Pace,
la pace che non hai avuto mai
adesso la cerchi dappertutto.
Le discoteche fanno chiasso,
ti danno fastidio persino le porte che sbattono.
No,
non sei capace di goderti il silenzio.
La pace che non hai avuto mai,
è questo che vuoi,
qualcuno che ti ascolti
per pareggiare i conti
con tutte quelle volte che volevi gridare cose
ma a nessuno importava niente,
con tutte quelle volte che iniziavi una frase
e gli adulti
la stroncavano sul nascere.
Amore,
non c’era nessuno la prima volta
che ti hanno spezzato il cuore,
non c’era nessuno quando avevi il magone,
quando sudavi freddo,
quando deliravi per la febbre,
quando ti tremava il mento,
non c’era nessuno a fare attenzione al tuo umore –
è questa la solitudine.
Non c’era nessuno, e non perché non volessero esserci,
ma perché le persone vogliono bene
alle persone in modi differenti,
perché non tutti sanno aprirsi,
e più tu correvi con le braccia aperte
in cerca di un abbraccio,
più non trovavi niente:
porte chiuse,
i tuoi occhi pieni di lacrime.
Crescere da soli
significa avere abbastanza forza per farcela
in ogni occasione,
ma significa anche non avere mai le parole
per dire a qualcuno: “Ti voglio bene”.
Ora la rabbia ti mangia
per tutte quelle volte che non hai potuto sfogarla
e l’hai lasciata dentro di te,
e sei un mucchio
di frasi non dette,
di occhi lucidi da asciugare sul cuscino.
Una volta
hai pianto così tanto
che stavi soffocando,
ti sei nascosta nell'armadio
per non farti più trovare da nessuno.
“Perché mi manca sempre qualcosa?”
hai pensato.
“Perché non riesco a non sentire una fitta nel petto
anche per le cose più stupide?
Perché ho sempre questa sensazione
di non essere piena, completa, capita,
come se ci fosse sempre qualcosa
da trovare senza trovarla mai?
Senza trovarsi mai?”
Pace,
quella che non hai mai avuto,
la cerchi nelle piccole cose,
no,
tu non vuoi quello che vogliono tutti,
vuoi le carezze che ti sono mancate,
vuoi le parole di conforto che non hai mai sentito,
vuoi i baci piccoli e vuoi sentirti protetta
per tutte le volte che l’armadio era troppo stretto,
ma pur sempre l’unico posto sicuro
per non farti vedere fragile,
per nasconderti dalle paure.
Quando parli e nessuno ti ascolta
la voglia di parlare, poi, ti passa.
Hai un vuoto dentro grande quanto la luce dei tuoi occhi:
che contraddizione magica.
Pace,
quella che non hai mai avuto,
una tisana calda prima di dormire,
quella che non ti hanno mai preparato,
il solletico sulle guance,
le attenzioni che ti riempiono la pelle,
non vuoi quello che vogliono gli altri,
vuoi le cose semplici
perché non le hai
avute mai.
Pace,
sentire che non c’è più niente da rincorrere,
pace,
respirare libera
fino a piangere.
Morire in un abbraccio
per rinascere,
sapere che sei importante,
ecco,
vuoi mostrarti così forte, così grande,
ma nel tuo corpo di donna,
nei tuoi occhi pieni di coraggio,
c’è una bambina
fragile.