Come già annunciato nel post-intervista a Carlo Rubbia, è possibile considerare l'importanza dell’energia solare, trasformandola in energia elettrica attraverso il fotovoltaico o, meglio, attraverso la tecnica del solare termodinamico.
Questa energia è così vasta che non riusciamo a considerarla, è come il numero di abitanti sulla terra: avete mai provato a considerare 7 miliardi di persone?
Quante sono? E, soprattutto, quanto mangiano e quanta energia consumano ogni giorno?
Carlo Rubbia ci ha rivelato che l’uno percento della superficie dell’Arabia Saudita impiegata in energia solare ci darebbe l’equivalente che questo stato arabo ci da ora con l’impiego dei combustibili fossili estratti dal suo terreno desertico.
Ma la proporzione non è relativa solo alla penisola arabica.
In effetti, da uno studio elaborato dal WWF insieme a tre aziende del settore fotovoltaico (First Solar, 3TIER e Fresh Generation) e presentato al World Future Energy Summit di Dubai, emerge che in determinate aree del pianeta è possibile produrre il 100% del fabbisogno mondiale di energia previsto per il  2050 con l’impiego di meno dell’uno percento della superficie in impianti fotovoltaici o da solare termodinamico.
Lo studio si chiama “L’Atlante del Fotovoltaico” e mette in evidenza quanto possa essere efficiente la tecnologia fotovoltaica, in particolare dimostrando che i paesi non devono scegliere tra risparmio energetico e salvaguardia del paesaggio ma le due cose possono svilupparsi in parallelo.
Studi del genere sono molto importanti per il nostro business perché mettono in risalto la connessione tra il business vero e proprio e l’esigenza di preservare il territorio, ridurre le emissioni di CO2 ed altri agenti inquinanti, ridurre i consumi (non solo elettrici: con il fotovoltaico si riduce di molto anche il consumo di acqua altrimenti utilizzata per generare energia termoelettrica), ed avere un livello di benessere più elevato per i cittadini di questo pianeta.