Affogando nel calduccio del letto di forza son cave le vene. In un corpo scottante, un deserto, la spinta per bere non viene.
Svogliato si affanna il mio petto, forzato protrae il respiro. Nel privilegio inerte mi pento, in catene, un languido delirio.
Confusa, indispettita, dolente, combatte a stento la mente:
Agogna, disperata, lo stupore, per fuggire dal molle tepore.












