Guardarti, mentre ridevi con me, di me, mentre i tuoi occhi si facevano minuscoli, era sorprendente per un cuore come il mio che non aveva mai perduto nemmeno un battito. E poi mi sono ritrovata così tanto dentro te che a momenti soffocavo, come dentro a un labirinto, così tanto dentro te che ancora adesso non ritorno in me. Almeno fino a che non mi sono accorta che non avrei potuto farci più nulla, e non era più un gioco. Eppure io non avevo mai smesso di giocare. Per questo mi hai fregato: un minuto prima era un gioco e invece quello dopo ero già dipendente da te. Già stupidamente tua, già stupidamente tua.
Marzia Sicignano















