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Corsi di lingua, o dell’amicizia, i vicini di casa e i neugierige
Quando vivi all’estero arriva sempre quel momento del corso di linuga. Di solito è una delle prime esperienze, spesso anche un’esperienza traumatica, reiterata nel tempo, segnante.
I corsi di lingua straniera, qualsiasi essa sia, sono strutturati in “unit” che trattano argomenti della vita quotidiana: il tempo, fare la spesa, andare alla posta, progettare attentati. Ogni “unit” serve fondamentalmente a due cose: aumentare il vocabolario e introdurre nuove regole grammaticali.
Capire, soprattutto, tutte quelle costruzioni linguistiche di uso comune tipo “che ore sono?”, “mi può aiutare con il bollettino della posta?”, “la fila per il reddito di cittadinanza è questa qui?”, “porcodio, ma te togli dal cazzo?” ecc.
Di solito sono di una noia mortale perché le conversazioni sono sempre a metà tra un salone da parrucchiera e il reparto di logopedia dell’ospedale psichiatrico.
Insegnante: “Zeng Yo, parlaci dell’amicizia. Cos’è per te l’amicizia”. Zeng Yo: “Amitrizia è amico mio.” Insegnante: “L’amicizia è…” Zeng Yo: “L’amitrizia ha 내가 무슨 amico mio”. Insegnante: “L’amicizia è….” Zeng Yo: “L’amitrizia è 말을하는지 모르겠어 mio amegu”. Insegnante: “Molto bene Zengo Yo. Dimistri, l’amicizia, cos’è per te?” Dimitri: “Я не знаю что говорю“ Insegnante: “L’amicizia è…” Dimitri: “Amighizia Я не знаю что говорю. Ciao!”. Insegnante: “Bene, andate a pagina 96. No-ve Se-i (facendo i numeri con le mani) Nove. Sei. No ok, sei. Esatto, 96. No 56, 96.”
Non c’è salvezza a questo strazio, tranne quello di studiare la lingua il più rapidamente possibile e salire di livello, come nella società e come nella società, i livelli d’apprendimento seguono una struttura prettamente piramidale.
Livello A1, quando non sai manco che esisteva quella lingua. Di solito, in questa classe, ci trovi gruppi di 16-18 studenti, di ogni parte del mondo, ceto sociale, gender, ripetenti, analfabeti, madre lingua che però hanno scarsa autostima e frequentano i livelli A1 per poter rispondere a tutte le domande, assassini, baristi, accademici, mogli annoiate, emigranti, cassiere, metronotte, architetti, gente fallita, tifosi del Besiktas, ultras dei Los Angeles Aztecs o ex giocatori dei New York Cosmos.
L’insegnante, di solito, è un misto tra Santa Maria Goretti e Topo Giggio. Dopo due settimane di corso, le spuntano le stigmati sulle mani. Alla terza le vengono le prime reazioni cutanee visibili su braccia e collo. Dal primo mese inizia a perdere i capelli, a parlare come il Grillo Parlante della Texas Instruments, a balbettare.
Mediamente, dopo 8 mesi di A1 la gente ha imparato 12-13 vocaboli, compresi 4-5 verbi che sono sempre: fare, andare, mangiare, bere e subornare, perché per le stranezze del cervello umano, l’hanno sentito mezza volta da qualche parte e gli si è ficcata in testa e non lo scorderanno mai più e provano ad usarlo ad ogni frase.
I più diligenti imparano pure a declinare subito i verbi, ma in generale si parla all’infinito. È un rituale sacro a cui nessuno rinuncia mai.
Livello A2. Nel livello A2 ci sono le stesse persone del livello A1, che hanno gli stessi 12-13 vocaboli del livello A1, compresi quei 4-5 verbi, a cui dopo 6 mesi di corso hanno aggiunto un’esclamazione tipo “ma mi faccia il piacere” o “ci becchiamo all’apericena”, ascoltata 6 mesi fa in televisione e che li convince di essere oramai degli esperti della lingua straniera.
Questo li spinge a conversazioni lunghissime utilizzando sempre quei 4-5 verbi e 12 vocaboli.
Insegnante: “Zeng Yo, cosa hai fatto nel Week-end?” Zeng Yo: “Week-end fato tanto. Sabado cucinare, piatto Corea 말을하는지 모르겠어 uova, risa, tanto, 모르겠어, girare, curry, fuoco, casa, subornazione, ahahaha, 내가 무슨 내가 무슨 내가 무슨 내가 무슨 내가 무슨 내가 무슨 내가 무슨 fatto, domenica, eh, 내가 무슨 , cucinare, latti, uovi, 내가 무슨 , cold, dici friddu, ehm, Zeng Yo, io Zeng Yo” Insegnante: “Bene Zeng Yo ora vado al bagno a infilarmi due tampax nelle orecchie che mi stanno sanguinando manco fossero due statuine della Vergine Maria, nel frattempo andate a pagina 2 del libro blu.”
Livello B1. Il livello B1, seppur ridotto in numero di studenti, continua ad avere quel fascino a metà tra “Il Bar sotto il mare” di Stefano Benni e un campo di rifugiati sotto i bombardamenti degli alieni. Gli studenti hanno imparato a declinare i primi verbi e questo li spinge a creare costrutti verbali che manco Umberto Eco sotto psicofarmaci e cocaina pura.
Insegnante: “Zeng Yo, parlaci dei vicini di casa”. Zeng Yo: “I licini miei di kassa chiestomi fossimo andati Kino. Chi fosse mai creso, arendo vissuto” Insegnante: “I tuoi vicini di casa ti hanno chiesto…” Zeng Yo: “se avressimo vedutti ha stato tu”. Insegnante: “I tuoi vicini di casa sono dislessici” Zeng Yo: “Amici. Al cinema, vedere 내가 무슨. Mai creso” Insegnante: “Ah so ritardati?”. Zeng Yo: “SÌ!”
Livello B2. A questo livello ci arrivano in pochissimi. Di solito è gente che ha vissuto, vive nel posto da almeno due generazioni, quelli che hanno sposato almeno un madre lingua, che hanno figli con cui devono sedersi la sera a fare i compiti insieme e nessuno dei due ci capisce mai un cazzo.
Sì insomma, il livello B2 è più umiliante, è quello in cui rimpiangete quelle lezioni A1 dove “Ciao, io mio chiamo Giorgio” e ora invece siete costretti a dire cose tipo “Non appena torno a casa sarò disposto a cucinarti la cena, a patto che tu vada prima a buttare la mondezza”.
Il livello B2 è solo per gli introversi a cui piace soffrire dentro.
Dal livello C1 in poi, invece, entriamo nell’ignoto e solo pochi lo hanno visto, ma non hanno mai più fatto ritorno per raccontarcelo.
Da persona ferma da secoli al B0.5, posso solo dare un giudizio e aggiungere un comma.
Il giudizio è CA-PO-LA-VO-RO ASSOLUTO (a.k.a. ausgezeichneter Meisterwerk).
Il mio comma è relativo alle parolacce. Quelle le ho imparate subito, incluso una bestemmia assurda sentita alla TV, in lingua russa, quando un meteorite si sfracellò sulla Siberia diversi anni fa, facendo esplodere diversi capannoni, un tizio alla guida urlò nel microfono, i russi con i quali ero in compagnia abbassarono lo sguardo imbarazzati e io capii AAAAHAAAA!!!! VI HO BECCATI! Da allora la ripeto tipo pappagallo, come i neonati quando sentono STRONZO per la prima volta.
Oppure quando, per sbaglio, a lezione di tedesco, anziché dire ich brauche eine Uhr (ho bisogno di un orologio) esclamai ich brauche eine Hure (ho bisogno di una troia, scusate il vocabolo forte, ma ha un significato dispregiativo). Non l'ho mai usata, eh, me ne guarderei bene, ma si è stampata a fuoco nella mia mente ancor prima di Guten Abend.
Non vedo il mio prof da anni, ma scommetto starà ancora ridendo.
Confermo e sottoscrivo tutto lol nella mia classe di B2 c'erano tutti i casi umani che la Germania potesse accogliere (me compresa) @papero-tombo parlando di figuracce invece, una volta ho dichiarato tutta convinta davanti alla classe che das Wetter ist bei mir Zuhause sehr schwul (e non commentiamo oltre)
@papero-tombo
@bruderwald
grazie :)
PS: Conoscere tante le lingue ti permette di fare figure di merda su scala internazionale.
”I love you… no matter what” 💗💗💗
“My mother said the cure for thinking too much about yourself was helping somebody who was worse off than you.”
— Sylvia Plath

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“I am still so naive; I know pretty much what I like and dislike; but please, don’t ask me who I am.”
— Sylvia Plath
“It is so much safer not to feel, not to let the world touch me.”
— Sylvia Plath
wish u the best 💀✨
Pornhub did more for Italy than the EU.
Sai, pensavo fosse più facile rifarsi una vita in Olanda. Mi manca l'Italia a volte. Ma più di tutto mi mancano quelle serate, quelle serate in cui uscivi e ridevi così tanto che ti dimenticavi di tutto e la vita era più leggera.
-cit. Collega saggia in treno

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this song is just so damn beautiful..
Il cuore si stanca anche lui, vedi; e se ne va a pezzo a pezzo, come le robe vecchie si disfanno nel bucato. Ora mi manca il coraggio, e ogni cosa mi fa paura; mi pare di bevermi il cuore, come quando l’onda vi passa sulla testa, se siete in mare. Tu vattene, se vuoi; ma prima lasciami chiudere gli occhi.
—Giovanni Verga, I Malavoglia

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L’oroscopo di Darwin - 5 Febbraio 2020
L’Oroscopo di Darwin, il primo oroscopo che vi racconta le sottospecie che popolano la nostra società.
Negri. Tutti i vostri eroi di gioventù sono morti o finiti in galera. Tutti tranne O.J. Simpson. Questa storia v’insegna che quando v’insegue la polizia, anziché perdere tempo a cercare un alibi, correte più veloce di loro. Marta Marzotto consiglia: il Coronavirus ha spostato l’attenzione sui cinesi. Approfittatene per fare shopping all’aria aperta.
Sovranisti. La Brexit dev’essere fonte d’ispirazione per spingervi a chiedere l’uscita dall’EU e il ritorno alla lira. Già che ci siete, pretendete pure il ripristino di 90° minuto, l’uso pubblico della parola “frocio” e le Torri Gemelle. Salute: la tosse che vi portate dietro dal 1992 non dipende da Maastricht.
Vegani. Questa settimana il social media manager di Gianni Morandi vi suggerisce di non fermarvi alle apparenze. Sapevate che il Kamut è in realtà un marchio registrato e che le gallette di mais vanno col vetro e le lattine? Se vi si sta staccando l’intonaco del soggiorno, provate ad assaggiarlo: è così che gli Ebrei scoprirono il pane azzimo. Salute: cercate di bere bevande che non contengano acqua.
Gender. Nella scala Darwin-Michelin avete scalato posizioni sociali e oggi potete ritenervi meno discriminati di negri, cinesi e pure delle donne. Ma c’è ancora molto da fare e non basta solo aggiungere lettere al movimento LGBTIQ+. Achille Lauro consiglia: vestitevi da Bowie e fate vedere a tutti quanto siete ribelli, pur andando a Sanremo.
Sardine. Siete caduti nel grande dilemma della sinsitra italiana: “creare un’alternativa valida alla destra o apericena?”. È una trappola, fuggite e sparpagliatevi finché siete in tempo. Nilde Iotti consiglia: anziché farvi fotografare da Toscani, fatevi un bel selfie popolare nel cesso di casa vostra.
Cinesi. Il saggio Xi-Cough_An diceva sempre “Se tira vento, dagli le spalle e corri via veloce”. Approfitatte, allora, della psicosi collettiva e seminate un po’ di sano panico. Salite sul vagone della metro e iniziate a tossire forte. Entrate in un cinema pieno, alzatevi in piedi e gridate CORONAVIRUS, sputando in ogni direzione. Se proprio vi devono odiare, che sia per una giusta causa.
Boomers. È vero, gli anni ‘90 erano magnifici, ma se accendete la TV li trovate ancora tutti lì: i palinsesti RAI li fanno sulle vostre esigenze, mica le mie! Quindi, evitate di demonizzate tutti i giovani d’oggi, anche con le tutine in paillettes. Grazie ai genitori no-vax, alcuni di loro possono provare il brivido di morire di rosolia ad 8 anni, come ai vostri tempi. Salute: Keith Richards vi ricorda che siete immortali.
Expat. Vivere all’estero ha tanti bei vantaggi, ma non potete raccontarli a nessuno altrimenti vi prenderete subito un sacco d’insulti. Qual è allora il vantaggio di avere vantaggi se poi non li puoi commentare con gli sfigati che sono rimasti in Italia? Rifletteteci mentre andate a lavoro in bicicletta, con il vostro contratto a tempo indeterminato, 13° e 14° incluse, ferie pagate, malattia e bonus lavorativi. San Giovanni Trapattoni consiglia: profilo basso e la storia del gatto nel sacco.
Ariani. Se non sono i negri, sono i cinesi. Se non sono i cinesi, sono gli arabi. Se non sono negri, cinesi e arabi, è la volta dei meridionali. È incredibile quante razze riesca a creare l’uomo pur di non farvi pensare che magari gli stronzi siete voi! Amore: l’herpes che avete sul cazzo non è coronavirus, ma non ditelo ugualmente a vostra moglie. Potrebbe chiedervi chi ve l’ha passato e no, da pornhub non può venire.
Millennials. siamo nel 2020 e siete già stati soppiantati da almeno altre 2 generazioni e senza aver raggiunto i 15 anni d’esperienza nel campo lavorativo richiesto. Ma non disperate, la vostra arguzia ne saprà ricavare un sacco di gif divertenti e meme indimenticabili. Bernie Sanders consiglia: falsificare la data di nascita e tornare alla generazione X.
Femministe. Finalmente si sta muovendo qualcosa e non è un saggio di Michela Murgia. Il flash-mob nato in Cile vi ha dato nuova linfa, nonché una hit da cantare. Ora non resta che capire come conciliare femminile-femmineo-femminismo-femminilità e femminucce in un unico stile di vita. Cristiano Ronaldo consiglia: sopracciglie ben curate, tartaruga e un buon libro di tattica del calcio prima di andare a letto.
Ambientalisti. L’Australia ci ha insegnato una cosa molto importante: a bruciare ci vuole un attimo e a far notizia ce ne vuole ancora meno. Anziché cercare soluzioni complesse a problemi ancora più complessi, prendete esempio dal fuoco. Piazzate bombe sotto i SUV, appiccate incendi alle fabbriche di auto. Sabotate i cantieri edili. Fate, insomma, del sano giornalismo ecologico. Occhio che Sanremo e Coronavirus sono due prime pagine dure da battere. Greta Thunberg consiglia: il vero ambientalista respira solo 5 volte al giorno per non consumare ossigeno.