allora non ho sempre voglia di aggiornare questo diario ma il roberto del futuro mi sarà grato di questa soluzione che ho ideato: un megapost che contiene mini paragrafi dei post che ahimè non vedranno mai la luce riguardo argomenti o situazioni di cui vorrei parlare ma che per una serie di motivi non riesco a parlare (c’è anche del gossip lavorativo che so che a voi capere piace tanto)
• m è ragazzo simpatico che ci consegna ogni mattina prodotto fresco per noi fondamentale, quando arriva ci si scambia qualche battuta sulla vita il caldo eccetera, ci lascia spesso pizzette che il panificio dove consegna gli dà in omaggio ma che lui non mangia, ebbene, il mio datore di lavoro ha due gelaterie e si è chiesto, ma perché se la mia seconda gelateria incassa meno mi ritrovo un costo maggiore di questo prodotto fresco, insomma si è scoperto che m non ci consegnava tuttcos qualcosa se la teneva per sé per rivenderla in contanti ad altri locali, cioè una volta su quaranta buste non ne ha consegnate dodici mica cazzi, ho lavorato in un ufficio di trasporti e purtroppo so come funzionano certe cose, hanno parlato a m dicendo di far finire subito qualsiasi cosa stesse facendo, ovviamente con lui non è più lo stesso, di questa storia penso due cose, gli altri esercizi commerciali che compravano in nero la roba immaginando da dove provenisse e la risposta di m quando gli hanno detto che stiamo consumando troppo prodotto (ovviamente ci pareva così perché il prodotto era di meno e finiva subito), lui ha detto, vabbè ma state lavorando un botto in questo periodo, c’è del genio
• vorrei seriamente parlare e parlarvi ma soprattutto parlare di la città di pianura, un film incredibile che mi ha lasciato molto dentro, senza spoiler in una scena c’è del gelato e l’ho visto con la mia collega e ci siamo detti ma dai che coincidenza oh, dopo l’ho accompagnata alla metro e insomma al ritorno a casa mi sentivo esagitato, così io che evito il gelato e posso mangiarlo tutti i giorni avevo voglia di gelato e mi sono messo a mezzanotte a cercare dove comprarlo, non mi sono fermato a una gelateria perché mi sarei sentito più triste a comprare il gelato da solo fuori era pieno di gente amici che si vedevano eccetera, sono andato in un supermercato notturno ecco, il cinema scombussola e la notte stessa ho comprato un libro, il primo dopo boh tre mesi penso, ed è curioso perché è un libro sulla salute mentale, oggi altri due libri acquistati li vorrei leggere ma senza fretta si capisce però è curioso constatare che prima non mi veniva di incuriosirmi e comprare libri mentre ora un pochino ma solo un pochino dai sì, la città di pianura vorrei rivederlo in questi giorni ora vediamo
• ero a lavoro quando ho sentito la porta del nostro spogliatoio chiudersi e da dietro l’angolo uscire uno sconosciuto, è venuto al banco per chiedermi un bicchiere d’acqua ma gli ho detto, oh ma eri nel nostro spogliatoio, il mio collega è andato a vedere, al mio urlo è uscita dal laboratorio la mia capa, lui, no no ma che dici ero lì dietro l’angolo a non fare niente, esce il mio collega, la luce dello spogliatoio che si accende coi sensori era accesa e noi tre eravamo fuori, quindi qualcuno è entrato, insomma gli urlo chiedendogli che faceva, non era la prima volta che in una nostra distrazione ci entravano negli spogliatoi e cercavano cose di valore nelle nostre cose, la mia capa esce dallo spogliatoio e dice che tutte le nostre cose sono per terra, bestemmio, mi ricordo che sono alto e forse creo timore, gli chiedo che cazzo stava facendo, lui dice, ho visto uno uscire dallo spogliatoio ora mi dai dell’acqua, ma uno chi, uno, ma c’eri solo tu, è uscito, sentì vattene a fanculo, oh ma come ti permetti io non ho fatto niente, chiamo i carabinieri levati dalle palle muoviti, si avvicina a me e io mi caco un po’ sotto, io non ho fatto niente, eri nel nostro spogliatoio vattene ho detto, lui è uscito e dopo il racconto ha iniziato a essere costruito, i colleghi han detto che se ci fosse stato x sarebbe stato diverso, poi è venuto collega dopo cinque minuti e gli altri, oh dovevi esserci, nooo ho perso la metro per un soffio oddio che gli facevo, io c’ero ma mi sono sentito un pochino sminuito il che è ridicolo, questi atteggiamenti da maschi alfa che paiono minacciosi per competere in una gara di forza, che ci fossi già era stato sostituito dal racconto epico che ne sarebbe uscito se invece ci fosse stato qualcun altro molto più maschio di me, la cosa buffa è che questo doveva avere una sete di porco perché mi chiedeva comunque il bicchiere d’acqua a ogni frase
• la porta si apre, scusi siamo chiusi, ma abbiamo finalmente parcheggiato dopo tanto tempo, mi dispiace ma siamo chiusi, intanto entrano boh dieci persone, neanche un gelato, no mi dispiace, il responsabile non sarebbe d’accordo, il responsabile sono io arrivederci, OH MA TE NE VAI DAL CAZZO O NO













