A dor não pode ser evitada, apenas enfrentada e aceita por completo.
Raniero, Como salvar um vampiro apaixonado.
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A dor não pode ser evitada, apenas enfrentada e aceita por completo.
Raniero, Como salvar um vampiro apaixonado.

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Io sto perdendo il cervello da quanti giri di pensieri ho in testa. Penso che non potersi abbracciare quando cavolo ci pare sia una cosa che pian piano ti ammala dentro. Perché ti pensi, se tu abitassi qua o se io abitassi là, potremmo vederci anche tutti i giorni. E al cuore penso farebbe piacere, anzi ne sono certa. Al mio sicuramente farebbe bene. E poi mi toglierebbe tutta questa indifferenza verso ciò che mi sta attorno. Il mondo, la vita intera sarebbero più leggeri. Sarebbe più bello. Ma te lo immagini? Io che ti vengo a suonare il campanello e tu che esci in ciabatte e con la coperta sopra le spalle. Si, ti porti dietro la coperta perché fuori ora inizia a fare freddo. Poi ci sediamo sul marciapiede o da qualche altra parte, tu tiri fuori il pacchetto di sigarette e me ne offri una. Io tiro fuori l'accendino e te lo presto. E passiamo il tempo così, seduti a raccontarci storie. Magari, boh, forse tu troveresti pure il coraggio di cantare. E non ti importerebbe niente se un vecchietto passasse per di là e ti sentisse. Anzi, lui ti farebbe un sorriso e tu ricambieresti con un sorriso ancora più grande. E poi, ad un certo punto, la notte inizia a farsi sentire. E noi saremo ancora lì a guarar le stelle che non si vedono. A guardar la luna. E intanto non si canta più, ora i discorsi girano attorno ai nostri sogni tanto grandi, ma mai esagerati. E dopo qualche ora io devo tornare a casa perché il giorno dopo ho scuola, e i tuoi occhi iniziano a diventare sempre più piccoli. Eh si, perché tu alla sera sei sempre stanco. E guardandoci ci viene da pensare che il modo migliore per dirsi ciao sia un abbraccio, e così facciamo. Ci stringiamo forte, tanto che la coperta che ti eri portato non ti serve più. Che il freddo che c'è fuori ormai non ci brucia più la pelle. Ti sussurro la buonanotte all'orecchio e tu fai lo stesso. Prendo la bici e riparto per tornare a casa. A quel punto son contenta, a quel punto son felice. Tanto lo so che il giorno dopo ti rivedo. Ma purtroppo non è così. Purtroppo non si può fare. Purtroppo posso solo mandarti un messaggio dimenticando pian piano il suono della tua voce, l'odore tuo e la tua immagine inizia a diventare sfocata. Ma magari l'hanno fatto apposta. Magari ci han messi distanti per vedere. Volvevano essere sicuri che il bene che ci vogliamo, dopotutto è vero. Forse vogliono solamente metterci alla prova. Però io dico anche che ora la potrebbero smettere. Che ora dovrebbero aver capito. Che il bene che ti voglio io è un bene che lo sento dentro. E non parlo solo del cuore, ma anche di tutto il resto. Parlo del fegato, dei polmoni, dello stomaco. Che forse questo bene non si ferma solo al corpo, ma va anche oltre. Arriva ad essere un qualcosa di grande, di vero. Che forse il bene che ti voglio viene da un qualcosa che non si può vedere, che non si può toccare, da un qualcosa che si può solamente sentire. Io spero che se ne rendano conto presto e che facciano qualcosa per farci vedere. Che vederti una volta al mese, se tutto va bene, sinceramente non mi basta. Boh. La mancanza è una brutta bestia. La distanza è una brutta bestia. Che poi magari capita che non ci sentiamo più. Capita che io mi dimentico di te e tu di me. Capita che ci perdiamo. E se succede? Non so. Mi fa paura 'sta cosa. Mi preoccupa. Vabbe, io provo a far andare le cose come piacerebbero a me, poi si vedrà. Speriamo bene. Le dita restano incrociate. Che come già detto la speranza è l'ultima a morire. Che se ci speri prima o poi si avvera. Che se dovesse succedere penso farei i salti di gioia dentro di me, anche se magari non lo do a vedere. E vorrei dirti pure che son felice di ciò che è successo sabato sera. Eravamo lì, a stringerci il più forte possibile. Eravamo lì, appoggiati l’uno sulla fronte dell’altro. Ci guardavamo, ci osservavamo. Ed io, in quel momento, quando ti fissavo negli occhi non facevo altro che ripetermi la stessa identica cosa continuamente. “Ma allora, questo bacio me lo dai o no?”. E dopo un po’ è arrivato. Un bacio che aspettavo da tempo, un bacio che desideravo più di ogni altra cosa. Credo sia stato il bacio più bello di tutta una vita. Avrei voluto portarti a casa con me, sarei voluta tornare a casa con te. Non volevo lasciarti più. Magari in futuro sarà possibile. Magari in futuro diventerai la mia felicità per sempre. Perché ti giuro, mai prima d’ora son stata bene come lo ero in quel momento. Perché se non lo farai tu, io di sicuro non ti lascio. Non immagini quanta paura c'ho a dirti 'ste cose adesso. Che poi magari interpreti le cose nel mondo sbagliato. Io non so sul serio cosa mi sia successo o cosa tu abbia fatto per creare tutto ciò. So solo che certe cose nella vita ogni tanto vanno dette, perché ci son giornate che ti sfiniscono e arrivi alla fine e dici, ma cazzo io sento il bisogno di buttare tutto fuori. E allora scrivi certi messaggi che ti sta in culo scrivere perché son cose che vanno dette a voce, son cose che vanno dette guardando l'altra persona! Ma come tutto il resto non si può fare. È un mondo difficile, dici sempre. Hai ragione. Devo ancora capire se il mondo è bello. Sai, ora mi sembra tutto così grigio. E in questo mondo triste ho incontrato te, che sei una delle persone più speciali che io conosca. E quindi mi viene da pensare, che se sei cosi speciale, come faccio a non dirti tutto questo?
Ronfa Ronfa! #leninne #Raniero #sonno #buongiorno #gatto #gattonero #biancoenero
Raniero
Gender: Male
Pronunciation: ra-NY-ro
Origin: Italian form of the name Rayner
Meaning: Warrior; Army; Judgement
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