Ancora a scrivere poesie al minuto, mai cresciuto, sognatore non riconosciuto, lira e liuto. Dovrei farmi per farmi guardare gridare perché tu mi possa sopportare o anche cantare, tutto tranne essere poeta al mare, cantore di una vita senza la voce e il suono che ti intriga legato al vecchio saggio e alla sua sfida. L'ho già sentito, scrivere rime è finito al tempo del mito. Ora o le canti o taci o scrivi frasi veloci come i passi falsi. Così che tu possa chiederle di amarti con le parole degli altri senza saper di cosa parli. Che ti frega, la vita è come una cometa fingere non lega e se non la godi adesso ti resta l'universo o come me l'ultimo verso, lo scriverei all'inverso posso andare avanti fino al capoverso o fino a sbattere sul cielo terso. Manca qualcosa prima di andare, per foraggiare la tua sindrome di Otello o il tuo cervello allora scrivo: Lei se ne va non perché non sei un mito, perché sei finto, costruito come un bel dipinto, immobile e variopinto perché sai sempre chi ti ha spinto e devi troppo al capo del recinto ti lascia solo perché ti hanno vinto. Daniele Scopigno Foto di: Francesca Piccardi #umbriatourism #umbriagram #umbrialovers #umbriacuoreverde #volgoumbria #passeggiate #passionelettura #letturatime #letture #poetica (presso La Scarzuola) https://www.instagram.com/p/CV0HzHostf1/?utm_medium=tumblr