Sono a casa da martedì sera.
Ieri ho fatto un giro in moto, sono tornato tardi, erano circa le 23:30. Ho guidato circa un’ora e mezza attraverso un temporale estivo, lampi che illuminavano a giorno la strada, è stata dura ed in alcuni momenti ho pensato di non riuscire a tornare a casa ma te sai benissimo che quando mi ficco in testa qualcosa, niente mi può fermare. Ho fatto in modo di passare per Garda così da essere “lontano” da te forse pochi metri per un istante.
Questa sera ho preso una pizza maxi da asporto, ho aperto il divano letto ed acceso Netflix.
Ho scoperto essere uscita la terza stagione di Stranger Things.
Sono sicuro che, se avessi avuto la forza ed il coraggio di lottare un po’ di più, ora, saresti qui. Mi avresti aspettato, non avresti iniziato la stagione senza di me.
È la prima volta, la prima, che me ne sto sul divano a fare tutto quello che facevamo, da solo.
Ti penso tanto e mi manchi anche di più. Oggi ho visto la tua macchina in parcheggio ed è stato stranissimo realizzare come prima non vedevo l’ora di vederti mentre ora ho timore di incontrarti.
Dio mi perdoni per quello che ho fatto e spero tu possa perdonarmi per quello che ti ho fatto passare. Una parte di me vorrebbe piombare in negozio, anche domani, e dirtelo. Non so se mi frena di più la paura di farti di nuovo male o se non ci sono (davvero) più i presupposti.
Ricordo quello che mi hai scritto, lo rispetto e mi mantengo alla distanza in cui mi tieni.
Spero solo di raggiungere la consapevolezza e che, in caso, non sia troppo tardi.
Se invece così fosse, te hai già pianto abbastanza e toccherà a me.