“Togliiti quei cazzo di pantaloni-” sbotta Eijun a denti stretti, prima che il suo gomito ceda e lo riobblighi con la schiena contro il materasso. Si pente subito di quello che dice, perché obbligare Furuya a togliersi i pantaloni vuol anche dire obbligare Furuya ad allontanarsi dal suo basso ventre, cosa che il suo basso ventre - appunto - non sembra voler accettare. Prova un senso di mancanza estrema, Sawamura, mentre Furuya ondeggia sopra di lui e porta le mani dalle sue spalle all’orlo dei pantaloni, ma ne vale la pena. Ne vale davvero la pena. Non riesce a vedere granché, nella penombra di una sera che va ormai morendo, ma quel poco che vede gli basta a sentire la sua erezione farsi del tutto piena e spingere per essere liberata - cosa che accade in tempo zero. Eijun trattiene il labbro inferiore tra i denti, quando Furuya ritrova l’equilibrio appena sopra il suo ventre e sfrega contro di lui. È quasi naturale, che una mano torni sul suo sedere e l’altra si avvicini alla bocca dell’altro, così che Furuya possa allungarsi sulle sue dita, leccarle per attrarle dentro la sua bocca. La fretta gli tende tutti i nervi, lo rende impaziente, i piedi che fregano uno contro l’altro per la sua totale incapacità di contenere l’eccitazione. È con uno sbuffo spazientito che fa scivolare le dita umide dalla bocca di Furuya e lascia che la mano si sposti sul suo sedere - è questione di un momento, Furuya che stringe le cosce attorno ai suoi fianchi e si piega in avanti, Furuya è caldo ovunque, dentro di lui. La sua bocca scotta quasi quanto i muscoli che si contraggono mentre si fa spazio con le dita, facendo aumentare di colpo anche la sua, di temperatura. Sente un rivolo di saliva scivolargli lungo il mento, colpa del troppo trasporto che entrambi stanno mettendo nel bacio - il problema è che se Furuya continua a muoversi in quel modo, a gemere nella sua bocca e a stringere le cosce con più forza contro di lui, Eijun perderà tutta la voglia di prepararlo ad accoglierlo perché, per quanto gli riguarda, la pazienza l’ha lasciata in corridoio nel momento in cui entrambi hanno varcato la soglia della sua camera. È già stanco. Sfila le dita da Furuya con un rumore umido e lo guarda, cercando i suoi occhi nella penombra, leccandosi le labbra mentre le mani si appoggiano sulle cosce toniche. Furuya schiocca un ultimo bacio sulle sue labbra - chi avrebbe mai pensato, prima di quel momento, che Satoru fosse così diverso, una volta spogliato della sua svogliatezza? - e poi si raddrizza sulle cosce, le molle cigolano sotto il suo peso, e la mano va a stringersi attorno al suo sesso già eccessivamente sensibile. Eijun non riesce a tenere gli occhi aperti: stringe le palpebre, e mentre apre la bocca non respira davvero. Si sente come se fosse in apnea da troppo tempo, e solo quando Furuya comincia a scivolare verso il basso, con una lentezza troppo snervante per i suoi gusti, esala un respiro come se fosse appena riaffiorato alla superficie dell’acqua. Deglutisce sonoramente, un rumore che il silenzio si ingoia in un sol boccone. Furuya rimane immobile sopra di lui, la pelle ruvida dello scroto che sfiora il suo pube, e ha gli occhi socchiusi mentre tenta di riprendere fiato. Eijun vorrebbe avere lo stesso tempo a disposizione, ma Satoru lo batte sul tempo, e decide di cominciare a muoversi proprio quando lui stava cominciando a ricordare come respirare. Ha seriamente paura di venire subito. Si tende, stende le gambe e i piedi finché può, sentendo i muscoli formicolare e pregando possa servire a sopprimere la voglia di muovere il bacino contro Satoru. Stringe gli occhi e lascia scappare un gemito più alto, per quanto contenuto, e quando li riapre Furuya non sta più guardando il suo viso, ma più in basso, dove la sua erezione segue il suo movimento e si piega appena, dove il ventre di Eijun scompare per essere trasformato in rumore liquido, lieve ma così forte da stringergli lo stomaco in una morsa che gli sembra mortale. Le mani di Furuya si muovono senza meta sul suo petto, scivolano fino all’ombelico e risalgono, seguendo l’impeto dei suoi movimenti - Eijun si chieda quanta forza debba avere nei muscoli della schiena, per riuscire a stare così dritto e non perdere l’equilibro mentre si lascia andare al ritmo dei suoi stessi affondi. “Merda-” sbotta Eijun a denti stretti, e con quell’imprecazione la sua forza di volontà svanisce nel nulla, e le sue mani scattano in avanti per artigliarsi alle cosce di Satoru, fanculo se l’indomani gli resteranno i segni. Quando il bacino scatta in avanti, Furuya piega la testa in avanti e emette un singulto gutturale. Le sue dita si piegano e si rilassano contro l’addome di Eijun, ma ormai nessuno dei due riesce a mantenere il controllo, troppo persi nell’odore dei loro stessi umori, nel suono dei loro stessi gemiti. Venire è una liberazione. Sente l’ondata di piacere travolgerlo e raccogliere tutta la tensione, azzerandola quando il suo bacino fa un ultimo scatto e Eijun si svuota dentro Furuya senza nemmeno preoccuparsi che quello lo voglia davvero. Dietro le sue palpebre chiuse e strette, il mondo è bianco e troppo caldo, quasi insopportabile. Espira e inspira come se avesse corso per miglia, rendendosi conto di cosa ha appena fatto quando sente lo sperma di Furuya riversarsi sul suo addome. Eijun apre gli occhi giusto in tempo per vedere l’altro rilassarsi di nuovo, sedendosi sulle sue cosce col suo membro ormai molle ancora tra le natiche, e si sente fortunato, perché sa che vedere il viso di Furuya contratto in quella espressione è cosa rara, ed è il ritratto di quella sensualità che mai avrebbe pensato appartenere al lanciatore.“Cazzo,” sbotta, coprendosi gli occhi col braccio e gemendo frustrato, imbarazzato da quello che ha appena visto, da quello che ha appena pensato. “Alzati e vestiti, ti prego.”