Il parametro request.uri_base, lodevole sistema per rendere i template indipendendenti dall'eventuale sottodirectory in cui le cose vengono installate, si rompe nel caso si usi plack e i proxy perché finiscono con l'essere un brutto richiamo a localhost con porte strane. Forse se ne può uscire dicendo ad apache di fare la redirect non su localhost (appunto), ma sul suo indirizzo internet, magari facendoglielo risolvere in /etc/hosts come sé stesso, ma è molto più semplice rinunciare alla feature, eliminare tutti gli usi della variabile nei path e rassegnarci a installare sempre tutto sotto la propria root. Dopotutto è un prezzo bassissimo da pagare, un sistema fatto per PSGI è per definizione self-contained, non importa dove si installa.
A parte questo, da segnalare, il fatto che ho dovuto creare un nuovo file di environment, visto che ho necessità di comunicare al sistema dove trovare i file yaml e i path cambiano tra sviluppo e server. Forse riuscissi a risolvere la cosa via path relativi non ci sarebbe nemmeno bisogno di configurare niente, ma voglio lasciare quel path esplicito. Magari verrà buono in futuro.
A parte questi dettagli il sistema è ufficialmente up. Non è stato così tragico. Certo, ho zoppicato un po' per inesperienza, ma alla fine il codice, col solo cambio di file di environment, gira dovunque voglia.
Adesso però c'è da capire perché è tutto mortalmente lento e poi ci sono delle sbavature di user-experience da correggere. Poi forse sarà l'ora di Facebook.