La guerra uccide anche chi sta dalla parte del più forte
60 anni fa, quando io frequentavo la scuola di servizio sociale, ci formavamo studiando casi forniti dalle AAI, aiuti internazionali, e molti di essi riguardavano dei soldati (USA ovviamente) reduci delle guerre in giro per il mondo, con disturbi di emotività e di comportamernto, incapaci di guardare in faccia i propri figli, o di adattasrsi alla vita normale. Così mentre apprendevamo a relazionarci con persone altamente problematiche, a provare empatia per loro e restare lucide anche di fronte a disastri emotivi , apprendevamo anche i danni che fanno le guerre, a chi le subisce, ma anche a chi sta dalla parte del potere, e comprendevi come tutte le lotte che portarono poi alla fine della guerra in Vietnam fossero nate anche dai reduci distrutti dalla realtà della guerra.
Tutto questo mi è tornato alla mente nel leggere del giovane soldato statunitense che si è dato fuoco davanti all'ambasciata di Israele e che ha lasciato un video in cui spiega che fa parte dell' Air Force, e che non vuole più essere complice del genocidio palestinese...
Ecco vorrei sottolineare come distruggendo gli altri, si distruggono anche i propri figli, quegli uomini, e quelle donne che magari per un momento cadono anche nel gioco perverso dell'essere il più forte, l'oppressore, ma che al risveglio potrebbero trovarsi vittime di una sindrome tanto grave da non poter essere più gestibile. Meglio la morte che essere complici dell'orrore che ben si conosce non sembra accettabile, ma potranno mai trovare una strada per restare umani dopo aver compiuto stragi e agito l'oppressione? So bene che anche tra i soldati israeliani vi è un largo elenco di giovani suicidi, di sindrìme da stress posttraumatico e mancano gli psichiatri che se ne vogliano, e sappiano, occupare... questo è il risvolto tragico: distruggi gli altri, e distruggi anche i tuoi, non certo i capi, i comandanti, ma chi sta dietro le azioni, e ad un certo punto si rende conto...
Penso con molto dolore a questo giovane uomo che si è dato fuoco, e spero che altri non seguano il suo esempio, ma che si trasformino in attivisti. Vorrei che sappiano che sono amati, e che verranno sostenuti nelle loro scelte dalla volontà delle persone umane che intendono restare tali e sono disposte a fare la rivoluzione per uscirne fuori.
















