Verso l' e-democracy, la democrazia partecipata online...
Con il boom della televisione e ancor prima con l’invenzione della stampa a caratteri mobili ad opera di Gutenberg, il concetto di democrazia è stato rivoluzionato. La diffusione delle nuove tecnologie, di Internet e del Web, ha trasformato completamente il nostro modo di vivere e di partecipare la democrazia.
Parliamo quindi di e-democracy o democrazia digitale che si focalizza sulle modalità d’uso delle moderne tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) per sostenere la partecipazione dei cittadini nel corso delle consultazioni popolari.
Le nuove tecnologie, e in particolare il loro impiego, consentono di rafforzare la partecipazione dei cittadini con l’amministrazione durante tutto l’arco di tempo in cui verrà sviluppato il processo decisionale a livello informativo e consultivo. Tutto ciò avviene con l’apertura di nuovi spazi di dialogo tra il governo e i cittadini che, in tal caso, incontrandosi in Rete e riconoscendosi in valori comuni, partecipano al dibattito politico e cercano in tal modo di influenzare il pensiero dei propri rappresentanti tramite le loro stesse idee.
Al giorno d’oggi, in un quadro radicalmente mutato dalla rivoluzione digitale, il problema della partecipazione attiva dell’uomo alla vita delle istituzioni, non deve essere sottovalutato. Per quale motivo? Perché il coinvolgimento attivo dei cittadini può costituire una risorsa importante per lo Stato che può cogliere dalla società civile maggiori informazioni e soluzioni alternative in grado di risolvere, forse, o almeno attenuare alcune esigenze oppure per far emergere bisogni inespressi che stanno molto a cuore alla comunità . Di conseguenza è possibile migliorare la qualità della politica così da aumentare la fiducia nell’ amministrazione e contribuire al consolidamento della democrazia grazie all’ impegno dei cittadini nella società .
Le prime esperienze di e-democracy dimostrano che essa può essere usata per migliorare le operazioni di voto (Voto elettronico).
 Fonte: Movimento 5 stelle
In particolare la Germania risulta essere la nazione guida ma fu l’Estonia a sperimentare per prima tale voto. Non mancano altre esperienze in Italia come testimoniano alcuni programmi come il “Progetto Sesamo” al quale hanno aderito Piemonte, Valle d’Aosta, le province di Torino, Alessandria, Asti, Cuneo, Imperia, i Comuni di Genova e Noli; o anche il progetto “Salso 2.0” del comune di Salsomaggiore Terme.
Tuttavia, nonostante tali esperienze, emergono da alcuni studi fatti, alcuni ostacoli e limiti per la piena affermazione di tale progetto:
l’ascolto delle proposte dei cittadini è debole così come la visibilità online;
i servizi online sono poco promossi;
le iniziative online non sono promosse offline attraverso i canali tradizionali;
non viene incoraggiata la collaborazione tra cittadini online e quelli offline;
i cittadini interessati non vengono coinvolti direttamente;
non sono molto chiare le regole, i tempi e le modalitĂ stesse di partecipazione;
l’impegno è poco costante da parte di tutti.
Insomma l’e-democracy è ancora un progetto, non sviluppato radicalmente, nonostante l’accesso diffuso da parte dei cittadini alle informazioni politiche, renda più trasparente i processi decisionali. Non sarà forse che, noi cittadini, vogliamo in realtà rimanere all’ oscuro di tutto?
Riccardo Zizzi









