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The iconic Michael Caine getting ready for an interview at Lexus Lounge #Venezia74 #MyGeneration #BiennaleCinema (hier: Venice Film Festival)

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Superheroes, fights and faraway planets: all this in ARCA Cinemagiovani short film! #workinprogress #backstage #Venezia74 #superhero (hier: Mostra del Cinema Venezia)
Secondo giorno di riprese per gli ARCA Cinemagiovani! #Venezia74 #backstage #shortfilm #superhero (hier: Mostra del Cinema Venezia)
Gli ARCA Cinemagiovani si calano nei panni dei supereroi - prima prova costume per il nostro corto! #superhero #Venezia74 (hier: Mostra del Cinema Venezia)
Smetti di sentirti un pesce fuor d'acqua! Segui ARCA Cinemagiovani a #Venezia74 ! #TheShapeofWater #biennale (hier: Mostra del Cinema Venezia)

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Vuoi salvare il pianeta? 🌍 Non serve miniaturizzarsi, segui ARCA Cinemagiovani a #Venezia74 ! #Downsizing (hier: Mostra del Cinema Venezia)
La Mostra del Cinema di Venezia, giunta alla 74esima edizione, è come un'anziana aristocratica signora, un po' bisbetica, ricca di fascino e di storielle da raccontare, irriducibile nella sua vocazione di faro del cinema d'autore. Molte le star presenti al Lido: George Clooney (quest'anno nella veste di regista, con una commedia nera firmata dai fratelli Coen), Matt Damon, Julianne Moore, Kirsten Dunst, Frances McDormand. Una Hollywood portavoce di un cinema al di fuori del circuito commerciale mainstream, con il film di apertura di Alexander Payne e Paul Schrader. Anche la giuria ha un tocco de “l'altra Hollywood”, con la presidente di giuria Annette Bening, attrice spesso associata al cinema indipendente. E poi la sezione Orizzonti, che ha il compito di individuare le voci emergenti della cinematografia internazionale. Leone d'Oro alla Carriera a Jane Fonda e Robert Redford, due colonne del cinema anni '60 e '70.
Noi di ARCA Cinema Giovani siamo pronti per dare la caccia alle star e intervistare attori e registi nella striscia quotidiana della nostra webtv, il TG ARCA. Siamo consapevoli anche del nostro ruolo di spettatori speciali, attenti, che ci qualifica come giurati del premio collaterale ufficiale ARCA Cinema Giovani, giunto alla sedicesima edizione. Non solo la responsabilità e l’onore di far parte di una giuria ufficiale internazionale (composta da italiani, tunisini, francesi e marocchini tra i 18 e i 15 anni), essere ARCA Cinema Giovane significa anche goliardia, karaoke e tanti spritz. E siccome non riusciamo proprio a star fermi, anche quest'anno ci avventuriamo nella produzione di un cortometraggio “made in ARCA”, secondo il nostro stile, originale sempre un po' eccentrico; dopo i Leoni d'Oro con la voce di Maccio Capatonda e VHS – Venice Horror Story, è la volta dei supereroi...non vedete già l’ora di vederlo?
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Venezia 74. Si parte con l'elegante e bianchissimo re-styling del Palazzo del Cinema!
ARCA CinemaGiovani al Fiuggi Film Festival. Si parte!
Arca Cinema Giovani presente anche quest'anno al Fiuggi Film Festival! Il tema proposto è 'perspective', 'prospettiva'. Come ha spiegato Angelo Astrei, direttore del FFF, i film scelti quest'anno mettono in luce i diversi punti di vista attraverso cui una storia può essere raccontata, citando il celebre film “L'attimo fuggente”: «È proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un'altra prospettiva». A proposito di punti di vista e personaggi, ieri abbiamo avuto un primo assaggio cinematografico con “Indivisibili”, film che racconta di una coppia di gemelle siamesi, due adolescenti, che vorrebbero fare un’operazione in grado di dividerle, andando contro l’imposizione del padre che guadagna con le loro esibizioni canore. Ci siamo immedesimati ed emozionati seguendo il loro percorso di crescita, che lancia un messaggio di speranza: se cerchi di andare controcorrente, puoi farcela, a patto di perdere una parte delle tue illusioni. Siamo curiosi di vedere come questo tema può svilupparsi nei film in concorso che vedremo i prossimi giorni!
Giorgia
Venezia73 - And the winners are...
Anche per quest’anno le due giurie ARCA hanno decretato i film vincitori: per la giuria nazionale il migliore è “Orecchie” di Alessandro Aronadio, mentre tra i film internazionali è stato “Arrival” di Denis Villeneuve ad aggiudicarsi il nostro ambitissimo premio, confermandosi la scelta perfetta per una giuria che nonostante le differenze linguistiche e qualche occasionale difficoltà comunicativa riesce comunque ad incontrarsi e a trovarsi d’accordo grazie alla magia e all’universalità del cinema.
E noi ARCA CinemaGiovani, quest’anno, ci godiamo anche un successo e una soddisfazione in più: nella lista ufficiale dei premi collaterali stilata dalla Biennale, infatti, siamo al primo posto! Se non siete sul Lido e non potete procurarvene una copia in Sala Stampa, potrete comunque vedere per credere sul sito della biennale! ( http://www.labiennale.org/it/cinema/news/09-09.html )
E adesso? Adesso è tempo di pronostici e di attesa (travolgente come al solito il successo del nostro ormai classico totoleone “Batti la Betta”), mentre la giuria ufficiale capitanata da Sam Mendes si appresta ad annunciare, stasera alle 19, i vincitori dei vari premi e riconoscimenti di questa settantatreesima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Leoni e Coppe che non saranno ambiti quanto i Premi ARCA, ma sono comunque una discreta consolazione…

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Venezia73 dans une phrase
Brimstone “Feministe et accusateur, tel une representation d’Angelica Liddell, Brimstone nous transperce, broye nos entrailles et nous étripe.”
Une vie “ Au mauvais jeu d’acteur ou mauvaise direction s’ajoute ou se soustrait une effroyable mise en scene aux enchainements rates.”
Les beaus jours d’Aranjuez “Les beaus jours sous les doux vents de la literature classique façonnent l’ennui théatralisé en baragouinage soporifique et inutile.”
El cristo ciego “Il est toujours délicat de parler de religion … ( SPOIL – sinon, c’est l’histoire d’un mec qui se prend pour jesus – SPOIL)”
Nocturnal Animals “ L’angoisse nous prend aux trippes, jouant avec nos pulsations cardiaques, au rythme d’un scénario malin, limpide et riche en symboliques.”
Arrival “ Interstellar rencontre 2001 l’Odyssée de l’espace, générant une mixture d’étranges réflexions dans une ambiance stressante mais esthetiquement soignée.”
La la land “Dansante, énergique, esthetique, magique, parfois magnifique, la mise en scene dévore fanatiquement un scenario prévisible et illusoire.”
A light between oceans “ Déversoir d’émotions s’engouffrant dans un pénible branle-bas de mièvreries, prévisibles et improbables.”
Dal polpettòn al polipòn
Non si fa mancare niente, questo Festival di Venezia. Dai generi più classici e melodrammatici a quelli più audaci e, ahimé, sconclusionati.
Della prima categoria fa parte, a detta di tutti, “The Light Between Oceans”, un film dall'impostazione classica con un'unica missione: strappare lacrime allo spettatore con una ricetta vecchia ma sempre efficace, a base di amori voluti dal destino, bimbe biondissime e inevitabili drammi.
Oggi, però, ecco il temuto polipone: quello di “La región salvaje”, un alieno arrivato sulla terra non si sa bene come né perché, tenuto nascosto in una capanna da un'anziana coppia come fosse la cosa più naturale del mondo, e dispensatore di piacere fisico e morte secondo un criterio poco chiaro. Un film che si muove goffamente tra fantascienza ed erotico/porno (e che non ha nulla a che vedere con l'horror, per quanto alcune recensioni sostengano il contrario): l'impressione è che ci fossero grandi potenzialità che però non sono state sfruttate, lasciando le cose spiegate a metà (o niente affatto) attraverso espedienti che vorrebbero scandalizzare e scioccare ma che alla fine rimangono sostanzialmente fini a se stessi. Peccato. Un polpettòn di polipòn.
SB
Venezia 73 - La corsa al Leone continua...
Seconda tornata di film in Concorso, secondo giro sulla magnifica giostra dei generi: è il turno del western “Brimstone”, efferata storia di formazione (e sopravvivenza) di una ragazza cresciuta nel selvaggio West (Dakota Fanning). I giovani Arca restano impietriti per più di due ore in sala Grande, sospirando la Dakota in scintillante abito lamè su un incarnato etereo, che a fine proiezione saluta dalla galleria tra timidi applausi. Alla nostra boutique è tutto un mimare le scene più splatter, e Guy Pierce, nei panni di un Reverendo indemoniato che si crede Dio, si aggiudica il nostro premio al miglior Zombie, visto il considerevole numero di volte in cui viene ferito, bruciato e così via, sopravvivendo ogni volta. Ma non è l’unico ad avere problemi di megalomania qui a Venezia73: nel “Cristo Ciego”, opera prima di Cristopher Murray, un ragazzo vive in una landa desertica del Cile, comincia un pellegrinaggio a piedi nudi e, per colmare il vuoto che lo circonda, e lo consuma, compie una serie di atti di altruismo e viene scambiato per il Messia dagli abitanti delle piccole comunità sparpagliate nel deserto, disperati e deprivati di tutto . Comincia a crederci un po’ anche lui, e inventa una serie di parabole, che informano plasticamente la narrazione con una regia asciutta e rigorosa, che più si apre su spazi solitari più ci restituisce un senso di sconfinata solitudine. Dialoghi sulla fede e sul bisogno di Dio farciscono la narrazione di retorica da omelia domenicale. Ma passiamo al mitico Francois Ozon, qui al Lido con un altro mélo sullo sfondo dei traumi della prima guerra mondiale, “Frantz”, adattamento di una piéce teatrale già portata sullo schermo da Lubitsch, girato in bianco e nero (tranne quando tutti sono contenti, che diventa a colori). Preparate i fazzoletti (di cotone merlettato possibilmente).
Piera Boccacciaro
Venezia 73 - “Orecchie”: Pirandello, sei tu?
“L’umorismo è un’erma bifronte che ride per una faccia del pianto della faccia opposta.”
Nessuna frase rappresenta il film Orecchie di Alessandro Aronadio meglio di questa. Si ride guardando questa pellicola. E tanto. Tuttavia, non aspettatevi comicità demenziale. La risata è usata magistralmente per comunicare e trasmettere il messaggio finale senza avere un tono eccessivamente paternalistico e pesante.
Il titolo si riferisce al problema alle orecchie, più precisamente un fastidioso fischio persistente, che affligge il protagonista dall’inizio del film quando egli si sveglia e si prepara ad affrontare l’ennesima giornata monotona della sua vita da supplente di filosofia. Tutte le vicende del film ruotano intorno a questo fischio e alle conseguenze (perlopiù negative) che affliggono il personaggio principale. Il regista non rivela esplicitamente cosa sia quel suono, ma esso potrebbe avere una spiegazione addirittura biologica ed essere il semplice rumore della circolazione sanguigna che normalmente udiamo quando siamo immersi nel più totale silenzio: quello che ci accompagna nei momenti di relax, o negli attimi prima di addormentarci, o quando abbiamo una vita letteralmente silenziosa, priva di attività e iniziative personali, proprio come il protagonista. A ciò può essere legata la scelta di girare il film interamente in bianco e nero per raffigurare la giornata monotona, “in bianco e nero” appunto, del professore.
Cristina Maratea ed Edoardo Manzi

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Venezia73: “Nocturnal Animals” di Tom Ford
Nocturnal Animals si sviluppa lungo due linee narrative, due storie parallele, capaci di mantenere la stessa intensità durante tutta la durata del film. Punto di contatto tra le due storie è Susan (Amy Adams), proprietaria di una galleria d’arte di successo a Los Angeles, ma profondamente scontenta della sua vuota vita privata, in particolare del rapporto con suo marito (Armie Hammer). Durante un weekend Susan riceve inaspettatamente un pacco, contenente un romanzo inedito del suo primo marito, Edward (Jake Gyllenhaal), che non sente più ormai da vent’anni; il labile equilibrio nella vita di Susan sarà messo in discussione proprio dalla lettura del romanzo, dedicato a lei, ma caratterizzato da una violenza e crudeltà estrema.
La lettura del romanzo rievocherà in Susan sentimenti e ricordi che credeva ormai perduti, a partire dall’amore per Edward, in un susseguirsi di flashback e identificazione nei personaggi del romanzo, mantenendosi al confine tra crudeltà, vendetta e redenzione. Notte dopo notte Susan continua a leggere, attonita di fronte alla crudezza che caratterizza il testo, iniziando a metabolizzare un profondo senso di colpa e rimpianto, non solo per aver lasciato Edward, ma anche per averlo dissuaso e scoraggiato nel proseguire la sua carriera da scrittore. E mentre lo sconforto e il rimorso si impadroniscono di Susan, si compie la vendetta di Edward.
Contemporaneamente alla vendetta di Edward, si compie quella del protagonista del romanzo, alla rabbiosa ricerca dei criminali che un anno prima avevano ucciso sua moglie e sua figlia durante un viaggio in Texas, mentre un invincibile senso di colpa lo attanaglia per non essere riuscito a salvare la sua famiglia. Ad accompagnarlo nella ricerca sarà un poliziotto, al capolinea della sua carriera e della sua vita, senza più nulla da perdere, deciso a non lasciare irrisolto il suo ultimo caso.
Nel complesso “Nocturnal Animals” è un film piacevole, ed estremamente lineare; forse troppo, finendo per non lasciare nulla alla curiosità dello spettatore, cui non viene concessa la possibilità di provare a risolvere da sé il caso. In conclusione, la narrazione su due livelli, tra loro speculari, riesce a intrattenere senza mai annoiare, anche se manca un climax risolutivo che avrebbe dato una marcia in più ad una pellicola sommariamente buona. Simone Di Tommaso
Continua la festa del cinema di genere a Venezia73, e in grande stile: Dario Argento in persona, insieme a Nicolas Winding Refn, ha presentato allo scoccare della mezzanotte la versione restaurata di "Dawn of the Dead (Zombi)" di George A. Romero, in una Sala Giardino gremita di spettatori immersi nel (profondo) rosso dei fari. "La premiazione ufficiale del Leone d'Oro è stata annullata", ha annunciato Refn durante l'introduzione, "perché il premio sarà dato a Dario Argento", anche per lui uno dei più grandi del cinema, maestro del brivido che ha lasciato il segno nella storia mondiale del cinema horror e thrilling. E domani sera si continua con un altro grande classico restaurato, stavolta in Sala Grande: "Un lupo mannaro americano a Londra", di John Landis! La domanda qui in boutique è una sola: sarà presente anche il regista? Non resta che attendere... con un po' di brivido, s'intende.