“La faccenda della virilità tossica, il timore di cosa potessero pensare gli altri, ma soprattutto la paura di finire uccisi. Quest’ultimo punto gli aveva messo i brividi addosso quando avevano visto Brokeback Mountain, tanto che aveva distolto lo sguardo a un certo punto, ruminando l’interno della guancia e prendendo un paio di respiri profondi. Si era rivisto così bene nella fine di Jack, da non riuscire a sopportare la visione del film né il dolore che gli aveva ricordato. Perché, a distanza di decenni rispetto a quando era stata ambientata la pellicola, le cose erano cambiate moltissimo, eppure si poteva ancora finire ammazzati di botte solo per la propria omosessualità. Incredibile come certe persone faticassero ancora a capirlo, e dicessero che ormai a nessuno importava con chi si andasse a letto, che non c’era bisogno di mettere i manifesti e fare coming out. Tienitelo per te. Lex se lo era tenuto per sé da quando aveva quattordici anni e della vita gli era parso di conoscere solo ciò che si vedeva dallo spioncino di una serratura. La negazione, i sotterfugi, vivere chi era in maniera parallela a ciò che mostrava. Poteva considerarla davvero “vita” quella? La società eterosessuale, spesso, pretendeva così tanto dalle persone queer, che il popolo LGBTQ si ritrovava senza nessuna reale libertà tra le mani, ma solo quelle di comodo che gli altri gli dicevano di stringere. Questo puoi farlo, questo no. Questo puoi dirlo, questo no. E Lex si era adeguato a quelle regole non scritte, a quelle imposizioni sottili che ti facevano sentire in colpa per aver pensato di poter scegliere da solo come comportarti. Ma da quando era finito in centrale e aveva trovato Mikey, aveva iniziato a sentire con estrema chiarezza quanto quella condizione gli stesse stretta. Come un pantalone della taglia sbagliata. E quei semplici, banali film avevano rotto prima la cerniera, poi fatto saltare il bottone, poi strappato il tessuto. Un pensiero alla volta, una questione alla volta. Con ironia, leggerezza o anche dramma. Si poteva far riflettere in tanti modi, ma la cosa più incredibile, per lui, era stato scoprire come i suoi stessi problemi e dubbi fossero stati già affrontati, fossero una cosa che apparteneva a tante altre persone. Era stato chiuso al mondo per troppo tempo e uno spioncino non sarebbe mai stato sufficiente per avere una visione del tutto completa.”