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Vorrei anche io la mia fuga, o un posto dove posso andare quando tutto è pieno di caos.
Perché a volte, trovo estenuante che l'unico modo per fuggire sia ingabbiarmi dentro la mia stanza.
Cos'è l'uomo, se non uno schiocco di dita nell'incommensurabile vastità e grandezza dello spettacolo del tempo, nel teatro dell'Universo?
L'ARCHITETTURA DEL NULLA
Alimentiamo delusioni con la stessa facilità con cui respiriamo. La nostra fantasia è un sabotatore silenzioso: ci spinge a immaginare di saltare sulle nuvole, di amori senza graffi e di persone cucite su misura per i nostri desideri, proprio mentre ci allontana da ciò che è vero.
Costruiamo castelli di aspettative altissimi, riempiendoci di "e se fosse" finché non ci accorgiamo che i piedi sono ancora qui, fermi a terra. Poi la realtà arriva a chiederci il conto e lo schianto è l’unica cosa che ci ricorda che eravamo solo di passaggio nei nostri sogni.
“Ti illudi, e quell'illusione uccide più della delusione stessa.”

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Skulls, pencil drawing by SpoopyDesu
"Ognuno di noi ha bisogno di qualcuno" e altre puttanate
“In certe ore scende un gelo sul cuore e cade un peso sull'anima.”
- Fedor Dostoevskij
ho imparato a stare da solo perché siete tutti temporanei
La mia malinconia è l'amante più fedele che io abbia mai conosciuto.
Søren Kierkegaard

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Ho così tanti pensieri per la testa che mi fa male.
Body Is A Prison 🗝️
Artist: LuvlyJami on IG 🤍
Vi odio. Vi ho sempre odiati. Fin dal giorno in cui ho avuto la "fortuna" di capire come girasse il mondo, dal momento in cui ho iniziato a capire il senso delle parole e al peso che ognuna di loro comporta. Dal momento esatto in cui ho cominciato a riflettere sul perché alcuni elementi si comportassero in un determinato modo, non pensando alle conseguenze o ancora meglio che le conoscessero ma hanno continuato, imperterriti, per la loro strada.
Non ho tenuto conto di tutte le volte che, seppur avrei potuto lasciar perdere, ho comunque deciso di metterci una pietra sopra e insistere a parlare, aiutare, supportare tutti i rifiuti marci che popolano questo insulso pianeta, cercando di essere ragionevole e che dietro determinati comportamenti ci sarebbero potuti essere svariati motivi.
Vi ho ascoltati, dato il vostro spazio, a volte anche assecondato soltanto per il vostro patetico capriccio di vedervi felici, che magari per voi è un contentino, ma alla quale io ho sempre dato importanza. Perché non si può essere felici se dentro di te hai l'inferno, non puoi sorridere e dire "va tutto bene" quando poi ti chiudi in camera e piangi sangue e lacrime pensando a quanto impegno ci metti nel fare una cosa. Nel guardarti intorno e vedere tutti riuscire a raggiungere e realizzare qualunque cosa, mentre tu ti vedi sbattere in faccia tutte le porte e illuderti di aver trovato la soluzione ad un problema salvo poi scoprire che non è così.
9 anni fa ho conosciuto una persona: la più bella, vera e onesta che abbia mai avuto il piacere di incontrare. È nato un rapporto bellissimo, fatto di amicizia forte e leale. Le sue parole, i piccoli gesti nei miei confronti e i suoi sentimenti mi hanno fatto ricredere in quello che credevo ormai fosse un valore estinto. Così, da questa piacevolissima scoperta, mi sono voluto dare un'altra possibilità. Ho creduto davvero che ci potesse essere una piccolissima speranza che, da qualche altra parte, potesse esserci qualcun altro di simile. Seppur già preparato all'inevitabile verità.
Ed è proprio a questa inevitabile verità che oggi dico basta. Basta perché ne ho pieni i coglioni di starmene qui a soffrire per cose innocue che vengono mal interpretate dal/la lunatico/a di turno venendo offeso e umiliato. Basta perché sono stanco di stare a giustificare un qualcosa del tutto normale come fossi un bimbo d'asilo. Basta perché è tutto inutile. È tutta una causa persa. Siete solo un ammasso di puttane, ricchioni e rotti in culo. Non avete la benché minima idea di cosa significhi avere difficoltà nell'affrontare questa vita di merda al minimo delle proprie possibilità. Vedersi per quel che non si è o per quanto si vale davvero, avere sempre quelle voci nella propria testa di cazzo che ti assillano e che vorresti farle tacere magari impallinandotela.
Divertitevi pure a fare i finti depressi e a lagnarvi con i vostri vizi da falliti mentecatti. Offendetevi pure quanto stracazzo volete, patetici idioti. Non preoccupatevi, non vi infastidirò più con le mie "offese". Non perderò più nemmeno un solo attimo della mia già inutile e schifosa vita ad ascoltarvi, aiutarvi e a parlarvi. Me ne starò qui a guardare il vostro annegare nell'oblio più totale e non vedo l'ora di vedervi soffrire per il vostro comportamento più fetido di voi. Sentitevi pure offesi o presi in considerazione, non me ne fotte un cazzo di niente.
Mi raccomando, abbiate almeno l'accortezza di crepare con stile.
Addio, ammasso di ridicoli topi di fogna.
Io rido, scherzo ma non mi sento mai a mio agio, mi sento sempre fuori luogo, sento sempre che quel posto non è il mio.
Dentro la mia testa quella vocina non mi fa mai godere del tutto una cosa.
Non sono nata insicura, non sono nata diffidente. Non mi sono svegliata così piena di paranoie da un giorno all'altro.
L’insicurezza e la diffidenza mi sono state cucite addosso da storie che non avrei mai voluto vivere. Le paranoie un altro effetto collaterale.
Eppure ogni giorno mi alzo e faccio del mio meglio per non far mancare niente a chi amo, per veder star bene almeno loro. Do tutto quello che ho, anche mentre dentro sto morendo. Ogni giorno lavoro su me stessa per poter guarire da ciò che mi è stato fatto, ogni giorno cerco di migliorarmi un pò di più.
Non so quanto ancora riuscirò a reggere, ma so che nessuno sembra accorgersene. Vorrei che qualcuno lo vedesse, ma è come se il mio dolore fosse diventato trasparente.

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Ode to pain
Ode alla gioia, dicevano. Io invece voglio dedicare un elogio al dolore.
Cosa più del dolore incarna l’essenza dell’essere, l’essenza della vita, nella sua forma più cruda e autentica?
Il dolore. Quel dolore che distrugge e ricrea. Che distrugge e reinventa, come un vaso frantumato reinventato in una scultura, come dell’acqua versata che genera un germoglio.
Il dolore. La più grande fonte di curiosità, ispirazione. Il più saggio dei maestri. Il pozzo più profondo della terra, qui, nel centro del mio petto, circondato da arterie, capillari, alveoli, ammassi complessi di ossa e tendini. Radicato nel mio cuore, che guida la mia mano a ritmo di battito, e produce vita.
La “creatività distruttrice”, la chiamava Joseph Shumpeter, che elimina il vecchio e lascia spazio al nuovo. Che crea, ispira, e uccide. È lui, il dolore che permea le mie iridi e pupille, e mi mostra ciò che manca. Che mi permette di udire il rumore fuori dalla caverna, coglierlo, ed inseguirlo.
Non apprezzeremo il giorno senza la notte, non affronteremo la paura senza il buio, non ricercheremmo la luce senza l’ombra.
Ode al dolore!
Vorrei spegnermi