17.12.76 Bagno dei Prefetti - Hogwarts
N: « Gnn » mugugna allargando le labbra in orizzontale. « Ho scoperto la parola » e picchietta sulla porta, giusto per far capire che si sta riferendo a quella necessaria per aprirla. « Dai andiamo che devo lavarmi » esclama, sempre apatico, e rimarcando l’ovvio, dal momento che tutti possono accertarselo standogli vicino. « Vermicoli morti » dice poi, quasi solenne, aspettando che la porta si apra. E se non vuole andare prima lei, entra lui, senza problemi di galanteria.
M: Lui le apre la porta, dopo quel dire che è davvero strano, e mentre va a precederlo, la destra si appoggia quasi casualmente sull`impugnatura della bacchetta «Credevo non volessi più parlarmi, o quasi.» glielo dice sinceramente, voltandosi praticamente subito per non rimanere troppo senza nulla da guardare. Il bagno oramai lo conosce, alla festa di Ciaran c`erano entrambi, ma ciò non toglie che è un`occhiata superficiale quella che dona al luogo, tornando con le iridi grigio-verdi, su di lui «Cambiato idea?» domanda, in tono neutro.
N: « Gnn » le risponde così « volevi che scoprissi la parola.. ed eccoci » dice, sorridendole in modo furbo. E visto che lui non ha alcun tipo di problema, ecco che slaccia il fiocco, facendo scivolare a terra il mantello, dopo che ha lasciato la borsona con dentro le cose per lavarsi e cambiarsi. Porta quindi le mani ai fianchi, e tira via il maglione, che è tipo più peso di cinque kili. E lo alza, senza esibirsi troppo, con la canotta che esce dai pantaloni e si alza pure quella, palesando un addominale, secco, ma che si sta amplificando nella sua massa muscolare. Ci vuole poco, a quest’età, anche se i cambiamenti possono essere pochi. Si toglie quindi il maglione, e lo fa cadere, producendo pure rumore. La canotta, si riabbassa comunque, lasciando visibili solo le spalle più larghe dello standard dei suoi coetanei. « Che ci facevi l’altro giorno con quelli di classe mia?» chiede ora, riferendosi al gioco della bottiglia.
M: Lui comincia a spogliarsi, e lei in tutta risposta va a sedersi a bordo vasca spizzandolo solo di tanto in tanto, più interessata a tirare fuori dalla sacca il suo pacchetto di Merlino`s sgualcito, andandosene ad accenderne una tenendola tra indice e medio della destra chiusi a forbice sul filtrino, con le unghie curate e laccate di nero a condurre la sigaretta alle labbra e fare un paio di tiri, mentre la mancina porta il fiammifero runico acceso alla punta della stessa, infiammandola ad intermittenza in concomitanza con ogni tirare di fiato. Ripone il tutto, incrociando le gambe così da mostrare le ginocchia ossute tra gli spacchi dei jeans aderenti, inclinando il busto all`indietro, con la mancina a sorreggere la posa mentre la destra allontana la Merlino`s dalla bocca, assieme ad una voluta blu di fumo. Tace, ora lo guarda ma in viso, ignorando vestiti a terra o addominali in vista «Sembrava qualcosa di diverso. In questo posto si muore di noia, almeno quello faceva passare il tempo.»
X: Lui, in quel box chiuso sale lentamente sulla tavoletta abbassata del WC, mentre la mano libera e nonché la dominante non fa altro che recuperare il proprio catalizzatore impugnandolo, permettendo alla mente di focalizzarsi sul bersaglio, o meglio, sui bersagli. Saranno due. Ha già previsto le complicanze del caso, sarà decisamente più complicato colpire entrambi nello stesso preciso momento, ma crede nelle sue capacità di riuscita. E’ lì che la mente focalizza i due, sollevandosi al contempo in piedi per far spuntare appena un ciuffo scuro di capelli e poter avere una piccola visuale sulla situazione dei due. Ed è lì che li può vedere, memorizza le loro posizioni, la loro vicinanza, i loro movimenti e crea con la mente l’immagine di una corda, non troppo spessa e aggrovigliata su se stessa da grandi fili che non vogliono essere realmente potenti. Una corda che li avvolge di colpo, senza che nessuno dei due se ne possa realmente accorgere, legandoli, imprigionandoli uno contro il corpo dell’altro. La bacchetta fuoriesce dal box, verso l’alto, mentre il polso va rivoltarsi nella creazione un piccolo nodo per far sì che quel « Incarceràmus. » pronunciato ad alta, e sicura, voce termini il suo gioco ed esaudisca il tutto. O almeno, ci spera, con tutte le complicanze del caso. Uscirebbe, comunque, da quel bagno scivolando giù dalla tavoletta, che l’incantesimo fosse o no riuscito con una piccola risata che non riesce nemmeno a controllare.
N: Muove poi le gambe per togliersi gli stivali, dopo che si è tolto le bacchette e averle messe a terra, perché sì, non gli servono. Sbottona pure il bottone dei pantaloni, e la ascolta comunque. « Se ti annoi, vattene » ecco, semplice no? Ma resta quindi col bottone slacciato, anche perché ecco un incanto che lo porta ad avvicinarsi alla Merrow seduta. Si avvicina perché avvinghiato in effetti, e non ci sarebbe da stupirsi se la testa della Grifondoro a questo punto, si trovasse vicinissima a quella zona ancora nascosta. Ma Niall non si preoccupa, anzi, inclina il capo verso il basso e inizia a sghignazzare. Il suo equilibrio è sicuramente precario, e il fatto che si sbilanci, forse volutamente verso la vasca riempita e piene di bolle.. beh. Che stia cercando di cadere, insieme a lei, nell’acqua è proprio chiarissimo. Uno sguardo ai box, e nulla di più, solo risate.
M: Al suo invito lei rialza gli occhi al cielo, vocalizzando esasperata «Ma non ti rompi mai ad essere così respingente?» ah, il bue che da del cornuto al? All`incarceramus. Perchè quello lo sente, ed il fumo che segue l`incanto alle sue spalle è solo giallo ed argento, con qualche striatura d`indaco, prima che la sigaretta le cada a terra e rotoli nella vasca, proprio mentre si vede caracollare addosso il corpo di Niall. E Merlino è Gramo davvero, e deve solo ringraziare d`essere più alta della media, dato che non finisce premuta sulla sua "bacchetta di Platano", ma si ritrova a schiaffare la guancia sinistra contro l`addome contratto del ragazzo, le braccia bloccate dalle corde ed un «UHF!» che le sfugge in un contrarsi d`espressione nel ritrovarsi troppo vicina, troppo costretta, con quell`odore di sudore che le si spalma addosso ed una risata di sottofondo. Peccato che non riesca a voltarsi per individuare chi sia stato, non ora almeno, data la posa ed il suicidio di Niall verso la vasca piena d`acqua. Verso. Cui. Affondano. Di male in peggio. Segue per forza di cose il movimento, impattando oltre il pelo d`acqua ancora appiccicata così al Serpeverde. E` un dimenarsi feroce quello che applica lei, dopo aver trattenuto il fiato giusto in tempo per evitarsi l`annegamento, tentando d`allentare le corde quanto basta a sgusciare via da lui, via da quella stretta, e riemergere magari, con un prendere d`aria rumoroso e violento.
X: Lui rimane con il catalizzatore ancora in mano, facendo piccoli e lenti passi che lo portano lì al bordo vasca dove può godere della scena che si ritrova davanti mentre loro finiscono sempre più in basso, sempre più in contatto con l’acqua. Una risata davvero fragorosa la sua, che porta la vicinanza del catalizzatore appena sotto il mento e l’appoggio del gomito sul braccio opposto, il busto appena inarcato all’indietro e un leggero ciondolare del corpo per perdere il tempo necessario alla loro risalita verso l’alto. Di certo non affondano, non possono annegare contando che le corde faranno in modo di slegarsi e finire nel nulla, quel che è certo però è che tornando verso l’alto lo troveranno ancora lì, fermo e immobile, in piedi a bordo vasca ancora sorridente e divertito dalla scenetta che lui stesso ha provato a creare – con Niall che poi ha facilitato la cosa – ritrovandosi per prima cosa a spostare le iridi cristalline su Merrow facendole un rapido occhiolino prima di passare a Niall, con lo sguardo, e infine prendersi la panoramica di entrambi con un passetto indietro pronunciando un «E ora che ho fatto il TimoCupido della situazione, vi lascio soli a cincischiare. »
N: E lui non si imbarazza di certo, e ridendo si lancia dentro l’acqua, senza aver timore di annegare o altro. L’Acqua è il suo elemento, e di certo non muore dentro una vasca, profonda o meno che sia. Ci pensano comunque le corde a slacciarsi, e quindi risale, con l’unica novità che pure i suoi pantaloni iniziano a galleggiare. Sì, si sono tolti sotto l’acqua, ma comunque non è un suo problema. Riemerge quindi, con l’acqua che viene portata via dal volto con un gesto della mano, e osserva e sente Xavier che ride. « No dai » cerca di fermarlo sì « vieni a lavarti » gli dice, avvicinandosi al bordo della vasca. « E poi lei si annoia » come a dire che se ne andrà ben presto. « … insieme » e questa, viene detta un po’, come una piccola parola chiave, con una complicità e un tono di voce, quasi dolce, e gli occhi che guardano proprio Xavier.
M: Riemerge quindi, con quel riprendere fiato nervoso, le mani che s`alzano e vanno a togliersi con entrambi i palmi l`acqua dal viso, scivolando poi all`indietro per portare i capelli via dalla visuale. Il trucco rimane perfetto ed impeccabile, magicamente reso tale, puntando quindi le iridi grigio-verdi sul colpevole. Niente popò di meno che «Xavier!?» occhiolino che riceve da lui, lei con la mascella molle e l`aria ingramata «Ma io ti ammazzo, brutto co**ione!» però lui continua a ridere e lei semplicemente rimane con un broncio un po` più morbido, completamente zuppa da testa ai piedi, ancora immersa nell`acqua della vasca. Sbuffa, il Prefetto fa un passo all`indietro, ma lei sta già mettendo le mani sul bordo per issarsi con uno scrosciare d`acqua reso enorme dai tessuti che hanno guadagnato litri che l`appesantiscono come un Erumpent «TimoCupido sto ca**o.» replica mentre lo guarda lateralmente in cagnesco, sentendo in ritardo le parole di Niall sul lavarsi. Si ghiaccia sul posto, osservando prima Xavier e poi il Terzino, con quel maglione che oramai le ricade addosso stile sacco di iuta, facendola somigliare ad un animale randagio lasciato sotto il temporale al ciglio della strada. E` vero che la Loghain si stava annoiando eh, ma a quell` "insieme" che pronuncia il terzino, la fronte le si aggrotta pesantemente, ed è uno strano sguardo preoccupato che rivolge in direzione del Prefetto, sgocciolando acqua e sapone da ogni fibra che continua ad avere addosso «Ma vi siete fatti di sviante?!» ma "insieme" COSA!? Avrebbe bisogno di strizzarsi i vestiti, che un Arefacio magari non basta ad asciugare tutto quel disastro, ma invece incrocia le braccia sotto il seno, fissando entrambi in cagnesco.
Penso spesso è l'inizio di tutto
questo penso spesso è l'inizio di tutto
questo penso spesso alla fine di tutto
ma tu puoi darmi di più
X: Il richiamo fa volgere il capo verso di loro, a quell’invito che non può non ignorare. Ed è appunto quel ‘insieme’ di Niall a farlo ridere a crepapelle contrastando alla grande quel modo quasi dolce di rivolgersi, per poi osservare la reazione di Merrow e arricciare il naso ancora di più per poter aumentare la risata. Risata fragorosa con quella vena tipicamente presa da qualche gene non di certo francese. « Eddai, sta scherzando. » Niall. Rivolgendosi alla Grifondoro, passando lentamente lo sguardo su di lei per poter osservare il suo maglione sgocciolante d’acqua e poi passare verso l’alto in direzione dei suoi capelli, capace in tutto questo di fermare la propria camminata verso l’uscita e rimanere lì con loro. « Una bella doccia mi servirebbe, puzzo maledettamente. » e non ha problemi a riferirselo da solo e, in caso, agli altri due. Sia mai che vogliano avvicinarsi a lui e sentire l’odorino di ormoni che sprizza da tutti i pori. « Ma preferisco una doccia calda in solitaria. » e tante altre cose in solitaria, mentre le iridi cristalline passano dalla Loghain a Niall. « Se si annoia, non farla annoiare. » e c’è un altro occhiolino che parte in direzione del serpeverde e finisce, in realtà, verso la Loghain quasi come se con questo volesse stuzzicarla, permettendo alle labbra di trattenere un sorriso mentre la lingua passa rapidamente sull’inferiore sino a raggiungere il palato in uno scocco rumoroso.
N: E lui è ben più pacifico, anche perché si trova dentro l’acqua, quindi sembra ancor di più un fattone. Ma non per questo non serve le parole degli altri, e non osserva le loro reazioni. Ci resta un po’ male in effetti per quello che vuole fare Xavier, ovvero lasciarlo lì, ma per ora non dice nulla. Lo sente ridere, e anche lui tende le labbra, ma è quando parla di doccia da solo che « se te ne vai, vengo anche io » gli dice, recuperando i pantaloni bagnati e lanciandoli dove ha messo pure il maglione sudato. Non gli interessa più, in alcun modo, di Merrow, che infatti non parla di lei, e nemmeno la osserva poi troppo. La sua reazione è così, piena di ira, che lui non ha voglia di amplificarla. Sempre placido, sembra lui ora quello che si sta annoiando, oltre che sembrar uno che c’è rimasto male per qualcosa. Non dice nulla, e capisce anche che ha poco potere sull’uno e sull’altra. E se è nell’acqua, tanto vale rimanerci. Muove le gambe sotto l’acqua, e tira fuori un boxer bianco a righe blu, che cerca di lanciare proprio verso Merrow, o forse verso Xavier. Insomma verso loro due. « Noia » ecco sì, ma se ne sta a mollo, felice e contento.
M: «Certo, doccia in solitaria. Dillo che ti manca Tristan.» e con una noncuranza incredibile, andrebbe ad afferrare il bordo inferiore del maglione, mentre si volta per dare le spalle ad entrambi e sfilarselo di dosso con un rumore di scialaquio tipico d`un cencio fradicio, frustando il tessuto verso il basso, rivelando così la schiena bianca ed esile, affusolata, coperta per la gran parte dai capelli che le si appiccicano alla pelle nivea. Si piega un poco in avanti per afferrare il maglione e cominciare ad attorcigliarlo per strizzarlo via da quell`acqua che però risulta davvero troppa, rivelando una collana di vertebre bianche ed un poco visibili in quella curva appena accennata, ed il gancetto del reggiseno nero, che appena le tocca girarsi, sarà visibile ad entrambi. Insomma, niente che Niall non abbia già visto negli spogliatoi, ma no, Xavier esulava da tale visione e quindi, eccola lì: addome piatto, allenato, con un ombelico piccolo ed a mandorla, magra e con la curva della vita stretta che accentua una femminilità che tiene sempre nascosta, al pari del seno rinchiuso dalle coppe scure e tenute su dalle bretelline fini. Clavicole sporgenti, collarino ancora addosso e jeans così aderenti e bagnati «Si ecco. Andatevene così qui ci resto io e voi mufloni andate a fare i gemellini Troll da un`altra parte.» Getta il maglione a terra, cominciando a sfilarsi gli anfibi per poterli rovesciare sopra la vasca a levare l`acqua accumulata con quel tuffo in piscina. Un`occhiata di fuoco verso Xavier e quell`invito a non farla annoiare, a cui risponde piccata «Se nemmeno te ci riesci, cosa pretendi da lui.» sorriso sghembo e poco gioioso, ma comunque parzialmente divertito. Peccato che sia in quel momento che vede i boxer di Niall galleggiare a pelo d`acqua, prima di vederli lanciati tra lei ed il Prefetto Serpeverde. Pietrificata. Guarda Xavier, guarda i boxer, rimane incurvata in avanti con sti benedetti anfibi in mano stile velociraptor cristallizzato, ed è un aprire di bocca incredulo che le fa vocalizzare una sorta di pigolio strozzato. Noia? Lei ha raggiunto una colorazione magmatica. Molla gli anfibi a terra con un tonfo e si raddrizza «Devi proprio andare?» chiede a Xavier con un tono quasi supplice, forse dimentica del fatto che potrebbe tranquillamente, o quasi, andarsene di là indenne. Eppure è un chiaro: "Non osare lasciarmi da sola con lo strambo". Che sguazza. Felice.
Il tuo sguardo mi uccide
mi ricordi lo Stato
sei la cosa giusta ma per l’uomo sbagliato
Noi che proviamo a fuggire da qua
sembrava un film ma era pubblicità
amami sottovoce
se no ti rubano l'idea
X: La frase di Merrow non passa alquanto inosservata e per quanto potrebbe persino non ribattere ecco che non si fa mai perdere l’occasione. Spalanca appena le braccia prima di farle cozzare entrambe lungo i propri fianchi. « Oh, Tristan mi manca sempre quando non sono con lui. » teatrale il modo con cui viene pronunciato, approfittandosi di una parte che non è proprio sua, risultando però reale tanto da non riuscire a comprendere se stia scherzando o meno. Perché, sta scherzando o no? Flettendo le sopracciglia per dar modo a quella frase di essere più che reale, mentre la mano libera finisce nella tasca della tuta beccandosi così l’uscita di Niall nei suoi riguardi. « Sì, allora dillo che volevi farti un bagno con me. » ammiccando divertito in sua direzione, non volendo per forza di cose catturare quel dispiacere e noia che vengono subito dopo mostrate proprio per non aver accettato di far parte di quella scenetta che si stava godendo esternamente.
Il problema avviene dopo però perché Niall passa automaticamente inosservato quando la Loghain sceglie di utilizzare i modi babbani per risolvere una questione che poteva velocemente essere risolta – o più o meno – con il catalizzatore. Ed ecco che finisce per osservare la sua spina dorsale visibile in quella posizione che, di spalle, assume permettendo agli occhi di agganciarsi a quel ferretto del reggiseno che man mano finisce sempre più in mostra nell’istante in cui lei si volta. E non vorrebbe realmente rimanere lì immobile con lo sguardo, ma forse colto alla sprovvista o decisamente impreparato, resta fermo. Le iridi cristalline dunque sono proprio in direzione del suo seno ricoperto dalle coppe scure del reggiseno. Osserva la sua pelle bianca e scivola, involontariamente, verso il basso passando per la curva dei suoi fianchi sino a risalire pian piano, dalle bretelline del reggiseno al suo collo nudo. Trattiene il respiro in tutto ciò senza nemmeno rendersene conto, mentre l’espressione rimane in ogni caso piuttosto impassibile, dove sono solo gli occhi a muoversi e cambiare direzione sino a raggiungere il volto di lei.
Dove qui, sarà rapida l’occhiata e il contatto visivo dei suoi occhi grigio-verdi prima di spostarli rapidamente altrove proprio dove quei boxer finiscono all’aria e lui, con un rapido movimento, si spinge in avanti con la mancina – sfilandola dalla tasca – tentando dunque di agganciarli alle dita. « Hop. » presi. Si spera. E in qual caso « Okay che ti sei emozionato, Bro, ma non farlo notare così tanto. » e lo prende – bonariamente – in giro, dove la risata è piuttosto naturale. Il pantalone comunque finisce sotto il proprio braccio. Quel che fa poi è un « Accio maglione Loghain. » pronunciando scandendo bene le parole, la formula, immaginandosi dunque di richiamare il maglioncino bagnato di lei e… correre. Perché corre. Oh, se corre. Con i muscoli ancora semi-riscaldati. E corre davvero, davvero, veloce. Riusciranno realmente a recuperarlo presi entrambi alla sprovvista? Lo troveranno dopo aver svoltato i vari angoli del castello? Saranno entrambi così rapidi? Certo, Niall è semplicemente senza boxer ma ha tutto l’altro vestiario, la Loghain dovrà trovare altri modi per non uscire in reggiseno. E che vuole fare? Uscire in reggiseno o coprirsi?
E invece restiamo freddi
due stanze, due letti
ti asciughi i capelli
io fumo confetti
N: Assiste alla scena che ha di fronte con Merrow che tira in ballo cose dette da sempre e pure Tristan. Sente la replica, e sospira leggermente. Che sia geloso del rapporto che il prefetto ha con l’altro Serpeverde? Chi lo sa. E gli replica anche in merito all’altro. « Se fossimo rimasti negli spogliatoi, l’avremmo fatto » dice, parlando del bagno insieme eh. Osserva, restando in silenzio, non intromettendosi per nulla in quel discorso tra gli altri due, e notando poi la svestizione di lei. Eh sì, la Grifondoro si sta proprio spogliando, e lui beh, sarebbe scemo a non guardare. Infatti guarda, con gli occhietti chiari di nuovo sul suo corpo, ma senza essere troppo invadente. Ovviamente non dice nulla, la guarda, e sospira. Non guarda nemmeno Xavier che fa la statua, ma insomma, può capire da quel silenzio che anche lui sta facendo la stessa cosa che sta facendo Niall. Lamentele, Grifolagnerie, e insomma, tutti i piccoli spregi che Merrow fa a Xavier, gli arrivano come suoni molto noiosi. E lancia quindi il boxer, con il prefetto che lo blocca e lo provoca. « E non mi ci stava più dentro » e ridacchia, inclinando il capo verso il basso, con il corpo che resta comunque coperto da acqua e schiuma. E dopo questa cosa, Xavier prende la rincorsa, con il maglione di Merrow. E che dovrebbe dire o fare ora? beh, nulla, e quindi fa il bagnetto, perché puzza e ne ha davvero bisogno.
Che spreco disumano non baciarci da un po’
Se non sentiamo male non ci sentiamo vivi
prende bene quando vieni e sorridi
Vieni qui che giochiamo mentre fuori diluvia
Non mi passerai mai come l’ultimo tiro
fai più scena del crimine.
M: Sbuffa, spazientita nel sentire quanto gli manchi Delation che, anche se non è lì con loro, praticamente aleggia stile boxer di Niall prima di venir tirati. Non sembra fregarle qualcosa del desiderio dell`uno o dell`altro di fare il bagnetto assieme, piuttosto concentrata a strizzarsi il maglione che si, potrà asciugare con l`arefacio dopo che magari ha levato quei due tre litri d`acqua che lo infradiciano. Però si gira, getta il tessuto a terra e rimane un paio d`istanti interdetta nel rendersi conto solo ora che ha lo sguardo di entrambi addosso.
E se Niall la guarda con superficialità e quasi abitudine, è Xavier ad attirare tutta la sua attenzione, beccandosi un`occhiata che sembra neutra poichè sostenuta dall`espressione del viso completamente impassibile, peccato però che il tempo si sospenda d`un paio di battiti. Perchè a lei viene la pelle d`oca ad essere guardata a quella maniera, senza contare che è già parecchio a disagio, ritrovandosi bloccata nella posa per quello strano istinto di fuga o immobilità che in lei, con lui, finisce sempre nella seconda opzione. E lei lo guarda a sua volta, risalendo con le iridi grigio-verdi al suo volto, in quel brevissimo scambio di sguardi che distoglie in fretta a sua volta, dando un colpetto di tosse veloce a schiarirsi le corde vocali, deglutendo a vuoto subito dopo mentre l`impegna a rovesciare acqua nella vasca con gli anfibi.
Boxer lanciati appunto, con quell`uscita di Niall che le fa sbuffare l`accenno d`una risata, se non fosse che lei non ci sta già più capendo niente, con l`espressione marmorea e la testa leggera, tant`è che nemmeno fa niente nel vedere come lui si sia conquistato il proprio maglione con quell`accio, sbarrando gli occhi a rallentatore prima di vederlo correre via. E Xavier se ne va, e lei rimane come un baccalà ferma, rimanendo a fissare la porta qualche istante di troppo, stile crup quando l`umano si nasconde «Ma...» leggero e roco verso Niall, pur senza guardarlo «Ma siamo scemi?» loro, mica lui che è scappato con il suo bottino. Sospira, l`espressione che si liquefà in una di morte, e passi ciondolanti vengono fatti in direzione della vasca «Senti, ho voglia di annegare in acqua per cinque minuti. Se vengo lì tieni la tua Selma lontana da me, hm?» che tanto oramai l`hanno capito che non si piacciono, no? Circa. Quindi semplicemente si sbottona i jeans, faticando non poco per levarsi quella sorta di seconda pelle, per poi lasciarla tutta rovescia sul bordo della vasca, scivolando all`interno della stessa con le gambe lunghissime e nude, calzini tolti assieme ai pantaloni, intimo total black e semplicissimo. Sparirebbe sotto il pelo dell`acqua per qualche momento, risalendo come un piombino in centro , portandosi i capelli all`indietro e respirando un po` più irregolare. Forse le ci voleva una nuotata nelle acqua gelate del Lago Nero.
Prende male quando vieni e sorridi
Possiamo fare bella storia bella
Storia bella storia bella