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Microactive: screening oncologico più veloce ed economico
L'Unione Europea finanzia MICROACTIVE, lo screening oncologico con una tecnologia studiata appositamente dai ricercatori europei per abbattere i tempi e i costi della prevenzione dei tumori uterini.
di Fabiana Fagnani
Per combattere i tumori è necessario attaccarli sul nascere, anzi prima ancora che si sviluppino; è proprio per questo che bisogna prevenire. Gli strumenti di prevenzione al tumore al collo dell'utero sono molti ma a volte anche costosi e con lunghi tempi d'attesa.
Un team di ricercatori finanziati dall'Unione Europea ha scoperto il modo per ridurre i tempi e i costi dello screening. Tutti gli esami di prevenzioni potranno essere eseguiti non necessariamente da medici specialisti ma anche da altro personale non specializzato; in questo modo si potrebbero avere stessi risultati guadagnando tempo e denaro. Questa iniziativa fa parte del progetto MICROACTIVE Automatic detection of disease related molecular cell activity, cioè rilevazione automatica di attività cellulare a livello molecolare correlata alle malattie.
Il progetto è finanziato da "Tecnologie per la società dell'informazione" del Sesto programma quadro dell'UE ed ha previsto un budget di 1,6 milioni di euro. Lo screening oncologico oggi viene effettuato con saggi molecolari scomodi e costosi che richiedono molto tempo da parte di personale qualificato. Questa nuova tecnologia promette una rivoluzione nella strumentazione diagnostica, attraverso l'utilizzo di tecnologie microfluidiche e di microfabbricazione all'avanguardia. Microactive si concentra sullo screening oncologico diretto alla ricerca di particolari ceppi di Hpv in grado di provocare il cancro.
Liv Furuberg ricercatrice presso l'ente di ricerca scandinavo SINTEF e coordinatrice di questo progetto ha affermato: "Il test si basa sul comprendere quali dei ceppi virali hanno causato l'anomalia, infatti esistono più di 100 ceppi virali e il sistema immunitario è in grado di combatterne il 97% mentre il 3% rimane mortale. I medici devono riconoscere di quale ceppo si tratta."
I nuovi laboratori di Microactive riducono a due passaggi un processo che solitamente ne richiede 20. I due processi che resterebbero potrebbero essere eseguiti facilmente, anche da personale non medico. La ricerca diagnostica di Microactive utilizza per queste analisi l'acido ribonucleico messaggero mRNA come un marker di virus attivo. Le tecnologie di screening oggi utilizzati consiste in test basati su cellule e rivelano nel 50-75% dei casi dei falsi positivi. Ecco perchè Microactive si affida agli mRNA codificati per particolari proteine.
Il test Microactive è molto semplice da eseguire: si preleva un campione di cellule dal pap-test tradizionale e lo si mescola ad un additivo all'interno di una siringa, la quale viene inserita nel primo laboratorio. Qui il campione viene estratto dalla siringa preparato e applicato ad un chip microfluidico monouso che consente il trasporto dei liquidi su piccola scala.
La prima fase del processo di rilevazione prevede lo svolgimento dell'amplificazione basata su una sequenza di acidi nucleici (metodo NASBA, nucleic acid sequence based amplification) al fine di creare un numero elevato di marker. Quindi, vengono aggiunti i biomarker (molecole sviluppate in vitro che si legano unicamente a tipi specifici di acido nucleico). Continua la Furuberg: "Nei nostri test, ci siamo occupati soltanto di due marker, perché tanto bastava per dimostrare il concetto ma nel chip monouso sono presenti otto canali, ciascuno dei quali può rilevare due virus contemporaneamente. Potremmo dunque eseguire uno screening per rilevare fino a 16 marker differenti".
Una vera sfida del progetto è stata quella di ottenere un campione di qualità sufficientemente elevata per la fase di amplificazione: ancora prima di prelevare il campione cervicale, i ricercatori hanno studiato nei minimi dettagli ogni aspetto del processo per elaborare un approccio più diretto possibile. "Il livello qualitativo necessario è stato raggiunto", ha concluso Furuberg.
Il sistema di MICROACTIVE ha fatto registrare risultati equivalenti o addirittura superiori a quelli degli attuali standard in uso per la rilevazione dell'HPV.
http://cordis.europa.eu/search/index.cfm?fuseaction=news.document&N_LANG=EN&N_RCN=32706&pid=0&q=153564B302858E088BC293ED0EA39FDB&type=sim
Risultati Pap-test: impatto negativo sulla salute mentale
Avere un pap-test positivo ad anomalie delle cellule epiteliali del collo dell'utero può avere effetti molto negativi sulla psiche delle donne.
di Fabiana Fagnani
Il Centro di ricerca Universitario del Quebec in Canada UREPS (Unité de recherche en santé des popolazioni), ha studiato gli effetti psicologici che un risultato positivo del pap-test può avere nei confronti sulle donne. L'indagine condotta su 492 donne con risultato anormale di pap-test e 460 con un risultato anormale reclutate in tutto il Canada. Lo studio ha avuto la durata di due anni, dall'agosto 2006 all'agosto 2008 ed è stata pubblicato l'11 giugno su Unbound Medline.
Tre fattori hanno influenzato la ricerca: la situazione socio-demografica in cui vivevano le donne, la loro attività sessuale e la gravità dei risultati del pap-test. Nelle donne che avevano ricevuto un responso che evidenziava delle anomalie si sono avuti attacchi di ansia, la quale però è diminuita con il passare del tempo. Il 35% delle donne presentava stati di ansia significativa fino a 12 settimane dopo il pap-test. Questa percentuale di donne rappresentava una categoria appartenente ad un basso livello socio-economico, che non aveva ben compreso i risultati del responso e che percepiva molto alto il rischio di incorrere in un tumore al collo dell'utero.
Questo studio, hanno concluso i ricercatori, ha dimostrato come ricevere un pap-test anormale comporti un impatto significativamente negativo sulla salute mentale delle donne. Ricevere un Pap test anormale ha un impatto statisticamente significativo e clinicamente negativi sulla salute mentale. Tuttavia, questo effetto negativo scompare dopo 12 settimane per la maggior parte delle donne.
http://www.unboundmedicine.com/medline/ebm/record/21695747/full_citation/The_psychosocial_impact_of_an_abnormal_cervical_smear_result_
I RISULTATI DEL PAP-TEST: LEGGERE E COMPRENDERE
L'Azienda USL Roma C ha organizzato uno screening del tumore dell'utero offrendo a tutte le donne di età compresa tra i 25 e 64 anni, residenti nei Municipi Roma VI, IX, XI, XII, la possibilità di effettuare gratuitamente un pap- test ogni 3 anni. Il pap-test consiste nel prelevare con una piccola spatola alcune cellule del collo dell'utero che verranno strisciate su un vetrino ed analizzate nel laboratorio di citologia. Ma come di leggono i risultati del pap-test? Ecco come comprendere il responso di questo importante test di prevenzione.
di Fabiana Fagnani
Il Pap test è il più facile e utile test di prevenzione che riesce a riconoscere il tumore al collo dell'utero anche quando non ci sono sintomi grazie all'individuazione delle lesioni pre-cancerose che potrebbero diventare pericolose. Di solito si consiglia il pap-test alle donne di età compresa tra i 25 e i 64 anni, anche se in molti casi è utile iniziare in concomitanza con il primo rapporto sessuale.
Esistono due tipi di "strisci vaginali" in grado di individuare delle anomalie o delle infezione nell'utero:
1)Il Pap test, che serve a individuare solo eventuali tumori o lesioni che possono trasformarsi in tumore del collo dell'utero;
2) Lo striscio batterioscopico o batteriologico, che individua le cause di un'infiammazione. Una volta individuato il problema si prosegue con la scelta di una cura più idonea.
Nascita del pap-test
Le malattie del collo dell'utero sono molto comuni, Possono variare da problemi semplici, quali infezioni e infiammazioni, a quelle più serie, quali displasia e cancro. Alcuni tipi di alterazioni cervicali possono trasformarsi in cancro. La prima soluzione al problema fu proposta all'inizio degli anni 40' (1943); sebbene non si sapesse ancora la causa che provocava il cancro del collo uterino, fu proposto un esame, per l'epoca rivoluzionario, ma di semplice attuazione e sopratutto di basso costo, che era in grado di prevedere, con anni di anticipo, l'insorgere del cancro del collo uterino. Nacque il Pap Test il cui nome deriva dalle iniziali del citologo Rumeno che lo inventò e mise a punto: Il Dr. Papanicolau. Il Pap Test ha il compito di valutare la normalità delle cellule del collo dell' utero, di rilevare infiammazioni e individuare le pazienti che sono affette da lesioni uterine con potenzialità evolutiva in senso neoplastico, quindi tumorale.
Cellule epiteliali anomale e lesioni uterine
Le lesioni vanno sotto il nome di Displasia ovvero "alterato sviluppo" delle cellule dell'utero. Queste sono cellule trasformate che si comportano come "ribelli" e non ubbidiscono più alle regole che disciplinano le cellule epiteliali normali che rivestono la superficie del collo dell'utero. Queste non hanno più l'inibizione da contatto con le altre cellule, pertanto tendono a moltiplicarsi senza limiti anche a costo di sovrapporsi una sull'altra (es. formazioni condilomatose). Sono in grado di moltiplicarsi velocemente e che inducono la formazione di nuovi vasi capillari necessari per il loro nutrimento.
Alcune volte, intorno alla membrana delle cellule epiteliali si produce uno strato di cheratina che le rende più resistenti (cheratosi displastica). La cheratina è di colore bianco trasparente perlaceo, che reagisce all'acido acetico accentuando l'intensità del colore bianco. Spesso infatti, la displasia in colposcopia appare come un area bianca, che può essere piatta oppure piramidale. Quando la displasia diventa grave, le cellule diventano più aggressive, aumentano la loro capacità di infiltrasi tendendo a superare la membrana basale che separa i tessuti epititeliali da quelli connettivali (stoma).
Interpretare le sigle nei risultati del pap-test
Esistono due gradi di displasia che possono risultare dai referti del pap-test: LSIL (Lesione intraepiteliale squamosa di basso grado) e HSIL ( Lesione intraepiteliale squamosa di Classificazione Bethesda System 2001 - 2002 . Qual'è la causa che rende le cellule displasiche? Un'infezione virale come l'hpv (human papilloma virus) che ha un ciclo vitale oncogeno che penetra nella cellula, libera il proprio Dna e si fonde con il Dna della cellula stessa. Si ottiene così una cellula ibrido metà umano e metà virale che può generare il cancro. Il riconoscimento microscopico di tali lesioni consente il loro trattamento grazie ad interventi chirurgici limitati e conservativi della funzione dell'utero, impedendo così la loro degenerazione in senso neoplastico.
Perché in alcuni Pap Test si parla di CIN? Cos'è il CIN? Il CIN è una vecchia classificazione del Pap Test, (letteralmente: Cervical Intraepitelial Neoplasia) esistono tre gradi di CIN:
Il CIN 1 che corrisponde alla displasia lieve, il CIN 3 che corrisponde alla displasia grave, infine il CIN 2 che doveva essere una via di mezzo, tra la dispalsia lieve e quella grave; invece con il tempo, si è visto che è solo sinonimo di confusione, in effetti non esiste una displasia media, la displasia o è lieve o è grave. Purtroppo il CIN 2 ancora oggi crea confusione e sopratutto ha prodotto molti errori di trattamento, per esempio: sono state effettuate molte conizzazioni che potevano essere evitate. Per questo motivo, nel 2001 in un congresso mondiale che si è tenuto a Bethesa, si è deciso di abbandonare la vecchia classicazione del CIN ed adoperare la nuova classificazione LSL/HSIL (Displasia Lieve /Displasia Grave).
Alcune volte nei risultati di alcuni pap-test risulta un'altra sigla: ASCUS significa che nel Pap Test sono state trovate delle cellule squamose atipiche (in pratica cellule alterate) che però non è possibile determinare se siano benigne o maligne. Questo non significa che il Pap Test è stato effettuato in modo errato e quindi è da ripetere, occorre invece capire cosa ha provocato l'ASCUS. Pertanto occorrerà procedere con ulteriori accertamenti (Colposcopia, Biopsia, ricerca ed eventuale tipizzazione del virus HPV, esami batteriologici).
Se si vuole fare un pap-test, una colposcopia o un test hpv ci può recare al Fatebenefratelli isola Tiberina di Roma, li potrete prenotare tutte le visite che desiderate e gli accertamenti, telefonando direttamente allo 06/68371-484 reparto di ginecologia.
LA PREVENZIONE CON SEMPLICI ESAMI
Il cancro del collo dell’utero è al secondo posto tra i tumori che colpiscono le donne, preceduto solamente dal carcinoma della mammella. questo tumore risulta del tutto prevedibile o ben curabile se rilevato o trattato precocemente.
di Fabiana Fagnani
L’insorgenza del cancro del collo dell’utero non è in genere un evento improvviso, ma è caratterizzata spesso da una lenta gradualità di evoluzione, cioè da progressive modificazioni della mucosa di rivestimento del collo che da normale diventa (per motivi non sempre riconosciuti) piano piano alterata fino ad arrivare al cancro. In altre parole, il tumore insorge su lesioni displastiche che, quindi, rappresentano uno stadio di passaggio (facoltativo) verso il cancro. E’ questo particolare andamento evolutivo che permette nella maggior parte dei casi una diagnosi precoce con conseguente netto miglioramento della sopravvivenza e della qualità della vita.Il senso della prevenzione dei tumori maligni è sorvegliare e curare quelle lesioni che sappiamo poter essere precancerose. L’individuazione e il trattamento delle lesioni precancerose è quanto il ginecologo può fare in senso preventivo delle neoplasie. La prima modalità di prevenzione è quella di effettuare almeno una volta all'anno una semplice visita ginecologica. Seguono poi altri esami specialistici ma molto efficaci:
PAP TEST
Ideato e messo a punto da un medico greco emigrato negli USA, Papanicolau (1943), è stato e rimane il primo esame usato su larga scala per la diagnosi precoce dei tumori del collo dell'utero. L'esame semplice ed indolore consiste nel prelevare un pò di secrezione vaginale che viene, poi, analizzata al microscopio da personale specializzato. L’ideale è eseguirlo una volta l’anno.
COLPOSCOPIA
Inventata da un ginecologo tedesco, Hinselmann (1925), consiste nell'osservare il collo dell'utero, colorato con delle sostanze specifiche, attraverso un particolare microscopio. É un esame non fastidioso ed è eseguito direttamente dal medico specialista; permette di localizzare in modo preciso le lesioni e di dare, molte volte, una risposta immediata. Nello screening dei tumori del collo occupa non solo una posizione centrale, ma permette anche una più efficace esecuzione degli altri esami: Pap Test e Biopsia Mirata. Può essere eseguita in qualsiasi momento nell'intervallo tra due mestruazioni. Va effettuata almeno UNA volta l'anno a tutte le donne, in quanto è indispensabile per una reale prevenzione. Per il collo dell'utero, l'abbinamento delle due metodiche (Pap test e Colposcopia) migliora la precisione degli accertamenti, che sfiora in tal caso, il 100%.
VULVOSCOPIA
Simile alla colposcopia per mezzi e coloranti è indispensabile per la individuazione delle lesioni virali della vulva. Utile per uno studio più approfondito delle malattie della vulva.
ISTEROISCOPIA O MHC
Di origine più recente, di paternità francese, Hamou (1979) è un esame eseguito con una sonda sottilissima, molto meno di una matita, che senza problemi particolari può, anche ambulatoriamente, essere introdotta nell'utero per guardare là dove non possono né la colposcopia né il Pap test, esami che, d'altra parte, servono SOLO per la prevenzione dei tumori di quella parte dell'utero il collo. É un'indagine che si sta dimostrando utile per meglio definire alcune forme tumorali del collo mentre è sempre più valida per la diagnosi precoce dei tumori del CORPO dell'utero frequenti soprattutto dai 50 anni in su e che stanno aumentando di numero in rapporto alle mutate condizioni socio economiche ed all'allungamento dell'età media.
BIOPSIA
Nel caso che la colposcopia o il pap-test o la Mhc abbiano evidenziato lesioni da studiare ulteriormente, viene effettuato un prelievo (biopsia) di un piccolo frammento di tessuto che viene, poi, analizzato al microscopio. É solamente in base a questi ultimi dati che può essere posta la diagnosi certa di malattia tumorale che- è bene ricordarlo- se diagnosticata in tempo, è guaribile perfettamente. Ma soprattutto è importante sapere che con l'associazione degli esami sopra riportati il cancro può essere addirittura, molte volte, PREVENUTO.
COMPLEMENTARITA’ DEI DIVERSI METODI DIAGNOSTICI
Nessun metodo di indagine medica è infallibile nei confronti del cancro, nemmeno il microscopico. Non bisogna accordare fiducia cieca a nessuno di essi preso isolatamente. Il sistema più sicuro è di utilizzarne diversi con il doppio scopo di confrontarli tra essi in un primo momento ed obiettivare, successivamente, attraverso le loro divergenze la “personalità” di alcuni cancri dell’utero. L’errore diagnostico rimane impigliato nel filtro dei diversi test perché non ha mai un decorso perfettamente rettilineo o per lo meno è infinitamente meno probabile che esso lo abbia nei confronti di più filtri che verso uno solo. Molto spesso i sospetti sono infondati; altre volte sono purtroppo indice di una realtà maligna. La situazione va allora affrontata con senso di consapevolezza e di responsabilità. Ma non è assolutamente il caso di disperare: la scienza ha fatto grandi progressi anche nel campo delle terapie ed oggi è possibile portare a guarigione completa un grandissimo numero di donne ammalate. La terapia di prima scelta è tuttora chirurgica, affiancata da quella radioterapica e chemioterapica. Il sapiente uso di questi mezzi è uno dei segreti del successo terapeutico. Sostiene Eugenio Fusco ginecologo dell'Ospedale di Pesaro nel sito dell'area oncologica di SaluteDonna.it
http://www.salutedonna.it/prevenzione%20tumori%20collo%20utero.htm

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