si avvicina al banco una famiglia di cinque persone, salve, vedo lo scontrino, due gelati piccoli e tre medi, come sempre con gli scontrini numerosi prendo dei coni classici e li metto nel portaconi come semplice riferimento, figlio uno, io voglio il cono al cioccolato, io, sono soltanto come riferimento, figlio due fa i capricci, figlio due, io voglio la coppetta, io, sono soltanto dei riferimenti per me così non perdo il filo, mamma, anche io voglio la coppetta, io sospiro e dico, da quale iniziamo, figlio uno, dal mio, io, tu hai il piccolo o il medio, figlio uno, voglio pistacchio, io, piccolo o medio, figlio uno mi guarda come se parlassi un'altra lingua, mamma, lui ha il medio, prendo il medio al cacao, io, vuoi soltanto pistacchio, figlio uno continua a non capire, la mamma dice sì, metto il pistacchio, io, vuoi la panna, figlio uno dice no e do il cono a figlio uno, io, ora quale facciamo, figlio tre, io voglio nocciola e limone, io, tu quale hai, figlio tre, nocciola e limone, papà, lui ha il medio nocciola e limone, prendo il cono come riferimento, io, vuoi cono o coppetta, figlio tre mi guarda come se parlassi un'altra lingua, aspetto, aspetto, aspetto, ripete, nocciola e limone, inizio a comporre un cono, figlio tre, anche io voglio il cono al cacao, tolgo l'unico gusto che ho messo, di solito teniamo i coni sporchi da mangiucchiare nei momenti morti ma questa volta lo butto via sporco, prendo il cono al cacao e gli compongo il gelato, figlio uno, anche io volevo due gusti, mamma mi chiede, quanti gusti vanno sul medio, io, fino a tre, mamma, però ne hai messo uno a mio figlio, io, ho chiesto a suo figlio se bastava uno e proprio lei ha risposto di sì i gusti che ci vanno sono fino a tre così ne ho messo tre volte pistacchio, la mamma rimane di sasso, il figlio uno continua a lamentarsi, io, quale facciamo ora, il padre, il mio, io, IL SUO QUAL È, il padre, il piccolo, io, vuole un cono o una coppetta, padre, coppetta, poso un cono piccolo e prendo una coppetta, io, che gusti mettiamo, padre, anzi no cono, poso la coppetta e riprendo un cono, padre, quanti gusti, io, due, padre inizia a leggere i gusti soltanto ora, aspetto, aspetto, aspetto, figlio tre, io voglio questo cono, dice mentre si avvicina all'espositore e prende il cono grande, io, quello è grande per favore puoi posarlo, la mamma mi fulmina con lo sguardo, intanto tutti i miei colleghi mi guardano sottecchi con sguardi di compassione, il padre, ce l'avete melone, io, no i gusti disponibili sono soltanto quelli esposti, il padre, e non c'è melone, io, no, padre, allora soltanto cioccolato con panna, compongo il cono cioccolato panna e glielo do
figlio uno, anche io voglio la panna, mamma, anche mio figlio vuole la panna, la mamma prende il cono del figlio e me lo allunga, io, signora una volta che un prodotto lascia il banco non posso più toccarlo per una questione di igiene, mamma, mio figlio vuole soltanto un po' di panna, io, gliela metto in una coppetta a parte, mamma, ma come la mangia sul cono, io, signora prima suo figlio aveva detto di no alla panna e io ho eseguito ora se vuole la panna la può mangiare soltanto così, mamma mi fulmina, metto un po' di panna in una coppetta e gliela do, io, ora quale gelato facciamo, figlio due, posso avere una coppetta anziché di un cono, io, questi coni che ho preso sono soltanto come riferimento qual è il tuo gelato, figlio due mi guarda come se parlassi un'altra lingua, la mamma mi dice, l'ultimo medio, sostituisco il cono con la coppetta, io, che gusti mettiamo, figlio due, ce l'avete limone, io, sì l'ha scelto anche lui, indico suo fratello, io, tutti i gusti li puoi leggere lì, figlio due, allora limone, io, soltanto limone, figlio due, sì, io, con panna, figlio due, no, guardo la mamma ma la guardo soltanto non dico niente né faccio espressioni, faccio un cazzo di cono medio mettendo tre palline di limone perfettamente distinguibili anche se so fare un medio con un gusto mettendo la quantità giusta con una sola pallina do la coppetta senza panna al figlio, prendo l'ultimo piccolo, io, cono o coppetta, la mamma ci pensa su, ci pensa ancora su, aspetto, aspetto, aspetto, ci pensa come se stesse decidendo se comprare casa, mamma, coppetta, sostituisco il cono con la coppetta, io, quali gusti mettiamo, mamma, aspetta devo ancora leggere i gusti, sto fermo con la coppetta in mano che aspetto, i miei colleghi ormai hanno pietà, mi hanno detto dopo che per sfortuna c'erano tante persone se no come accade spesso mi avrebbero aiutato a smaltire lo scontrino dividendosi gli altri gelati, la mamma poi ha scelto i suoi gusti, la mia sensibilità mi suggerisce che vabbè era soltanto una famiglia che voleva mangiare il gelato in una giornata di sole, però questa maleducazione, questa indecisione che obbliga all'attesa, la vivo centinaia di volte al giorno, la maggior parte dei clienti non porta rispetto a me ma pensa soltanto a sé, al suo gelato, ad ascoltare la propria indecisione, è capitato che un genitore mettesse fretta al figlio per non farmi aspettare, qualcun altro si è anche arrabbiato con il figlio perché non poteva cambiare idea e farmi perdere tempo e si è scusato con me, però la maggior parte dei clienti non sono così, comprano un gelato e pensano di comprare anche me e vogliono il pacchetto completo daccapo, sorriso smagliante, tutte le domande di rito, la battuta pronta