Le Radici del Vampiro
Un altro film su Dracula. Ma quanti ne hanno fatti. Ma cosa ne so. Però mi viene da rispondere: tanti. Troppi, se si considera la qualità di alcuni di essi. Comunque, nel caso di Dracula untold il regista vuol darci a intendere che si è voluto tornare alla radice del problema. Raccontando come fu che Vlad Tepes - personaggio storico transilvano, conosciuto con il delizioso nomignolo di Impalatore - divenne vampiro per una nobile causa: salvare, cioè, il proprio popolo dalla crudeltà dei turchi. In realtà, il suddetto principe poco c'entra con il letterario Dracula, creato dallo scrittore irlandese Bram Stoker, il quale ne fece il protagonista indiscusso di un romanzo dalla struttura sorprendentemente moderna, ottenuta assemblando una serie di finte testimonanze dirette. Ne risulta un'opera polifonica che racconta la vicenda da svariati punti di vista soggettivi. Quello, però, era e resta un capolavoro. Cosa che non è certo Dracula untold. Va bene: siamo davanti a un giocattolone abbastanza divertente, che applica le regole degli action movies al genere horror-storico (conio questa definizione perché al momento altre non sono riuscito a partorirne). Le scene d'azione non sono male. I duelli nemmeno. C'è anche spazio per una marchetta di classe: Charles Dance (Il bambino d'oro, Misfatto bianco, L'isola di Pascali, Alien³, e Michael Collins, tanto per citare), che effettivamente ci regala una credibile e carismatica figura di vampirone antico e potente. Registriamo perfino una buona dose di battutone tipiche, appunto, delle pellicole d'azione (anche se vorrei proporre una menzione di biasimo per quella che ritengo la frase peggiore: il tempo è sempre troppo breve per chi ne ha bisogno, ma per coloro che amano dura per sempre). Alla fine, però, quello che ti rimane fra le dita non è granché. Anche se ammetto di non essere deluso. Poco mi aspettavo. E poco ho avuto.

















