in gelateria entra una cliente abituale, quando viene vuole sempre fare due chiacchiere approfondite, nel senso che pone quelle domande vere un po' strane tra cliente e banconista tipo, come stai, ti vedo stanco ma dormi bene, come ti chiami, l'aver scoperto che è una psicologa ha soltanto accresciuto l'aura di fascino che provo nei suoi confronti, okay posso dirlo, è una ragazza molto carina, per questo quando viene la evito, mi muovo sul banco come se mi andassero i piedi a fuoco e mi trovo qualcosa da fare, anche perché viene spesso con un ragazzo altrettanto sorridente e penso stiano insieme, comunque ieri entra in compagnia di un'altra ragazza e subito cerco di evitare il suo sguardo ma ahimè sta guardando nella mia direzione e non posso fare altro che salutarla, allora inizio i conti matematici per non servirla: siamo in quattro al banco e i clienti da servire sono tre, se servo la prossima cliente, una signora tanto graziosa che non mi sembra in vena di chiedermi come sto, non dovrei servire lei perché verrà servita da collega, ma ecco l'inaspettabile: la tizia non si mette in fila al centro del banco ma viene nella mia direzione, alla fine del banco, e va bene, la gente non sa fare la fila, ma ecco l'inaspettabile numero due, mentre temporeggio più possibile con la signora graziosa per far scorrere la fila ai miei colleghi entrano altri clienti scombinando i miei ragionamenti, vabbè cosa sarà mai penso mentre faccio assaggiare alla signora graziosa tutti i gusti, le faccio assaggiare pure la mia cena, comunque esiste una fila oggettiva di persone che hanno già lo scontrino, sono in una botte di ferro, ma ecco l'inaspettabile numero tre, tocca alla tizia che voglio evitare ma fa passare oltre altre persone, VUOLE ESSERE SERVITA DA ME, ahimè appena finisco la signora con la coda dell'occhio vedo lei che afferra lo scontrino dalle mani dell'amica e lo allunga verso di me, non ho scelta, vabbè la servo, come stai è da tanto che non ci vediamo, e come devo stare, per fortuna però non mi chiede di parlare della mia infanzia, lei comunque ha quest'aria struggente che mi incuriosisce, sembra sempre triste, comunque sai cosa le metto due cialdine giusto come piccolo segno d'affetto, quindi mi dedico al gelato dell'amica e dico, metto due cialdine anche a te se no ti offendi, faccio il simpatico controvoglia, non volevo interagire con qualcuno che conosco, l'amica mi risponde, tanto ho già mangiato pure le sue perché a lei non piacciono, e niente