Vorrei tornare a casa e parlare con te a cena della mia giornata. Vorrei prepararti dei dolci e una sorpresa quando meno te l'aspetti. Vorrei svegliarmi presto e preparare i panini per andare al mare d'estate e stare nel letto a guardare un film insieme a te di domenica pomeriggio quando piove. Vorrei fare delle lavatrici in cui si mischiano i miei vestiti insieme ai tuoi.
Vorrei vederti alla mia laurea, vorrei vedere il tuo sguardo orgoglioso, vorrei ubriacarmi con te (!), vorrei provare ancora quella sensazione di assoluto piacere, quella sensazione di quando ti ho aspettato all'aeroporto a Dublino e quando ti ho abbracciato non riuscivo a parlare, non mi uscivano le parole, non mi usciva la voce, ma la cosa più bella è che le parole non servivano, non servivano proprio a niente. Quel piacere assoluto di portarti a casa nel cuore della notte, di correre tra il vento e la pioggia, nel centro di una città deserta, di mostrarti la mia casetta, di prepararti quegli spaghettini cinesi di cui ora non ricordo il nome e bere prosecco perché guarda un po' è il mio compleanno e di dormire abbracciata a te e svegliarmi e sentirmi la persona più felice di questo mondo.













