Sapete? Oggi, dopo 30 anni, la vita è riuscita a insegnarmi qualcosa di nuovo.
Quelle poche volte in cui smette di essere tremendamente prevedibile, riesco ancora a sentire un brivido lungo la schiena. Anche quando l’insegnamento non è a mio favore, anche quando mette in luce le mie mancanze… va bene lo stesso. Perché capisco qualcosa che ieri ignoravo.
Oggi la lezione è stata particolarmente dura.
Ho sempre pensato, nonostante il mio aspetto ordinario, di essere una persona con una straordinaria ricchezza interiore. Sono sempre stata convinta che il mio modo di fare, la mia empatia, la mia sensibilità, una volta scoperti, sarebbero stati una calamita per chiunque si sentisse solo o non compreso.
Ingenuamente, e forse anche con un pizzico di presunzione, credevo che proprio quella rarità avrebbe spinto le persone ad aprirmi le braccia.
Oggi ho capito che non funziona così.
Puoi essere la persona migliore, più buona, più comprensiva, intensa, amabile… ma se l’altro non vuole farti entrare, non lo farà comunque.
E non servirà a nulla ricordargli che si sta perdendo qualcosa di meraviglioso. Magari lo sa anche, ma semplicemente non gli importa.
E’ stato difficile da accettare? Molto peggio, è stato tremendo, una doccia fredda.
Però, forse, questa è la lezione più importante che potessi imparare: quello che fai, devi farlo per te stesso, perché ti fa stare bene. Se lo fai per essere scelto, smette di essere spontaneo.
Non puoi controllare ciò che l’altra persona sceglie di fare con te.
Ma puoi scegliere cosa fare con te stesso, ogni singola volta.