio,
vedere un film in streaming
e lasciarlo a metà
perche io non ce la faccio
a stare più di mezz'ora
senza saltarti addosso.
litigare perche sono un cretino,
fare pace
perche un po’ ti piace
che io sia un cretino.
raccontarti di quella volta
che sei andata via
e ho temuto non tornassi più,
e poi guardarti per ore
come fossi il mio programma preferito
perche voglio impararti a memoria,
perche non voglio dimenticarti
come l'ispirazione per una poesia,
come la melodia di una canzone
che ti entra in testa
e non se ne va via.
stringerti forte
per paura di perderti,
aggrapparmi alla tua schiena
mentre dormiamo
perche quando non ci sei
mi sento cadere nel vuoto.
ascoltarti
quando la sera
mi racconti la tua giornata,
le tue ansie,
i tuoi sogni.
baciarti le lacrime
quando non riesci a spiegarti
e dirti
quando sei a pezzi
che ogni parte di te
è bellissima.
si.
sarebbe bello.
“Alcuni guardano il fango sul fondo dello stagno, altri contemplano il fiore di loto sulla superficie dell’acqua. È una scelta.”
—
Raphaëlle Giordano
Perché vedi, o Fedro, la scrittura ha in sé qualcosa di terribile (δεινόn), come anche la pittura. I prodotti della pittura ci stanno davanti come se vivessero; ma se li interroghi, tengono un maestoso silenzio. Nello stesso modo si comportano le parole scritte: crederesti che possano parlare quasi che avessero in mente qualcosa; ma se tu, volendo imparare, chiedi loro qualcosa di ciò che dicono esse ti manifestano una cosa sola e sempre la stessa. E una volta che sia messo in iscritto, ogni discorso arriva alle mani di tutti, tanto di chi l’intende tanto di chi non ci ha nulla [e] a che fare; né sa a chi gli convenga parlare e a chi no. Prevaricato ed offeso oltre ragione esso ha sempre bisogno che il padre gli venga in aiuto, perché esso da solo non può difendersi né aiutarsi. Fedro – Ancora hai perfettamente ragione. Socrate – Vogliamo noi considerare un’altra specie di discorso, fratello di questo scritto, ma legittimo, e vedere in che modo nasce e di quanto è migliore e piú efficace dell’altro? Fedro – Che discorso intendi e qual è la sua origine? Socrate – Il discorso che è scritto con la scienza nell’anima di chi impara: questo può difendere se stesso, e sa a chi gli convenga parlare e a chi tacere. […]
Platone, Fedro.
“E quando mi perdo e non mi ricordo, mi basta pensarti e poi mi ricordo il mio posto dov'è. Il mio posto sei te.”
— Jovanotti
“Lo cercherai ancora, inutile negarlo. E in mezzo alla gente avrai l'ansia di incontrarlo, come la prima volta che l'hai visto. E l'ultima volta che l'hai perso.”
- Fabio Volo

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Non capivo perché ma venivo presa da una nostalgia così lancinante che, anche se mi trovavo a casa mia, sentivo che esisteva un posto, da qualche parte, dove dovevo tornare.
Banana Yoshimoto
Non capivo perché ma venivo presa da una nostalgia così lancinante che, anche se mi trovavo a casa mia, sentivo che esisteva un posto, da qualche parte, dove dovevo tornare.
Banana Yoshimoto