“Il Lager non è mai uscito dal mio cuore e dal mio cervello. Niente potrà riparare la ferita subita, ma sono convinta che noi ex deportati possiamo fare qualcosa per gli altri, il mio ricordo non può e non deve rimanere chiuso tra le mura di casa, all’interno della famiglia, sento che la mia sventura riguarda tutti, le vittime di ogni violenza, ma anche chi continua a pensare all’altro come nemico da annientare, da liquidare.”
(Marta Ascoli, scrittrice triestina di padre ebreo sopravvissuta ai campi di concentramento di Auschwitz e di Bergen-Belsen)
Da "Cosa è un Lager?"

















