sempre in due, nei treni la notte, gravità ma davvero si vive da soli e si muore in due? è notte, fa freddo, un ragazzino ha appena lanciato un petardo in strada e il suo amico ha copiato l'esempio dando il via ad un concerto di botti, i lampioni colorano tutto di un bruttissimo  arancione. non si vive da soli, non necessariamente si muore in due. siamo circondati da persone: persone che ci amano, persone che non notiamo, persone di cui sappiamo soltanto il nome su instagram o il nome dell'ex in comune. ci teniamo strette le persone che preferiamo per non morire da soli, che morire da soli è visto come il fallimento massimo. ci sono però quelle persone che dimentichiamo, quelle che lasciamo sospese al filo delle nostre esistenze, quelle che "un giorno usciamo" e poi alla fine non si esce mai. sì, a volte non siamo gentili con le persone, soprattutto quando ci scordiamo di loro e poi un giorno, in strada, la mattina prima di entrare a scuola, le vediamo camminare dall'altra parte del marciapiede e notiamo per prima cosa il maglione largo e i capelli tagliati diversamente dall'ultima volta e ci chiediamo dove si fosse nascosta per tutto quel tempo, senza interrogarci su dove noi ci fossimo nascosti. a volte però non ci dimentichiamo delle persone, a volte le appoggiamo soltanto alla mensola sapendo che un giorno ci torneranno utili, che abbiamo ancora un legame vivo ma che non ha occasione di affondare le radici. ecco. quello è il vero sempre in due, se il sentimento è ricambiato. essere legato, seppur invisibilmente, alla vita di qualcuno ci rende automaticamente parte di quell'individuo. è come una relazione a distanza: senza vedersi, senza sentirsi, senza toccarsi. quelle sono le persone a cui urli dal cancello della scuola rischiando di prendere un ammonimento di ritardo di cui non ti importa nulla in realtà . non si vive da soli, non necessariamente si muore in due. viviamo come treni che si rincorrono per un certo lasso di tempo finché un comando non ci obbliga a cambiare binario e nonostante tutto viaggiamo ancora paralleli con i treni che ci stavano davanti e dietro. il vicino ha urlato qualcosa dalla finestra, una macchina passa. buonanotte a chi legge.










