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Fabrizio e la 5 pari: la passione a servizio dello sport!
“C'è un nuovo sceriffo in città”, sarebbe la battuta da film western, ma non siamo in un film, ma nel campionato di serie C Silver. E il nuovo sceriffo è la 5pari, neopromossa che detta legge a metà del girone d'andata con 6 risultati utili su 6. La testa della classifica era una piazza per quattro fino allo scontro tra le due capolista neopromosse, 5 Pari e Reba di ieri, in cui la 5 pari si è imposta. Siamo andati a conoscere meglio la 5 e con chi parlarne se non con il Direttore sportivo della sezione basket, nonché amico Fabrizio Regruto?
PNB: Ciao Fabrizio, cominciamo da lontano: come comincia la tua passione per questo sport ? Da bambino al Ruffini con tuo padre, giusto?
F.R.: Si, giusto: all'età di 5 anni ho visto Grimaldi Torino - Synoudine Bologna, mia prima partita e da allora sono rimasto folgorato! Quando andavo a scuola non facevo altro che disegnare canestri, palloni che entravano nei ferri e i miei compagni di classe non capivano come mai c'era questo strano sport che riempiva i miei quaderni. Tra l'altro abitavo fuori Torino, a Verolengo, quindi una realtà distante dal Ruffini e mio padre faceva il pendolare. Ho vissuto insieme a collezioni infinite di SuperBasket, mansarde piene, quindi “pane e basket” e poi la passione di mio papà... Non ho mai giocato a pallacanestro perché non sono mai stato un grande giocatore, anzi, in realtà ho giocato, ma senza alcun successo. Amore non corrisposto per il basket giocato!
E dopo i primi approcci si continua da tifoso viscerale: ho fondato l'associazione “Cuore Giallo Blu” nel 2004 dopo che avevo vissuto tutta la storia dell'Auxilium da tifoso; dagli anni belli, fino al default, il trasferimento dal Ruffini al Pala Collegno...e lì in degenza per 8 anni fino al 2008 dove abbiamo stretto la mano nella sua ultima partita ufficiale dell' Auxilium contro Moncalieri, fatalità, nella semifinale per salire dalla C alla B. Auxilium perse, vinse Moncalieri e quell'anno Auxilium venne assorbita dal progetto Torino Basket, e da lì la nostra storia si divide. Io e altri che la pensavano come me, integralisti Auxilim, vivevamo questo assorbimento come un disonore per l'Auxilium, la squadra che avevamo sempre amato sin da bambini, e abbiamo deciso di seguire San Mauro senza nessun motivo apparente se non che San Mauro aveva Enria, il capo tifoso storico degli Eagles. Vedevamo in San Mauro la cosa più simile all' Auxilium che ci potesse essere e dietro nostre forti pressioni San Mauro cambia i colori, passando dal bianco/blu al giallo/blu e gioca al Ruffini. L'anno dopo si fonde con Julio Trovato a Moncalieri e la storia che conosciamo arriva fino ad oggi e al ritorno dell' Auxilium in serie A.
PNB: Hai detto non con grandi successi, ma a livello amatoriale hai giocato...
F.R: Sì, ho giocato nella 5 pari. Io giocavo per divertirmi, stile dopolavoro ferroviario... ho deciso di entrare in questa squadra grazie a degli amici, tra cui Domenico Marchese che giocava in 5 Pari, società solo di CSI. Ho fatto due annate di federazione con ottimi risultati (parliamo del 2009) e sono stati un paio d'anni favolosi. Il mio esordio è stato contro un ragazzino che si chiama Mudadu, che voi conoscete. Mi hanno detto “marca quello lì, che ha 17 anni”. Io ho fatto 3 punti, orgogliosissimo, lui 41... Nessuno lo conosceva, io l'ho conosciuto prestissimo e la prima cosa che ho pensato è stata “se cominciamo così siamo a posto”. Fortunatamente quell'anno giocava a Carmagnola che quell'anno vinse il campionato vincendole tutte, quindi il mio esordio è stato anche sfortunato. Era Prima Divisione. l'esordio di tutti. Mi sono fatto prendere da questa esperienza, e rendendomi conto che giocare non era il mio mestiere,tramite tutte le conoscenze che avevo di giocatori e di cuoregialloblu, ho iniziato a tallonare tutti i miei amici giocatori, per convincerli a venire a giocare con noi.
Il primo importante, senza togliere niente agli altri, è Eros Novara, ex capitano dell'Auxilium che decise di venire a giocare nella 5 pari, inspiegabilmente. Da lì è stato un crescendo costante: in 6 anni siamo passati con la prima squadra dalla Prima Divisione alla C SILVER e, da due anni, abbiamo strutturato il nostro settore giovanile che vanta due squadre in elite (Under 20 e Under 18), due regionali (Under 15 e Under13) e 4 centri minibasket dislocati sul territorio torinese nelle circoscrizioni, 2, 3, 4 e 7. L'anno scorso (cestistico) abbiamo chiuso la stagione con 2 titoli di CAMPIONI REGIONALI con la SERIE D 5 PARI e con la UNDER 17
PNB: Quindi il passaggio da giocatore a organizzatore/dirigente/sostenitore è avvenuto due anni dopo, nel 2010.
F.R.: Esattamente. Partiamo con l'intento di creare una società con lo spirito di non ripetere gli errori che hanno fatto gli altri: invece di fare la guerra, curare il proprio “orticello”, mettiamo da parte tutte le possibili discordie verso società di Torino e collaboriamo con tutti. Alla 5pari vengono ragazzi del Cus, di Moncalieri, della Crocetta. L'obbiettivo è mettere da parte sciocche faziosità e costruire qualcosa insieme. Grazie a questo atteggiamento e alla nostra serietà, alcune società iniziano quasi da subito a darci credito, dandoci dei loro giocatori.
PNB: Il settore giovanile non c'era ai tempi della Prima Divisione. Quando nasce?
F.R.: No, non c'era. L'abbiamo aperto l'anno che siamo andati in Promozione. Abbiamo aperto una Under 17 e siamo arrivati alla Robilant, un circolo che la US ACLI 5 Pari aveva in gestione. Dopo le giovanili iniziano ad aumentare, iniziamo a tenere i primi corsi minibasket. La svolta del settore giovanile verso alto l'ha data l'occasione di rilevare il k2 che è una società che faceva Serie D e aveva tre squadre giovanili. Ci hanno contattato loro, e adesso lavorano tutti in 5 pari: Vittorio Boffitto, Carlo Riccardi, Stefano Bruno, Marco Marcia, Sabrina Guerrini hanno trovato in noi una famiglia. Siamo partiti dicendo: “qui c'è tutto da fare; chi vuole fare, fa!” e questa cosa ci ha consentito di partire subito con tre squadre U14- U17- U19. Con l' Under 19 oltretutto abbiamo rilevato la squadra campione in carica, dato che il K2 aveva vinto il campionato regionale. Abbiamo buoni numeri come settore giovanile e a questi ragazzi noi abbiamo promesso visibilità, come dimostra il fatto che pur avendo una squadra senior molto forte abbiamo fatto esordire 5 ragazzini '96 nella scorsa stagione.
PNB: Per avere tutte queste squadre avrete bisogno di molte palestre.
F.R.: Sì, ma fortunatamente abbiamo trovato collaborazione massima. Nella stagione 2014-2015, siamo passati alla circoscrizione 7 Carcano. Noi giochiamo a Collegno, al Sociale, alla Sebastopoli e alla Colletta. Cerchiamo di costruirci uno spazio a Torino senza rompere le scatole a nessuno dato che andiamo a riempire degli spazi dove attualmente non c'è pallacanestro. Intendiamo, inoltre, operare fortemente sulla circoscrizione 7, dato che nessuna squadra di quelle adiacenti tipo Eridania, San Mauro, oppure Ghandi o Reba lavora su quell'area. Intendiamo lanciare dei corsi di minibasket, cercando di avviare una bella realtà senza togliere giocatori a nessuno... non siamo abituati a contattare giocatori di altre società per digli vieni a giocare da noi: il nostro modus operandi è quello di contattare le società e dire mi interessa tizi questo o quel giocatore: se giocatore e società vogliono si procede, altrimenti no. Noi, essendo nati da poco non abbiamo la copertura di giocatori cresciuti da noi, per cui la nostra politica non può che essere quella di andare a pescare da altre società.
La nostra mission di quest'anno
PNB: Pensavamo che la 5Pari fosse una realtà più piccola, ed in realtà scopriamo una società emergente con tutte queste squadre giovanili, palestre in tutta torino, persone che ti aiutano... economicamente come si fa a sostenere una realtà così ?
F.R.: Ovviamente anche con le quote d'iscrizione, ma soprattutto è fondamentale l'apporto di amici che sponsorizzano: abbiamo tre sponsor principali, un risultato buonissimo per la nostra realtà.
PNB: Quindi c'è chi si fa convincere a sostenere realtà emergenti?
F.R.: I nostri sponsor principali sono tre grossi marchi: Satta Assicurazioni, Azimuth finanziaria e Manager, la società del nostro presidente, Fabrizio Rigoletto
PNB: Tu sei il diretore sportivo dell'area basket, giusto?
F.R.: Sì, io mi occupo del basket. Su quello ho carta bianca, ma la 5pari è una polisportiva: ha squadre di calcio, atletica (nona squadra regionale) e pallavolo (tutte le categorie femminili). Inoltre la 5 pari ha partecipazioni nella Juvents Soccer School. Inoltre abbiamo circa 7000 contatti sulla nostra pagina facebook.
PNB: per convincere i giocatori a venire a giocare nelle categorie "minori", l'anno scorso serie D e prima Promozione, come si fa?
F.R.: Per totale amicizia. Cuore Gialloblu ha aiutato, come la televisione, ma la 5 pari è veramente una famiglia anche se sembra una frase banale. Te lo può dire chiunque, dovresti chiederlo a chi gioca con noi piuttosto che a me.
PNB: Guardando le vostre partite abbiamo visto un ottimo livello. Molti di questi ragazzi studiano e lavorano, come si fa a conciliare un'attività sportiva così impegnativa con gli impegni della vita quotidiana?
F.R.: Il segreto è il lasseiz faire, nel senso che non bisogna prendersi troppo sul serio. Non bisogna pensare di essere dei professionisti, ma puntare a vivere un'esperienza divertente. Se un nostro giocatore non può esserci ad un allenamento o ad una partita, non ne facciamo una tragedia. Mentre il professionista reagisce in base a quanto prende, nellla nostra situazione noi siamo consapevoli che il giocatore deve avere voglia di venire a giocare... è tutto qui il segreto: prendere ragazzi motivati e continuare a motivarli trattandoli bene, facendo tornei per divertirci, andando a cena dopo le partite. L'imperativo categorico è divertirsi: la nostra non è una società professionistica.Inoltre forse un po' incide anche il fatto che noi abbiamo scelto di allenarci e giocare in uno dei centri più belli di Torino, a Collegno, e penso che anche questo sia uno stimolo.Voglio anche precisare che non diamo soldi per venire a giocare, ma sicuramente tentiamo di dare tutto il possibile in termini di qualità delle strutture ed opportunità di gioco ( il torneo a Cesenatico con Pillastrini, per esempio). Noi offriamo qualcosa di bello da fare (tre allenamenti ad una partita settimanali) e non soldi.
Inoltre bisogna comprendere che i nostri gocatori, sono dentisti e giocatori di basket o commercialisti e giocatori di basket: basta capire questo; se non può esserci un giocatore non può esserci. Altro “segreto” è conoscere bene prima i giocatori.I ragazzi del '96 sgomitano per venire ad allenarsi con la prima squadra. I nostri giocatori si sono rivelati dei veri professionisti non pagati, e non smetterò mai di ringraziarli, hanno dato tutti una grossa mano per lo sviluppo delle giovanili. Per esempio Apruzzi e Cavarra l'anno scorso sono andati a fare un allenamento con gli under 17 per fare loro da “sparring partner”. I giocatori si sentono parte di questa famiglia e ci dedicano del tempo.
PNB: Chiudiamo: come lo vedi il futuro della 5pari?
F.R.: Il futuro lo vedo molto incentrato sul settore giovanile. Noi sappiamo che l' Eurolega non è il nostro mestiere da qui ai prossimi 50 anni e quindi dobbiamo cercare di creare benessere per i nostri giocatori e creare un bacino d'utenza e di sviluppo.
La passione per costruire questi giocatori è il nostro futuro. Dare una plusvalenza ai giocatori: creare qualcosa di bello, belle strutture, bell'abbigliamento e buoni allenatori; sono contentissimo degli allenatori venuti da noi perché al primo punto di tutto c'è la voglia e la bravura dei coach!