Intervista a Elisa Da Rin
Credo che il tea sommelier ideale debba avere tanta esperienza sul campo, il che significa viaggiare il più possibile nelle tea farms e piantagioni e bere litri e litri di tè diversi sempre ed ovunque senza prediligere (o rifiutare) alcuna varietà. Inoltre credo non debba essere troppo tecnico, rischierebbe di spaventare gli amatori del tè che non si vogliono approcciare in modo troppo accademico a questo mondo.
Sono felice di aprire questa rubrica con Elisa Da Rin Puppel che oltre ad essere una tealover dall’entusiasmo contagioso e una tea blogger e sommelier (sebbene senza titolo formale) dalle competenze poliedriche è anche una grande amica. Che segue questo blog sin dal suo primo giorno, come una fata madrina. Buon viaggio, dunque, a questa nuova avventura in cerca di ricordi, racconti e sorprese dalle soffitte immaginarie dei tealovers.
Non sei solo una tealover ma anche, e soprattutto, una tea-blogger. Il sottotitolo del tuo blog recita: “Il Bollitore is a blog about the TEA and "Not Only About Tea". Raccontaci di cosa si tratta.
Che domanda difficile! Complicata come definire la mia personalità. Il Bollitore, fondato 3 anni fa su Tumblr, è infatti un blog eclettico e multi-topic... proprio come me! Per quanto mi riguarda, è da una vita intera che provo a concentrarmi solo su una cosa, come ad esempio studiare solo giapponese o aprire un blog che parli esclusivamente di tè e focalizzarmi su quello... ma non ce la faccio proprio! Io sono così: se mi piace una cosa mi ci appassiono in modo ossessivo e studio tutto lo scibile che posso a riguardo, nella ricerca però, inevitabilmente, scopro svariati argomenti affini o correlati. Nel caso del mio blog spesso associo il tè al cibo, proponendo delle ricette con il tè, ai libri, alla poesia, e, perché no, alla musica, sempre presente nei miei tea-time! Quindi non posso proprio dire che Il Bollitore sia un blog specializzato in tè... ma posso sicuramente affermare che il tè è la sua fonte di ispirazione. Tutto il resto viene da sé in una sorta di atto creativo ed impulsivo.
Il tè più esotico che tu abbia mai provato?
La parola “esotico” mi fa venire in mente posti lontani e scenari inaspettati. Il posto più remoto dove ho viaggiato, a parte il Giappone dove attualmente vivo, è stato il Sud Africa. Non so se possiamo considerarlo effettivamente “tè” in senso proprio, poiché non deriva dalla Camelia Sinensis, ma per me il Rooibos in purezza, altrimenti detto tè rosso, è l’infuso più esotico e particolare che abbi mai assaggiato. Anche in questo caso, se posso consigliare un brand, vi suggerisco spassionatamente Carmien Tea, ho visitato la loro farm mentre mi trovavo lì e devo dire che il loro Rooibos è assolutamente di qualità!
Tra i libri sul tè che hai letto, quali sono state le letture più illuminanti? Segui delle riviste, online mag?
Il primo, vero, libro sul tè, che mi ha rapita e portata in uno dei luoghi dove nasce e viene raccolto, è stato Oro verde di Alan Macfarlene, al solo pensiero di quella storia così ben narrata e dei dettagli delle piantagioni mi vengono i brividi! Poi le mie bibbie sono state, e sono tutt’oggi, Manuale del sommelier del tè di Jane Pettigrew, Tea sommelier di Gabriella Lombardi. Per quanto riguarda le proposte on-line, seguo molto le tea news tramite post o foto sui social (in particolare Facebook ed Instagram), e sono solita andare a leggere gli articoli che mi interessano cliccando sul link diretto alla rivista o blog. Ho solo una rivista specializzata che seguo regolarmente, a mio parere la più interessante e ben scritta sia dal punto di vista di contenuti che formato: Fogli di tè, credo che nasca come un on-line magazine, ma io adoro stamparne la versione free in PDF a disposizione sul sito, per poi leggerla su carta e conservarla.
Qualche consiglio che vorresti dare ad altri tealover?
Bevete, bevete, bevete! In ogni angolo di mondo voi siate, qualsiasi tipo e forma di tè vi venga proposta... anche se non di buona qualità, anche se mescolato con altre bevande, anche se utilizzato come ingrediente per alcune pietanze... L’importante è assaggiare e scoprire nuovi gusti e sfaccettature dell’essenza che possono sprigionare le foglie della pianta del tè: una fonte di sorprese inesauribile!
Il testo integrale dell’intervista potete leggere qui.