mi ha stupito fin troppo leggere il nome di un antidepressivo che ho assunto per anni all'interno di un libro, come se la sequenza di quelle lettere ordinate per formare quel nome specifico fosse una specie di segreto svelato, perché quel nome l'ho sempre e soltanto sentito dire a voce, del suono non c'è prova quando finisce, invece vederlo stampato in lettere chiare ha messo in evidenza la sua esistenza, e io sono stato quello che ha preso gli antidepressivi, sono quello lì, il libro è lo sbilico dove pierantozzi racconta della sua storia psichiatrica, lo leggo e ne riconosco dei rimandi, tipo quando parla della vita sessuale compromessa (ho capito da tempo che il mio terrore di avere una nuova relazione è dovuto anche all'idea di riscoprire la mia vita sessuale, avere la fortuna rara di trovare una donna che abbia la pazienza di riscoprirla con me), tipo quando ragiona sulla differenza tra la disabilità psichica e quella intellettiva, alcune persone infatti non credono nella mia depressione, dicono che non è possibile, perché sono una persona estremamente lucida ma soprattutto assai divertente, leggo il libro e penso che invece sono stato sfortunato a non aver intuito in tempo che avevo bisogno di essere capito e quindi seguito in un modo specifico, penso infatti al fatto che se oggi la consapevolezza sulle malattie psichiche è sì ancora molto bistrattata ma sicuramente si sta muovendo qualcosa verso una visione più consapevole, quando ero piccino io sarebbe stato impossibile che il mio carattere spingesse qualcuno a indagare sotto il profilo psicologo o addirittura psichiatrico, ormai alla soglia dei quarantanni (gli stessi dello scrittore quando si descrive) probabilmente avrei avuto diagnosticati una serie di patologie che mi avrebbero aiutato a capirmi meglio e forse a essere più buono con me stesso (anche se non si incolpa la gamba se si inizia a zoppicare, quando ho dovuto fare degli accertamenti al cuore mi specchiavo e mi chiedevo con rabbia come fosse possibile che il male venisse da dentro il mio corpo e fosse stato sempre nascosto mentre a me, nei miei pensieri, nei miei movimenti, non era parso che fosse cambiato poi così tanto - com'era possibile che una cosa come il mio corpo che conoscevo così bene fosse anche il nido del male?), anche se leggere lo sbilico (la lucidità di pierantozzi è chirurgica ma ci sono abituato poiché utilizzo questo blog da anni per raccontare il mio disagio psicologico) mi ha inaspettatamente fatto capire un'altra cosa: che in tutti questi anni in cui mi sono sentito in balia degli eventi c'è un punto in comune tra le situazioni che ho vissuto, ho dato massima fiducia alle dottoresse anche quando qualcosa mi metteva a disagio, ho dato massima fiducia ad alcune persone anche quando mi era chiaro che loro mi stavano facendo soffrire (cosmo canta "ti ho stretto forte mentre mi dicevi \ che non mi capivi"), in tutto questo percorso - in quest'unico percorso di vita in cui si fonde il percorso sentimentale e medico, non ho mai ascoltato me stesso, l'unica persona che si conosce davvero bene, non ho mai dato voce a ciò che io pensavo fosse giusto per me, ovviamente non è facile, uno si sente in balia delle onde e si affida agli altri - professionisti e persone che affermano di volerti bene - perché non è sempre lucido, oppure, non ha abbastanza energie per poter fare affidamento sulle proprie forze, oppure, pensavo che ascoltarmi e fare di testa mia scatenasse una specie di furia cattiva, un me stesso incazzato per alcuni fattacci che ha subito e che dicesse le cose apertamente, con lucidità, proprio appunto come farebbe uno scrittore - ed è qui che appunto i nodi vengono al pettine, perché anziché scrivere per confessare senza rinunce scrivo e faccio da filtro, edulcoro i miei pensieri per non mostrarmi per quello che sono, sia perché quello che sono è frutto di una vita che non ho scelto, sia perché dentro di me combatto per far sì che la cattiveria nata dalla rabbia per quello che ho subito non trovi mai, veramente, voce
stamattina mi sono risvegliato di soprassalto perché è caduto il poster di frances ha e ha fatto un baccano esagerato, mi sono messo seduto sul letto con la mano sul petto, ho pensato, buongiorno eh