Lettera Tergestina
Cara amica, permettimi di chiamarti così, con sincerità cordiale, cara amica dicevo, ti scrivo questa lettera per ringraziarti di questi giorni bellissimi passati con te. Hai scelto di accogliermi con la Bora più forte e le sue raffiche fredde per farmi sentire più caldo il tuo abbraccio, l’hai fatto, io credo, per consentirmi di capire che il regalo del sole, Domenica, sarebbe stato un dono prezioso, che si deve avere gioia infinita per le cose donate e non rammarico per quelle che si vorrebbero ma non ci sono. Raccogliere con gratitudine e mai con rimpianto. La vita è come studiare la tattica possibile dall’alto della Napoleonica: dove si vedono raffiche e vuoti di vento disegnati sul mare, per poi scombinare le previsioni il giorno dopo con la necessità di trovare i refoli migliori e le condizioni diverse, che il turbine delle situazioni al momento propone. Ho un senso di meraviglia per le cose nuove che ho scoperto in questo nuovo piccolo viaggio, condotto per terra, ma destinato al mare: il mare che è il primo respiro vitale per chi ti visita con questo golfo rotondo come un sorriso, quando il sole di fronte a qualcuno fa chiudere gli occhi, ma non a me che voglio berlo tutto, centellinandolo come un bicchierino d’Erba Luigia. Ho scoperto di te più a fondo, come dentro alle grotte della Kleine Berlin, vivendoti più dentro e cercando di capire come sia la tua vita di tutti i giorni, quando io sono lontano, dall’altra parte del mare. Ho partecipato alle tue feste che in questi giorni hai saputo preparare con tanto calore e tanti amici, gustando assieme il sapore della tua terra, che è fatta di persone indomite solide e forti come paprika, ma anche dolci come mele ed uvette. Mi sono sentito a casa, quasi a parlare di piada e di cassoni, perché quello che costruisce la casa sono gli affetti, i muri e i dialetti non contano, sopratutto qui da te uniscono ed è come un miracolo. Vivo con te anche il tuo momento difficile con questo periodo pieno di preoccupazioni e di pensieri pesanti, con il lavoro che si perde, togliendo il colore della certezza, ma non quello della caparbietà che ricolora la speranza di quel verde che in barca non si usa, ma che alla vita fa bene. Ti ringrazio infine di questa immensa festa del mare che tu guardi con amore dall’alto delle tue salite dove i fari brillano come occhi che scrutano e proteggono le 1.800 barche, i 25.000 marinai che si affollano davanti a te per partire e tornare in poco tempo a concludere la regata; talmente poco che viene spontaneo promettersi che ci si vedrà di certo il prossimo anno, sperando che possa essere anche prima: a Dio piacendo. Tu sì che sai rendere preziosi i momenti insieme, fatti d’oro come le nuvole del mattino prima della grande gara, di quel metallo prezioso che non è freddo, perché basta il tocco di una mano ed ecco che si scalda subito. Ho scelto questa immagine per ricordarmi del tempo passato con te in questi giorni che sono volati: spinti da un vento poderoso e benevolo; mi hanno lasciato pieno di cose buone e di ricordi caldissimi: ricordi di te. Arrivederci a presto, intanto sappi che ti porto nel cuore, ogni giorno, Tuo Max
Cara amica, permettimi di chiamarti così, con sincerità cordiale, cara amica dicevo, ti scrivo questa lettera per ringraziarti di questi giorni bellissimi passati con te. Hai scelto di accogliermi con la Bora più forte e le sue raffiche fredde per farmi sentire più caldo il tuo abbraccio, l’hai fatto, io credo, per consentirmi di capire che il regalo del sole, Domenica, sarebbe stato un dono prezioso, che si deve avere gioia infinita per le cose donate e non rammarico per quelle che si vorrebbero ma non ci sono. Raccogliere con gratitudine e mai con rimpianto. La vita è come studiare la tattica possibile dall’alto della Napoleonica: dove si vedono raffiche e vuoti di vento disegnati sul mare, per poi scombinare le previsioni il giorno dopo con la necessità di trovare i refoli migliori e le condizioni diverse, che il turbine delle situazioni al momento propone. Ho un senso di meraviglia per le cose nuove che ho scoperto in questo nuovo piccolo viaggio, condotto per terra, ma destinato al mare: il mare che è il primo respiro vitale per chi ti visita con questo golfo rotondo come un sorriso, quando il sole di fronte a qualcuno fa chiudere gli occhi, ma non a me che voglio berlo tutto, centellinandolo come un bicchierino d’Erba Luigia. Ho scoperto di te più a fondo, come dentro alle grotte della Kleine Berlin, vivendoti più dentro e cercando di capire come sia la tua vita di tutti i giorni, quando io sono lontano, dall’altra parte del mare. Ho partecipato alle tue feste che in questi giorni hai saputo preparare con tanto calore e tanti amici, gustando assieme il sapore della tua terra, che è fatta di persone indomite solide e forti come paprika, ma anche dolci come mele ed uvette. Mi sono sentito a casa, quasi a parlare di piada e di cassoni, perché quello che costruisce la casa sono gli affetti, i muri e i dialetti non contano, sopratutto qui da te uniscono ed è come un miracolo. Vivo con te anche il tuo momento difficile con questo periodo pieno di preoccupazioni e di pensieri pesanti, con il lavoro che si perde, togliendo il colore della certezza, ma non quello della caparbietà che ricolora la speranza di quel verde che in barca non si usa, ma che alla vita fa bene. Ti ringrazio infine di questa immensa festa del mare che tu guardi con amore dall’alto delle tue salite dove i fari brillano come occhi che scrutano e proteggono le 1.800 barche, i 25.000 marinai che si affollano davanti a te per partire e tornare in poco tempo a concludere la regata; talmente poco che viene spontaneo promettersi che ci si vedrà di certo il prossimo anno, sperando che possa essere anche prima: a Dio piacendo. Tu sì che sai rendere preziosi i momenti insieme, fatti d’oro come le nuvole del mattino prima della grande gara, di quel metallo prezioso che non è freddo, perché basta il tocco di una mano ed ecco che si scalda subito. Ho scelto questa immagine per ricordarmi del tempo passato con te in questi giorni che sono volati: spinti da un vento poderoso e benevolo; mi hanno lasciato pieno di cose buone e di ricordi caldissimi: ricordi di te. Arrivederci a presto, intanto sappi che ti porto nel cuore, ogni giorno, Tuo Max














