I trent’anni mi stanno insegnando davvero tante cose, devo ammetterlo.
Questi mesi sono stati un periodo di profonda trasformazione e, tra tutte le cose che ho imparato, ce n’è una che sento il bisogno di condividere: il potere che il passato può avere su di noi.
Ho compreso una lezione preziosa. Nelle relazioni umane raramente esiste una verità assoluta. Naturalmente esistono situazioni, come la violenza, lo stupro o l’omicidio, in cui ci sono chiaramente una vittima e un carnefice. Ma nella vita di tutti i giorni, nelle incomprensioni, nelle ferite e nei rapporti tra esseri umani, il confine può diventare flebile, labile, sottilissimo.
Ho imparato che, all’interno della stessa storia, possiamo essere sia “il buono” sia “il cattivo”, anche senza averne l’intenzione. Possiamo ferire e poi essere feriti. Possiamo avere ragione su alcune cose e torto su altre.
Non è sempre tutto bianco o tutto nero. Esistono le sfumature ed esistono anche situazioni in cui le responsabilità sono condivise.
Sapete come me ne sono accorta?
Ripensando ad alcuni episodi del mio passato che continuavo a portarmi dentro come se fossero diventati parti indelebili della mia personalità.
Ricordo ancora il tradimento che sentii da parte di una mia amica quando, da ragazzina, affrontai i miei primi problemi psichiatrici.
Eravamo due ragazzine spaventate che non sapevano come comportarsi. Io stavo vivendo qualcosa di più grande di me; lei stava assistendo a qualcosa di più grande di lei.
Cosa può fare una ragazzina che vede la sua migliore amica piangere tutto il giorno, se non chiederle ripetutamente perché non voglia più vederla?
Non poteva capire fino in fondo. Eravamo entrambe troppo piccole e lei non poteva offrirmi il supporto di cui avevo bisogno.
Il fatto che io mi sia sentita abbandonata e tradita non cancella la possibilità che lei, con gli strumenti che aveva, abbia fatto del suo meglio. Allo stesso modo, comprendere oggi le sue difficoltà non rende meno vera la mia sofferenza di allora. Quella era la mia verità, ed è intoccabile.
Ma certe cose accadono e non possiamo continuare a portarle con noi per dieci, quindici o vent’anni, permettendo loro di decidere chi siamo e come vivremo tutte le relazioni successive.
Se oggi ci incontrassimo di nuovo, né io né lei, e fortunatamente, aggiungo, saremmo ancora quelle bambine.
Se è vero che non tutto ciò che ci accade ha sempre una ragione è pur sempre vero che possiamo trovarla noi quella ragione e farne un insegnamento.