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Mi sono svegliata con un gran mal di testa, la schiena a pezzi e la difficoltà nel compiere movimenti decenti con le mie povere rotule. Tutto questo, perché piove, io sono meteoantipatica e old style: quando piove divento vecchia dentro e mi viene una voglia spasmodica di prendere ago e filo, per fare il cappellino di lana ai miei nipotini. Ma io non ho nipotini! Non ho nemmeno figli (e ci mancherebbe altro, visto che la parola magica che (ab)uso è "Mààààààà", soprattutto quando non trovo le cose o quando non ricordo l'ora di assunzione di una certa medicina) e non so nemmeno usare ago e filo. Che poi lo so che il cucito non è solo roba da vecchiette, è pregiudiziale. Se volete farmi un cappellino o una sciarpetta, con le vostre graziose manine, io non disprezzo. Ah, sono in cerca anche di ripetizioni culinarie: in caso di attacco zombie, come posso sopravvivere? Nemmeno i caffè digerisco più: sono da buttare. E tutto questo non significa niente, lo so, ma cerco qualcuno che mi voglia adottare: prima o poi mamma mi butterà in mezzo alla strada, lo so. Sono tranquilla, non sporco, non faccio casini, sono giusto un po' tendente alla misantropia e agli esperimenti su crani scoperchiati: prendetemi con voi! Come mai adesso mi fa anche male un fianco? Che vitaccia.
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Troika, rottamare l’Italia: a Renzi restano solo 100 giorni
Troppo grande per fallire. E troppo grande per essere “salvata” alla maniera della Troika, cioè col prestito a usura che depreda quella che, nonostante tutto, è ancora la terza economia europea. Renzi? Troppo difficile da rimpiazzare subito, perché il quarto primo ministro non eletto sarebbe un azzardo persino per l’ex … LIBRE
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Conviene più riciclare che rottamare
Milano 31 Maggio – Gli scarti domestici e industriali hanno un elevato contenuto di materiali costosi, molti dei quali non sono ancora riciclati. La Siemens sta perciò sviluppando dei sistemi automatici per riciclare anche pezzi, come parti di motori elettrici e fibre di carbonio e acquisisce macchine vecchie, prendendone in considerazione la futura riciclabilità, come stadio per la progettazione del sistema di riciclaggio più adatto.
I prodotti elettronici sono dei veri tesori da scoprire. Nel 2010 nella sola Germania sono stati venduti quasi otto milioni di Smartphone che contengono in totale 230 kg di oro, più di 2,3 t di argento e 85 kg di palladio – tutti nascosti in dispositivi come i contatti elettrici e leghe da saldatura nei circuiti stampati. Chilo dopo chilo, ciò porta ad aumentare la percentuale di metalli preziosi presenti nelle miniere più disponibili al mondo. Dopo una vita di servizio normale di tre a quattro anni, questi cellulari potrebbero perciò costituire ancora un valore rilevante.
La procedura per ottenere materiale prezioso dagli scarti domestici e industriali è detta “scavare in miniere urbane”; prima di poter definire tuttavia un trattamento a ciclo chiuso per il ricupero di tutte le materie prime di valore, ci sono numerosi ostacoli da superare.
Come esempio un singolo cellulare contiene meno di 0,4 g di materiali preziosi che, quando il cellulare passa attraverso un frantoio, sono miscelati con gli altri, rendendone poi spesso difficile la separazione. Allo scopo che gli sforzi per il conferimento, la separazione e la lavorazione costituiscano un processo che dia un rendimento positivo, vanno ricuperati anche altri materiali, come il rame.
Questa è la ragione per la quale il professor Stefan Gaeth del Gruppo di Riciclaggio Materiali di Alzenau e Hanau – RFG, chiede il riciclo intelligente e suggerisce: “Invece di diluire la concentrazione di specifici materiali con un frantoio, noi potremmo per esempio togliere prima deliberatamente da un cellulare il circuito del segnale vibrazione, al fine di ricuperarne il tungsteno che contiene”. ”Se fosse nota la configurazione di un determinato tipo di cellulare, il processo potrebbe essere automatizzato. Noi stiamo perciò creando proprio ora un database che contenga tali informazioni”.
Un’altra difficoltà è lo sforzo logistico necessario per il ricupero: i cellulari vecchi sono raccolti a un tasso annuo solo del cinque per cento. Spesso questi apparecchi giacciono in un cassetto per anni o finiscono nella spazzatura. In maniera simile, l’ottanta per cento delle auto non più registrate in Germania sono esportate, per poi finire dopo anni di altro servizio in campi di demolizione, senza alcun apprezzabile riciclo. Per comparazione, in termini di logistica, il ricavare materie prime dai giacimenti naturali è molto più semplice.
In questo periodo la richiesta di materie prime sta aumentando enormemente e per alcune di esse, come i metalli delle terre rare e il tungsteno, il niobio e il gallio, la disponibilità potrebbe presto raggiungere livelli critici. La Cina, per esempio, ha virtualmente un monopolio quando si tratta di estrarre terre rare. Per molti metalli sono stati localizzati solo piccoli giacimenti che per la maggior parte sono nei confini di paesi politicamente instabili. Tutti questi fattori portano allo sviluppo del riciclaggio e all’espansione del trattamento a ciclo chiuso degli scarti. Tuttavia quanto descritto, non deve essere confuso con il riciclaggio a livello inferiore – un processo che produce solo materiali di qualità più bassa – come le panchine da esterni ricavate dagli scarti di plastica.
Fig. 2 - Nella progettazione del modo di riciclare i magneti permanenti, i ricercatori della Siemens si focalizzarono principalmente su recupero dei metalli delle terre rare.
Fig. 3 - I piani isolanti nelle vetture per metropolitana della Siemens sono installati solo fra il telaio e la pannellatura, rendendone così più facile il riciclaggio.
Fig. 4 – Il dottor Heinrich Zeininger ha sviluppato una tecnica di riciclaggio per fibre di carbonio, che separa la plastica e lascia intatto il tessuto di carbonio.
Per vetro, carta e molti metalli i sistemi di riciclaggio sono ormai fissati da qualche tempo. Per alcuni metalli come rame e ferro la quantità di materiale riciclato presente nei nuovi prodotti, in tutto il mondo, è di oltre il 50%.
Il riciclaggio va bene per macchine e strutture che abbiano parti grandi in acciaio o in alluminio ma il Dott. Ulrich Bast, esperto di materiali alla Siemens Corporate Technology (CT) dice: ”Il nostro scartato sta diventando più complesso”. “Molti prodotti, come auto, aeroplani, cellulari e LEDs stanno incrementando il loro contenuto di mix di materiali di alta specializzazione”.” I moduli elettronici e materiali leggeri che contengono acciaio, leghe e materiali compositi hanno elementi di valore come oro, platino, palladio, rame, metalli di terre rare, spesso saldamente legati fra loro e questo rende più difficoltoso il riciclaggio”.” Ciò dovrebbe spingere, fin dalla progettazione, all’obiettivo di ottenere a fine vita una separazione facile”. Secondo Frost&Sullivan, l‘indice di riciclo per l’elettronica e apparecchiature elettriche nel mondo ha un valore intorno al 19 per cento. Il dott. Jens-Oliver Mueller, responsabile del progetto riciclaggio al CT con il suo team di ricercatori a Monaco sta affrontando il problema con l’obiettivo di ricuperare da diversi apparecchi i magneti permanenti, per i quali finora non esisteva una soluzione di ricupero soddisfacente. I motori elettrici sincroni, compatti e leggeri, impiegati per i generatori eolici e le auto elettriche, impiegano magneti potenti ferro-boro-neodimio contenenti fino a oltre il trenta per cento di neodimio e quantità minori di disprosio, praseodimio e altri metalli di terre rare.
“In più – dice Mueller – oltre al riciclo dei materiali, è anche importante aumentare la vita dei prodotti con riparazioni, reimpieghi, rinnovamenti e aggiornamenti”. “ Stiamo eseguendo ricerche per trovare come una quantità di circa un chilo di magneti pesanti o altri parti di vecchi motori di auto elettriche possa essere ricuperata, riparata e riusata”. “Tuttavia ciò richiede la progettazione di un motore che resti funzionante per lo stesso numero di anni”.” Stiamo provando per vedere quanto bene un materiale magnetico possa essere reimpiegato quando il materiale preselezionato sia pulito, macinato, fuso e sinterizzato in un nuovo magnete”.” Allo stesso tempo andiamo avanti con ricerche sul riciclaggio di materie prime ”. “Con il ricupero di materie prime, è possibile non solo produrre magneti di ogni forma e dimensione, ma anche ripristinarne le proprietà magnetiche”.
Per ottenere che il riciclaggio diventi una fonte seria di materie prime, i processi coinvolti dovranno giungere significativamente a maggior efficienza. In cooperazione con l’Istituto per l’automazione in fabbrica e per i sistemi di produzione dell’Università Erlangen-Norimberga, la Siemens sta analizzando i concetti per automatizzare lo smontaggio dei motori elettrici. Altro importante partner del progetto sopracitato è la società tedesca Umicore AG&Co KG, che possiede il maggior livello di expertise nel ricupero dei metalli mediante processi termici. Frank Treffer, responsabile di progetto all’Umicore, vede in questo settore un potenziale di rilievo. ” Negli scarti c’è una grande quantità di materiali di valore – per esempio – quel po’ di argento in ciascuno nelle migliaia di contrassegni dei circuiti di radiofrequenza”. “La moderna tecnologia del riciclaggio rende in sostanza possibile ricuperare quei materiali, ma spesso ci sono ancora grandi lacune in termini di logistica”.
Un solvente che salva le fibre di carbonio
I ricercatori della Siemens sono coinvolti attivamente anche in un altro settore del domani. L’esperto della Corporate Technology dottor Heinrich Zeininger sta lavorando sul recupero delle fibre di carbonio da prodotti fatti di compositi vetro-rinforzati. Questi materiali da costruzione leggeri combinano, per esempio polimeri conduttori; ciò in termini di ciclo di vita del materiale è un vicolo cieco. In vista di ciò, gli scienziati della CT hanno sviluppato un metodo di riciclaggio “solvolitico” coperto da brevetto; questo metodo impiega un sovente per rimuovere la plastica.
Come risultato del processo, le fibre di carbonio sono lasciate intatte per la loro intera lunghezza, la tessitura mantiene la sua struttura e anche le sue superfici non rimangono danneggiate, assicurando una buona adesione alla plastica. Il reimpiego di tali fibre richiede una quantità di energia significativamente inferiore a quella che sarebbe stata necessaria per carbonizzarle a 2.000°C. Zeininger ha sviluppato questo processo in un programma supportato dal Ministero dell’educazione e della ricerca bavarese. “Date le loro proprietà particolari, i materiali rinforzati con fibre di carbonio saranno usati sempre più dalla Siemens, per esempio nei motori e nelle pale dei rotori” spiega. “Il nostro procedimento è utile perché il concetto di riciclaggio è sempre presente come parte necessaria dei nuovi prodotti. “La prossima sfida sarà quella dell’integrazione delle fibre di carbonio ricuperate nei prodotti nuovi, anche nel caso la geometria dei nuovi pezzi differisse dagli originali.”
Quando si parla di cicli di vita dei prodotti, è tirato in ballo anche il Settore Impianti Medicali Siemens, per la protezione dell’ambiente e per impiegare efficientemente le risorse. A tal fine è stato sviluppato un concetto di restituzione multifasico: le apparecchiature a sistema usate, come quelle a raggi X, sono ricostruite come “sistemi rinnovati”. Invece i pezzi singoli saranno o riusati o impiegati come parti di ricambio, mentre i materiali di valore, come il molibdeno, metallo pesante ricuperato dagli anodi rotanti dei tubi generatori, è riusato.
La progettazione – per – riciclaggio è un altro aspetto promettente che impone di progettare i prodotti in modo tale da massimizzare la facilità di smontaggio e la separazione dei materiali. In tale schema i materiali non riciclabili sono rimossi prima che i prodotti invecchiati vengano riprocessati. Per esempio, i telai di alluminio delle vetture metropolitane Siemens sono tenuti insieme da dadi esagonali facilmente rimuovibili. I treni contengono anche una grande quantità di metalli riciclati e i pannelli isolanti sono inseriti solo fra telaio e le lastre della carrozzeria. Le piastrelle di sughero che riducono l’impatto acustico nei pavimenti sono ricoperte di fogli di alluminio e gomma: tali fogli di materiale possono essere rimossi molto semplicemente al momento dello smantellamento del treno.
(v. Pictures of the Future – Fall 2011, seite 88).
In futuro sarà sempre più importante la predisposizione di cicli-di vita-chiusi per i prodotti. Mueller dice: ”Una via che Siemens potrebbe intraprendere per aumentare il riciclaggio nel mondo potrebbe essere quella dell’espansione dei servizi postvendita per i prodotti”. “Nei casi fossero previsti oneri per gli smaltimenti, i clienti sarebbero particolarmente interessati ad avere già compreso nel contratto di manutenzione del prodotto il riciclaggio per quelli di nuovo acquisto”.
da Pictures of the Future –Fruehling 2013, seite 21
Alfredo Galassini
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Renzi, cavallo di Troia per rottamare la democrazia
11 apr – Rottamare la democrazia? No, grazie. Anche quella sarebbe una “riforma”, certo. Ma ne faremmo volentieri a meno. Così la pensa Salvatore Settis, già direttore della Normale di Pisa. «La riforma di Renzi – dice – è contraria alle regole più elementari della democrazia». Quindi, innanzitutto, occorre fermare la «svolta autoritaria» del […] Imola Oggi

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Il vero senso della rottamazione
Mentre in Italia si discute su come e quanto rottamare, il Cile ha già deciso di affidarsi alle donne, giovani e sfrontate. Alle spalle di Michelle Bachelet, c’è Camila Vallejo, 23 anni, studentessa, eletta nel Partito Comunista del Cile. (more…)
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raggiunto un accordo per le primarie pd domenica se hai già votato paghi 2€, altrimenti 25€ a bersani e 25€ a matteo renzi
Lella Costa Crociere
Staseva all’Infedele gvandissimo show di vadicalismo chic di sinistva.
I vevi intellettuali snobbano tutto. Snobbano il vecchio, pevché è vecchio. Snobbano il nuovo, pevché la vottamazione è tvoppo fallocentvica. Non ci sta bene un cazzo, pevò è cosìbbello mugugnave contvo il capitalismo fvasi a caso spavate a velocità supevsonica.
Fosse pev lovo snobbevebbevo puve le elezioni e vestevebbevo sul divano a scattavsi le foto alle gambe pev mettevle su Instagvam.
No, vagazzi, non è colpa di Lella, ma della Compagnia.