Che mistero molecolare nascondono quelli che si accontentano? Nel corso degli anni in cui mi sono impegnato a fare le cose che volevo, essenzialmente fra i trenta e i quaranta, mi è successo d’imbattermi in persone giovani e chiaramente capaci che facevano lavori provvisori (o almeno così a me sembravano), tipo le fotocopie in una cartoleria, e di pensare che un giorno, tornando in quel negozio, non li avrei più trovati, perché nel frattempo sarebbero certamente riusciti a realizzare qualche progetto più ambizioso che immaginavo avessero continuato a coltivare con tenacia e pazienza mentre si guadagnavano da vivere fotocopiando planimetrie, atti giudiziari e dispense universitarie. Invece poi sono rimasti lì, a distanza di tutti questi anni, lavorano ancora nella stessa cartoleria, e se li guardo meglio capisco che quella vita gli basta, che non ne volevano un’altra, e stanno bene dove stanno. È quando mi trovo davanti a persone così che penso d’aver sbagliato un sacco di cose. Sapessi quali. Diego De Silva, Sono contrario alle emozioni