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@as--rain
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Il concetto è semplice.
Ma ricordarlo fa bene.
Chi impedisce la tua felicità,
non ti ama.
Chi ti ama,
ti ci manda a spintoni verso la tua felicità.
A qualunque costo.
Angelo De Pascalis
“Io mi sono innamorata di te, Non l'ho fatto per noia, Nè per solitudine. Ho capito di essermi innamorata di te, quando un giorno senza te è un giorno perso, Quando sono arrabbiata col mondo ma non con te, Quando mi prendi la mano e non me la lasci più. Ho capito di essermi innamorata di te, quando ti ho abbracciato per l'ultima volta prima di partire e ho sentito una parte del mio cuore andare via con te. E mi innamoro ogni volta che mi baci e mi tocchi, mi fai sentire libera e protetta.”
—
We absolutely support and promote all those who believe this statement to be true. If you support a positive and healthy body image then reblog this!
“c’avró scritto “illudetemi” in fronte, che ti devo dí.”
—
Fiore.
(via
cutsofflower
)

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“È un controsenso non trovi? Sei la persona più triste che conosca ma anche quella che ride più spesso.”
— @un-knownenemy
“Per essere felice devi imparare a ignorare molte cose.”
— Isabel Celima
I baci sulla fronte..
Questo è quello che io cerco almeno nei libri quando li apro: il pezzetto che è stato scritto per me. Uno scarto, un brusco scarto di intelligenza e sensibilità che mi spiega qualcosa di me. Cosa che suppongo possedevo già sotto la pelle, ma che non sapevo dire.
— Erri De Luca
ecco

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Ho paura di innamorarmi. Di tornare a sentire tutto per qualcuno che probabilmente non proverá nulla per me. Ho paura di rischiare, di mettere in gioco il cuore ancora una volta. Ho paura di trasformare questi sorrisi in lacrime, ho paura di affezionarmi per poi venire abbandonata. Ho paura di quello che sento. Di quel sorriso involontario quando ti guardo, o della confusione piú totale quando sprofondo nei tuoi occhi azzurri. Ho paura di innamorarmi di nuovo e allo stesso tempo ne ho una voglia folla. La voglia che mi tiene sveglia la notte pensando a te, quella voglia di baciarti ogni sorriso e di stare con te ogni secondo. Ho paura di quando sono fuori e ti cerco con lo sguardo. Ho paura quando faccio di tutto per vederti. Ho paura quando ti guardo. Ho paura, perchè so di stare per innamorarmi.
Lostinlonelinessalone (via lostinlonelinessalone)
Il piano è
non accettare mai di essere
il piano B
di nessuno.
Gio Evan.
Ero una via di mezzo
non ero il tuo centro
non ero la via
per la tua salvezza
neanche un punto di partenza
ero qualcuno con cui sfogare
rabbia e rancore
lo stomaco si stringeva
fitte al cuore
mi chiedevi cos'hai?
e riuscivo soltanto a pensare
forse ho tutto
ma non ho te,
l'unico che mancava davvero
e chissà cos'era
che ti tratteneva
non te ne andavi mai
non rimanevi mai,
io stupida
ci credevo troppo.
Alice Giaquinta
Roberto Emmanuelli, E allora baciami

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Quello che
non ti ho mai detto
mi è rimasto dentro al petto.
“Mentre mia moglie mi serviva la cena , le presi la mano e le dissi:”Devo parlarti”. Lei annui e mangio’ con calma. La osservai e vidi il dolore nei suoi occhi, quel dolore che all’improvviso mi bloccava la bocca, Mi feci coraggio e le dissi:” Voglio il divorzio”. Lei non sembro’ disgustata dalla mia domanda e mi chiese soavemente: ” Perché?”. Quella sera non parlammo più e lei pianse tutta la notte. Io sapevo che lei voleva capire cosa stesse accadendo al nostro matrimonio, ma io non potevo risponderle, aveva perso il mio cuore a causa di un’altra donna, Giovanna. Io ormai non amavo più mia moglie, mi faceva solo tanta pena, mi sentivo in colpa, ragion per cui sotto-scrissi nell’atto di separazione che a lei restasse la casa, l’auto e il 30% del nostro negozio. Lei quando vide l’atto lo strappo a mille pezzi ! ”Come ?! avevamo passato dieci anni della nostra vita insieme ed eravamo ridotti a due perfetti estranei?!”. A me dispiaceva tanto per tutto questo tempo che aveva sprecato insieme a me, per tutte le sue energie, pero’ non potevo farci nulla, io amavo Giovanna. All’improvviso mia moglie comincio’ a urlare e a piangere ininterrottamente per sfogare la sua rabbia e la sua delusione, l’idea del divorzio cominciava ad essere realta’. Il giorno dopo tornai a casa e la incontrai seduta alla scrivania in camera da letto che scriveva, non cenai e mi misi a letto, ero molto stanco dopo una giornata passata con Giovanna. Durante la notte mi svegliai e vidi mia moglie sempre li’ seduta a scrivere, mi girai e continuai a dormire. La mattina dopo mia moglie mi presento’ le condizioni affinché accettasse la separazione. Non voleva la casa, non voleva l’auto tanto meno il negozio, soltanto un mese di preavviso, quel mese che stava per cominciare l’indomani. Inoltre voleva che in quel mese vivessimo come se nulla fosse accaduto! Il suo ragionamento era semplice : ”Nostro figlio in questo mese ha gli esami a scuola e non e’ giusto distrarlo con i nostri problemi”. Io fui d’accordo pero’ lei mi fece un ulteriore richiesta.” Devi ricordarti del giorno in cui ci sposammo, quando mi prendesti in braccio e mi accompagnasti nella nostra camera da letto per la prima volta, in questo mese pero’ ogni mattina devi prendermi in braccio e devi lasciarmi fuori dalla porta di casa ”. Pensai che avesse perso il cervello , ma acconsentii per non rovinare le vacanze estive a mio figlio per superare il momento in pace. Raccontai la cosa a Giovanna che scoppio’ in una fragorosa risata dicendo: ”Non importa che trucchi si sta inventando tua moglie, dille che oramai tu sei mio, se ne faccia una ragione!”. Io e mia moglie era da tanto che non avevamo più intimità, cosi’ quando la presi in braccio il primo giorno eravamo ambedue imbarazzati, nostro figlio invece camminava dietro di noi applaudendo e dicendo:” Grande papa’, ha preso la mamma in braccio!”. Le sue parole furono come un coltello nel mio cuore, camminai dieci metri con mia moglie in braccio, lei chiuse gli occhi e mi disse a bassa voce:”Non dirgli nulla del divorzio,per favore… Acconsentii con un cenno , un po’ irritato, e la lasciai sull’uscio. Lei usci’ e andò a prendere il bus per andare al lavoro. Il secondo giorno eravamo tutti e due più rilassati, lei si appoggiò al mio petto e potetti sentire il suo profumo sul mio maglione. Mi resi conto che era da tanto tempo che non la guardavo . Mi resi conto che non era più cosi’ giovane, qualche ruga, qualche capello bianco. Si notava il danno che le avevo fatto! Ma cosa avevo potuto fare da ridurla cosi’? Il quarto giorno , prendendola in braccio come ogni mattina avvertii che l’intimità stava ritornando tra noi, questa era la donna che mi aveva donato dieci anni della sua vita, la sua giovinezza, un figlio e nei giorni a seguire ci avvicinammo sempre più’ . Non dissi nulla a Giovanna per rispetto!.Ogni giorni era più facile prenderla in braccio e il mese passava velocemente. Pensai che mi stavo abituando ad alzarla, e per questo ogni giorno che passava la sentivo più leggera. Una mattina lei stava scegliendo come vestirsi, si era provata di tutto, ma nessun indumento le andava bene e lamentandosi disse:”I miei vestiti mi vanno grandi, ”. Li’ mi resi conto che era dimagrita tanto…ecco perché mi sembrava cosi’ leggera! Di colpo mi resi conto che era entrata in depressione… troppo dolore e troppa sofferenza pensai. Senza accorgermene le toccai i capelli, nostro figlio entro’ all’improvviso nella nostra stanza e disse :” Papa’ e’ arrivato il momento di portare la mamma in braccio( per lui era diventato un momento basilare della sua vita). Mia moglie lo abbraccio’ forte ed io girai la testa, ma dentro sentivo un brivido che cambio’ il mio modo di vedere il divorzio. Ormai prenderla in braccio e portarla fuori cominciava ad essere per me come la prima volta che la portai in casa quando ci sposammo, la abbracciai senza muovermi e sentii quanto era leggera e delicata, mi venne da piangere! L’ultimo giorno feci la stessa cosa e le dissi:” Non mi ero reso conto di aver perduto l’intimità con te… Mio figlio doveva andare a scuola e io lo accompagnai con la macchina, mia moglie resto’ a casa. Mi diressi verso il posto di lavoro, ma a un certo punto passando davanti casa di Giovanna mi fermai, scesi e corsi sulle scale, lei mi apri’ la porta e io le dissi:”Perdonami..ma non voglio più divorziare da mia moglie…” Lei mi guardo’ e disse: Ma sei impazzito? Io le risposi :” No…e’ solo che amo mia moglie…era stato un momento di noia e di routine che ci aveva allontanato ..ma ora ho capito i veri valori della vita , dal giorno in cui l’ho portata in braccio mi sono reso conto osservandola e guardandola che dovevo farlo per il resto della mia vita! Giovanna pianse mi tiro’ uno schiaffo e entro’ in casa sbattendomi in faccia la porta. Io scesi le scale velocemente , andai in macchina e mi fermai in un negozio di fiori. Le comprai un mazzo di rose e la ragazza del negozio mi disse: Cosa scriviamo sul biglietto? Le dissi:”Ti prenderò in braccio ogni giorno della mia vita finché morte non ci separi” Arrivai di corsa a casa, feci le scale entrai e di corsa mi precipitai in camera felicissimo e col sorriso sulla bocca., ma mia moglie era a terra …morta! Stava lottando contro il cancro, ed io che invece ero occupato a passare il tempo con Giovanna senza nemmeno accorgermene. Lei per non farmi pena non me lo aveva detto, sapeva che stava per morire e per questo mi chiese un mese di tempo, si un mese… affinchè a nostro figlio non rimanesse un cattivo ricordo del nostro matrimonio, affinché nostro figlio non subisse traumi, affinché a nostro figlio rimanesse impresso il ricordo di un padre meraviglioso e innamorato della madre.” Questi sono i dettagli che contano in una relazione. Non la casa….non la macchina….non i soldi…queste sono cose effimere che sembrano creare unione e invece dividono. Cerchiamo sempre di mantenere il matrimonio felice, ricordando sempre il primo giorno di questa bella storia d’amore. A volte non diamo il giusto valore a ciò che abbiamo fino a quando non lo perdiamo.”
— Una storia… Strappa lacrime 😭❤️