Ho sempre amato osservare il cielo, sin da piccola lo fissavo e mi ponevo domande a cui spesso nemmeno gli adulti sapevano dare una risposta.
Ero stata fin da sempre una bambina molto curiosa, e quel cielo infinito, che ai miei occhi appariva come un mondo sconosciuto che nessun uomo poteva sfiorare, era in grado di rapirmi.
Nella mia testa solo i volatili potevano averci accesso, e mi chiedevo chissà quante cose vedessero grazie alle loro ali, molto spesso pensavo quello fosse il loro mondo e tornassero sulla terra ferma solo per la fame, perché il loro cibo si trovava qui e sarebbero morti altrimenti. Magari organizzavano delle belle feste a cui noi non eravamo invitati, già, proprio su quelle stelle che ai miei occhi sembravano così piccole, oppure su quelle nuvole dalle forme strane.
La cosa che più mi stupiva era la Luna, la trovavo bella, era la cosa più grande, la più luminosa che si potesse osservare lassù, teneva quasi compagnia.
Ricordo che quando dovevo fare dei viaggi in macchina tardi, anche se ero stanchissima, cercavo di tenere gli occhi aperti perché dovevo vedere se anche questa volta lei ci avrebbe seguito per tutto il tragitto, eccola lì ancora una volta, arrivava la conferma e urlavo come una pazza "Mamma guarda, è qui, mamma ci insegue".
Mi chiedevo spesso per quale strano motivo seguisse tutti i miei viaggi... chissà per quale motivo quella palla luminosa, che sembrava sorridermi, fra tutti aveva scelto noi.
Forse le stavamo simpatici e voleva proteggerci o forse le piacevano le nostre mete, dopotutto in realtà non mi importava tanto sapere il perché, qualunque fosse il motivo ne andavo fiera e custodivo questo segreto gelosamente.
Crescendo capii tante cose, la cosa più sconvolgente fu scoprire che quella Luna seguiva tutti e nessuno.
Eppure, nonostante la delusione, non guardai mai quel cielo con occhi tristi.
Anzi, più crescevo più scoprivo che oltre si nascondeva un universo, altri pianeti, e il mio sguardo non poteva che essere di meraviglia.
Ancora oggi, la notte, ammiro il cielo, mi piace ed è rilassante, mi dà quella calma che nella mia vita piena di guai è necessaria.
L'ultima volta che sono stata al mare mi sono sdraiata sulla sabbia e ho cominciato ad osservare tutto minuziosamente, ogni stella, ogni piccolo particolare, perché molto spesso nelle cose più innocue risiede l'incanto.
Probabilmente agli occhi di qualcuno potrei essere sembrata una sciocca che guardava qualcosa che è lì ogni notte mentre si perdeva il pettegolezzo di turno che veniva raccontato e che, per ragazzi della mia età, ha sicuramente una maggiore importanza.
Ma io sono strana, osservavo e non vi nego che speravo anche di vedere una "stella cometa" che ovviamente non s'è fatta vedere ma la mia sfiga è riconosciuta ormai.
Non per questo ho scostato il mio sguardo dal cielo, mi andava di tenergli compagnia e l'ho fatto in silenzio.
Ho sempre pensato che probabilmente si potrebbe sentire trascurato, 7 miliardi di persone e si sente solo, ma ci pensate?
Lo vedo quasi come una persona che è stata sempre al nostro fianco fin dalla nostra nascita, sia nei momenti felici che in quelli bui, ma che non abbiamo mai notato perché accecati da cose futili. Ad un certo punto quella persona prenderà tutti i bagagli e scapperà via, ormai stufa di noi, e nell'esatto momento in cui subentrerà l'assenza capiremo quanto fosse fondamentale la sua presenza.
Allo stesso modo noteremo l'assenza della Luna o delle stelle soltanto se da domani decidessero di andare in ferie e non splendere più per noi.
Pensateci bene, immaginate quel momento, trovandosi nel buio più pesto tutti gli uomini sulla Terra solleveranno i loro occhi verso l'alto, li distoglieranno da quel cellulare e non vedranno niente, nulla di nulla, il nero più cosmico.
Io in quel momento, pur non essendo a conoscenza di tutti i pettegolezzi di questo mondo, potrò dire di avere impresso nella mente il ricordo di un meraviglioso soffitto luccicante.
E allora io vi chiedo una cosa, guardatelo oggi questo cielo, oggi che ne avete la possibilità, oggi che tutto splende meravigliosamente.

















