‘Ricordo, aveva la sigaretta accesa tra le labbra. Mi guardava, poi aspirava. E ad ogni suo tiro, toglieva a me un po’ di respiro.’
(via -fuck-world-i-love-me)
almost home
we're not kids anymore.
Misplaced Lens Cap
he wasn't even looking at me and he found me

PR's Tumblrdome
occasionally subtle
One Nice Bug Per Day
ojovivo

Origami Around

Love Begins
The Bowery Presents

oozey mess
"I'm Dorothy Gale from Kansas"
Aqua Utopia|海の底で記憶を紡ぐ
Show & Tell
will byers stan first human second

tannertan36
Cosimo Galluzzi

Discoholic 🪩
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@arabelisgoingaway
‘Ricordo, aveva la sigaretta accesa tra le labbra. Mi guardava, poi aspirava. E ad ogni suo tiro, toglieva a me un po’ di respiro.’
(via -fuck-world-i-love-me)

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Vuoi sapere qual è la verità sul tuo conto? Sei una fifona, non hai un briciolo di coraggio, neanche quello semplice e istintivo di riconoscere che a questo mondo ci si innamora, che si deve appartenere a qualcuno, perché questa è la sola maniera di poter essere felici. Tu ti consideri uno spirito libero, un essere selvaggio e temi che qualcuno voglia rinchiuderti in una gabbia. E sai che ti dico? Che la gabbia te la sei già costruita con le tue mani ed è una gabbia dalla quale non uscirai, in qualunque parte del mondo tu cerchi di fuggire, perché non importa dove tu corra, finirai sempre per imbatterti in te stessa.
Colazione da Tiffany - 1961 (via lettheriverflow)
“You meet thousands of people and none of them really touch you. And then you meet one person and your life is changed forever.“ Love and other drugs (2010)

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L’HA SALVATA.
la guardo da due ore..
Oddio..lui..l’ha salvata..
You should probably watch this
Unfff 😍
Ogni notte prima di dormire mi vengono in mente le scene più belle che ho avuto la fortuna di vedere durante la giornata. Sarà forse per via della mia esagerata attenzione per i dettagli. La prima immagine impressa che ho di oggi è quando ti sei messa a leggere in francese. Insomma, ti ho sempre vista con un accento molto British, che fra l’altro fa invidia a molte ragazze che conosco. E invece col francese ci sai proprio fare, e intanto fissavo quelle tue labbra muoversi, così come si fissa forse l’ultimo filo di tramonto che il sole ci lascia prima di nascondersi da noi, per scaldare qualcun altro. Il secondo flash che mi affiora nella mente è lo sguardo della M****i. Guardavo in giro, con gli occhi persi, come al solito e poi si posarono su di lei. Mi stava già guardando prima che lo facessi io: quattr’occhi che s’incrociano e un’infinità di messaggi che si scambiano. Quel suo verde-acqua mi ha detto tutto ciò che forse nessuno è mai riuscito a dirmi in diciott’anni, e tutto questo lo fece nel più assoluto silenzio, nel silenzio dello sguardo. La terza ed ultima scena di oggi me la regalò una bambina di appena otto anni: in fila, alle poste. Mi vide, corse verso di me e mi diede l’abbraccio più caloroso che un bambino possa darti. Sua mamma la rimproverò ma lei la guardò e le chiese se potesse darmi almeno un bacino, e senza neanche aspettare il consenso della mamma, alzò le labbra al cielo, e lì, istintivamente, io mi abbassai e le porsi la mia guancia. Mi stavo vergognando perché sembrava una situazione imbarazzante. E facevo bene a vergognarmi, ma non per la situazione, ma solo perché non riuscivo a mostrare la mia più sincera affettuosità. La bambina neanche mi conosceva, e mi voleva bene. Io invece ero rosso di vergogna. Siamo sempre stati abituati a prendere le distanze, a chiedere il permesso, ad aver paura di avvicinarci, e quella bambina in un solo istante aveva rotto un miliardo di schemi che noi “uomini grandi” ci siamo imposti. Io penso che abbiamo molto da imparare dai bambini.
Subhi. (via subhitayeb)

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Walk the Line (2005)

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Lezione ventiquattresima:Non tagliasi in modo cosi profondo. Fa male.
Buonasera diario, O forse dovrei scrivere ‘caro diario’ in fondo dopo ventiquattro disavventure, se cosi possiamo definirle, sai i miei piu profondi dubbi e ambizioni. E forse dopo 974294263 parole ti chiederai chi sono:Bhè che dire, Il mio nome è Charlotte e ho 17 anni, altezza nella norma,occhi e capelli castani,carnagione piuttosto pallida,mi piace il mare d’inverno,I libri di Bukowski e di Tolstoj,il thè alle 9 di sera,I libri piu vecchi di una biblioteca di periferia,la musica che nessuno ascolta,i blog di Tumblr con meno di 12 lettori,l’umorismo scadente delle 3 di pomeriggio, il colore del sangue,le ossa che sembrano troppo grandi per un corpo esile, le vene che si gonfiano; soprattutto quella sulla fronte di Lizy quando ride, Dio quanto mi piace. Okay credo di aver finito se non fosse che un nome ormai maledetto mi vaga come l’idea dell’estate nella mente di un qualunquista. Richard.Ogni volta che penso ad Richard penso ad una possibile motivazione al perche la sera del 6 febbraio 1894 il padre di Richard non si sia dato all’autoerotismo invece che fecondare la sua amata di un totale coglione. Io amo Richard, Dannazione. Passava giornate intere a cercare di far gonfiare le vene del suo braccio destro solo per farmele sfiorare con le dita e talvolta con le labbra, quando esse non erano impegnate a gustarsi il sapore agrodolce delle sue. Non eravamo amici nè conoscenti e ne tantomeno amici. Eravamo noi,nessun limite,nessun problema,nessun sentimento,forse era solo sesso. Del gran bel sesso avvolte accompagnato da qualche pasticca di non so quelle droga che ci faceva perdere l’uno negli occhi dell’altro mozzi ogni volta di piu fino a che l’effetto svaniva. Ogni sera alle 17 meno un quarto tra una riunione del signor Oland e un thè con le amiche dell’alta borghesia della signora Oland io e Richard soddisfavamo i nostri piaceri sessuali e non. Infatti spesso non finivamo a letto ma nella libreria di mio Zio John a leggere pile e pile di libri che amavamo.Ci completavamo, davvero. Un giorno eravamo tra lo scaffale 65 e 66 genere ‘Romanzo’ sottogenere ‘Estetismo’. Vidi Richard prendere un libro tra i 268 catalogati sulla stessa fila e con voce alquanto inadequata per una libreria, seppur vuota inizio ad urlare «Lo studio era pieno dell’odore intenso delle rose, e quando la brezza estiva passava tra gli alberi del giardino,penetrava della pprta aperta il profumo pesante del glicine o la fraganza piu delicata del biancospino.Dall’angolo del divano di cuscini persiani» A quelle parole Io impazzì letteralmente.Era ‘Il ritratto di Dorian Gray’ Io mio libro preferito. Il mio. E non so come mi ritrovai a proseguire il racconto svolazzando di qua e di la per il reparto «sul quale stava disteso,fumando,com’era suo costume,innumerevoli sigarette, Lord Henry Wotton poteva appena scorgere lo splendore dei fiori» non riusci a finire il periodo che fui inspiegabilmente avvolta in uno di quei baci che non si dimenticano facilmente. -Esse-