Il Paradiso
E' da tempo volevo dirvi che se esistesse il Paradiso, e quel Paradiso fosse fatto per me, allora in quel Paradiso ci sarebbe uno stadio.
EÂ dentro quello stadio una partita, giocata su di un campo enorme e verdissimo, proprio come a me sembrava il campo da pallone (iniziai a chiamarlo ''da calcio'' ben oltre i 12 anni compiuti) da bambino.
E su quel campo Valentino Mazzola lancerebbe sulla fascia Gigi Lentini che, dopo un dribbling secco, pennellerebbe un traversone perfetto che Paolino Pulici insaccherebbe di testa appena sotto là dove la traversa ed il palo della porta si incontrano.
Io caccerei subito un grido di gioia, mentre papà invece conterrebbe con la sua misurata flemma l'entusiasmo, ma tutti sapremmo che è contento, mentre mio nonno mi chiederebbe chi ha segnato.
Intorno bandiere e sciarpe e striscioni, tutti granata, di ogni forma, di ogni materiale e di ogni epoca, s'agiterebbero, caotici ma ordinati, come fossero sangue pompato da un unico grande cuore.
Di quella partita nessuno terrebbe il punteggio, nessun vincitore, nessun perdente, ed a casa mi aspetterebbe una merenda, fatta di pane e burro e zucchero e di the da bere con un po' di latte dentro, preparata dalla mamma e dalle nonne.
Tutto qui.














