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French politician Alain Pitte, late 1980s.
ehe
Un des "Anges et Démons" sculptures créées par l'entreprise ADN de Joël Pitte pour "Lille 3000" (2009) installé au "Couvent de Roubaix" lieu alternatif et culturel installé dans l'ancien "Couvent de la Visitation de Roubaix" créé par l'architecte Paul Destombes (1877-82), octobre 2024.
この間、Pitteというアプリからご依頼頂いたお客様にドラレコとバックカメラ、デイライト、フォグランプを取り付けしました💡百香亭という中華料理屋さんで駐車場で作業しました。青空作業は中々大変でしたが無事取り付け、御飯までご馳走になりました!ありがとうございます!つくばに来た際は是非、百香亭ご利用下さい😆ハイボリュームで美味しい中華です! #青空 #作業 #pitte #フィット #ドラレコ #ドライブレコーダー #バックカメラ #デイライト #フォグランプ #取り付け #百香亭 #美味しい #中華料理 #中華料理店 #大盛り #大盛りグルメ #人気 (百香亭) https://www.instagram.com/p/CNpGEjpA5IF/?igshid=1k9ztk46figvm

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Mi manca G., un sacco. Ho ancora l'agenda di Harry Potter che mi aveva regalato, i bicchieri con le immagini del cinematografo e qualche libro; ma la cosa più bella sono i bigliettini che ci mandavamo a scuola e i suoi disegni che mi facevano morire dal ridere. Ricordo vivissimamente il suo sorriso ebete quando voleva farmi scoppiare a sganasciare davanti ai prof e le sue facce emblematiche: avrebbe dovuto fare del cinema. Gli piacevano Bob Dylan e il cinema e guardavano un sacco di film pazzeschi durante quei pomeriggi nei quali eravamo teoricamente intenti a studiare. A merenda mi mollava sempre un pezzo del suo paninone, che suo papà preparava solerte alle cinque del mattino: erano i cinque secondi in cui dimenticavo di essere vegetariana. Il rapporto di G. con lo studio non era tormentato, ma pressoché nullo, non esisteva. E sì che in prima superiore gli piaceva un po' studiare qualcosa, in seconda anche studiacchiare, ma poi, scoperta la tecnica dell'inganno, basta: mi ricordo che nell'estate tra la prima e la seconda si trovò con l'acqua alla gola con i compiti di greco e latino e, titubante, li copiò da me. Fu solo l'inizio di una lunga serie di lavori amanuensi che si sarebbero moltiplicati e gli avrebbero permesso di affinare la sua tecnica, tanto da riuscire a guadagnarsi un 8 in un esercizio copiato dal mio, che era stato votato 6: le beffe della vita! Quando ho sofferto per amore, G. c'era, e anche dopo provò ad esserci per un sacco di tempo, ma non ci riuscì sempre. Ci allontanammo e poi ci ritrovammo, ma non era mai più niente come prima: c'era qualcosa di strano nel suo comportamento, o nel mio; qualcosa di diverso e trascinato nel nostro rapporto. Non so. Ho passato un sacco di mesi a chiedermi cosa mai fosse successo tra me e lui, senza capacitarmi e perdonarmi il fatto di avere perso il mio migliore amico, finché poi, molto tempo dopo, forse anche dopo la fine della scuola, penso di averlo capito. Non è facile stare accanto a chi non vuole nessuno, aiutare chi non vuole aiuto e sorridere a chi non sorride più, e questo l'ho capito solo ora. In realtà io sì che volevo amici, affetto, aiuto e soprattutto G., che era e sarà sempre l'amico più caro che ho avuto, ma non sapevo dimostrarlo, non sapevo sciogliermi, non sapevo un sacco di cose. Non sapevo di fare paura a tutti, non sapevo di allontanare le persone e me stessa pure, pensavo di essere rimasta come prima, ma non ero più come prima. E mi dispiace un sacco, caspita, non aver saputo dimostrare ai miei amici quanti gli volessi bene, specialmente a G., a cui ne volevo più di tutti. Non credo che sarà questo post a dimostrarglielo, ma tutto il tempo che abbiamo passato insieme, tutte le volte che gli scrivo o gli mando una canzone che sentivamo insieme e che nessuno sa cantare come me e lui in coro, quando registravamo note vocali da 21 minuti per prepararci alla versione del giorno dopo. Penso che nessuno sarà mai come G., che rimane sempre, perché come gli amici veri non mi stanco mai di nominarlo a casa e fuori e di pensare che qualcosa sarebbe più bello se lo facessi con lui, o cose simili. È vero che mi manca un sacco l'adolescenza e la scuola e il passato, e unicamente per le bellissime persone che ne hanno fatto parte, che sono state le migliori che potessi trovare. Sono stata molto fortunata e penso di esserlo tuttora, specialmente perché un giorno manderò a G. questo scritto strappalacrime e mi vergognerò un sacco, ma lui mi risponderà con un "ahah pitte" (ci chiamiamo così, e ci chiamavamo così anche quando litigavamo, ma questa è una lunga storia..), perché lo so, perché ormai lo conosco bene, dai. E soprattutto perché G. sa già tutte queste cose, anche se magari non me le ha mai dette, visto che alle parole, a buona ragione, preferisce le foto.. E ne fa sempre di bellissime. Evviva!
Those who watched that film will feel me on that