L’anno chiave per la storia dei media si trova nel XX secolo: il 1936. In quest’anno il matematico Alan Turing scrisse un saggio dove forniva la descrizione teoretica di un computer ad uso generale (la macchina universale di Turing). Pur svolgendo solo quattro operazioni, quella macchina effettuava tutti i calcoli di cui era capace un essere umano e imitava qualunque altra macchina da calcolo. Operava leggendo e scrivendo numeri su un nastro continuo, ad ogni operazione il nastro avanzava per eseguire il comando successivo, leggere i dati o scrivere il risultato: il suo diagramma di funzionamento ricorda quello di un proiettore. Pensando infatti alla parola cinematografo (scrivere in movimento) si può capire l’essenza del cinema come registrazione e immagazzinamento di dati visibili su un supporto materiale. La cinepresa registra i dati su una pellicola, il proiettore li legge.
La macchina cinematografica assomiglia ad un computer: i dati e il programma devono essere immagazzinati da qualche parte. La macchina di Turing legge le istruzioni e i dati immagazzinati su un nastro continuo e scrive i risultati in un altro spazio di quello stesso nastro.










