Queste due coperte, da poco allestite negli ipogei del MUSMA, sono la restituzione e ciò che rimane del progetto performativo e installativo di Giovanni Gaggia "Il tempo se ne va" curato insieme a Simona Spinella nel 2022. Sono la testimonianza di un processo complesso e condiviso con la città. La memoria dei luoghi, il corpo che diviene azione e teatro, il gesto che si fa simbolo e atto, la manualità e la pratica di relazione e condivisione, sono stati il filo conduttore di una progetto stratificato, nella costruzione del quale l’intimità della danza e dell’agire personale si è allargata, nel corso dei mesi, a una dimensione collettiva, nell’ombra dello sguardo di Pasolini. Ora dopo diversi mesi è bello e commovente vedere questi rotoli di sapienza antica e contemporanea che dialogano con le pietre della città. Non è il tempo che manca, siamo noi che manchiamo al tempo.












