Un anno, un anno da quel giorno dove tutto è finito, l’inizio della fine, la nostra uscita tragicomica, tu che scappi per non farti vedere, il santo, il nostro posto che si trasforma in via mazzini e ci passa tutta Avesa e noi che ci diciamo tutto quello che pensiamo in quel momento e non sappiamo neanche bene cosa sarà di noi, non sappiamo che poi riparleremo di tutto al mio compleanno da sbronzi, che ci saranno due mesi di silenzio, di indifferenza, che poi ritorneremo a parlarci, a ridere e scherzare come niente fosse. Non immaginavamo certo che ci saremmo ritrovati a fare quel dannato discorso, non avrei mai pensato di dover rifiutare la tua proposta, non avrei mai pensato di riceverla una proposta del genere, da te poi, mai proprio e poi di nuovo silenzi, pianti, tanti pianti da parte mia, domande rimaste senza risposta e cose non dette, tante, tantissime, e anche notti insonni, pomeriggi a fissare il soffitto, poi l’estate e un minimo di riavvicinamento, ma non troppo, non sia mai che poi riparto a domandare e tu a non rispondere. Il campo, una settimana insieme, quasi come ai vecchi tempi a scherzare e ad essere complici, certo sempre con il distacco, perché non sia mai che poi mi faccio strane illusioni ed eccoci qui, ad un anno esatto da quel giorno così diverso da oggi e non è cambiato tanto, se non che abbiamo capito che siamo veramente diversi e che tu col tempo, non si capisce cosa sia successo ma sei diventato superficiale, davvero tanto e io riesco a vederti solo come il Nico che ho conosciuto un anno fa, quello che mi scriveva e faceva il simpatico, non quello stronzo che sei diventato nel frattempo. Io ti voglio ancora tanto bene e vorrei che anche tu me ne volessi e così, sarai il desiderio che esprimerò anche a questo compleanno. Mi manca il mio amico, quello con cui scherzavo, con cui mi confidavo anche, mi manchi tanto Nico...