Chester Brown in my room
YOU ARE THE REASON

Kiana Khansmith
hello vonnie

gracie abrams

if i look back, i am lost

blake kathryn
Fai_Ryy
Sade Olutola
Cosimo Galluzzi

ellievsbear
macklin celebrini has autism
d e v o n

Jar Jar Binks Fan Club
EXPECTATIONS
taylor price
ojovivo
Jules of Nature
I'd rather be in outer space 🛸

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@throw-nick-off-the-bridge
Chester Brown in my room

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Edward Hopper, Night on the El Train, 1918
nico + philippe garrel
In memoriam
Le strade indurite dell'autunno
mi riportano a te, al tuo lontano
vivere ormai in giorni antichi, pieni
di una luce che non muta.
...
Il tuo cammino salutano tante
voci familiari e gridi tranquilli
nel sereno che una meraviglia puerile
...
s'è impadronita dei tuoi occhi.
E' una mattina così lunga e il muro
del cielo trema continuamente
sul tuo passo innocente.
Oggi mi sono imbattutto in questa poesia di Attilio Bertolucci in un blog di poesia di un amico, che descrive in maniera precisa il componimento: "Siamo nel 1951, l'opera è Lettere da casa. Siamo di fronte al massimo di perfezione classica esperibile nel magistero poetico di Bertolucci. L'apparente calma rotta da un'inquietudine sorda è qui fatta regola inscalfibile. Le immagini costruite dalle scelte paradigmatiche sanno di sapienza mitica, di sentenza inappellabile. L'uso della punteggiatura, in particolar modo della virgola, scandisce e guida il progressivo scalare emotivo della poesia, in una sorta di piccola climax dettata dalla pausa. La tensione emotiva tra un "io" e un "tu" si misura a pelle, il dolore, sarchiato, irretito, da una cronicità quotidiana, assurge a protagonista, in una sorta di miracolosa trascendenza. Il poliptoto "te, tuo" del secondo verso è indicativo di una dialogicità che pervade tutta la poesia, per il resto rastremata attorno a un dolore ormai talmente fatto proprio da risultare indurito, come - ed è uno degli stilemi cardine del componimento - le strade ( le strade indurite, i giorni antichi, la luce che non muta ). Ma il dolore, quel poco che può ancora testimoniare una vita che è appena andata, è rinvenibile nelle tracce, nei retaggi lasciati qua e là: ecco allora l'ossimoro dei gridi tranquilli, rimasuglio d'animalesco; ecco la meraviglia puerile che s'impadronisce dei processi conoscitivi; ecco - persino - il cielo che trema continuamente / sul tuo passo innocente. Perché rivestirsi di dolore è un gesto quotidiano che s'impara a poco a poco, tiene dietro a tempo e sofferenza, richiede l'abito dei giorni migliori, il vestito dell'assenza". (blog.libero.it/poetastrazioni)
When I was seven My father said to me, "But you can't swim." And I've never dreamed Of the sea again

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Sembrano usciti dai racconti di Tommaso Landolfi, e prendono vita da carta e penna: sono gli animali panici che abitano le foreste arcadiche di Pánícó (disegnipanici.tumblr.com)
The Postal Service - Such great heights (cd - inside)
yeah!
io e marissa nadler

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Jim O’Rourke
Agnès Varda, Self-portrait at Venice, 1960.
Breccia
au revoir les enfants, louis malle, 1988

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Ricordo che lo scorso aprile a Pertuis, il villaggio francese in cui vivevo, passavo le giornate a camminare per le vie del paese: non conoscevo nessuno, non avevo coinquilini, il clima stava diventando via via sempre più tiepido. I pomeriggi li trascorrevo nel bar della piazza, un bar con diversi tavolini bianchi all'esterno, il sole batteva simpatico sulla fontana al centro, i clienti - algerini, marocchini, francesi, già qualche turista anglofono - parlavano o stavano a guardarsi in giro, fumando. Si andava dentro, ordinavo il mio caffè, e mi sedevo fuori a leggere con lentezza inesorabile Les enfants terribles di Jean Cocteau fino ad ora di cena. Ora, esistono circostanze che davanti ad un film, ad un disco, ad una ragazza, ti fanno commuovere per la ripetizione di momenti già vissuti prima, per oggetti che ritornano, movimenti, colori, rumori: in Stella, film francese del 2008, questo canale è dato dal libro di Cocteau che la ragazzina protagonista si ritrova a leggere ispirata dalle parole della sua migliore amica Gladys. L'edizione Livre de Poche, lo stesso franco e settanta, la copertina disegnata dallo scrittore per la casa editrice: Stella va in libreria e scappa a casa a leggerlo, la notte. Sotto alla sua camera, i rumori del bar in cui vive; nel libro, una magia ammaliatrice comincia a cambiare la giovane lettrice: quella di Stella, come in Cocteau, da quel punto diverrà una storia di amicizia, di crescita, malinconia; gli occhi di Stella la bussola per indagare le emozioni che lei stessa, con commovente leggerezza, trattiene fino alla fine del film.
I don't wanna stay at your party I don't wanna talk with your friends I don't wanna vote for your president I just wanna be your tugboat captain...