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Dissesto idrogeologico, arrivano le sentinelle: 8 milioni di euro per monitorare il Comune di Spezia
Dissesto idrogeologico, arrivano le sentinelle: 8 milioni di euro per monitorare il Comune di Spezia
Geologi, ingegneri, architetti, agronomi, geometri, periti e persino studenti saranno gli occhi dell’amministrazione comunale su un territorio – lo spezzino – caratterizzato dall’alto rischio di dissesto idrogeologico
SENTINELLE PER MITIGARE IL RISCHIO Meglio: saranno delle vere e proprie “sentinelle”– come le ha chiamate orgogliosamente il Comune – coordinate dall’ufficio di…
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Institutul Român de Psihoterapie Integrativă - IRPI
Institutul Român de Psihoterapie Integrativă – IRPI
Furnizorul de formare profesională (denumirea asociației): Institutul Român de Psihoterapie Integrativă – IRPI Președinte/ Membri fondatori: Mara Priceputu; Michael Randolph – membru de onoare Descriere: Institutul Român de Psihoterapie Integrativă este o organizaţie profesională, non-guvernamentală care activează în domeniul psihologiei și psihoterapiei integrative, acreditată de Colegiul…
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NASA's Space Cups help astronauts drink like they do on Earth
NASA’s Space Cups help astronauts drink like they do on Earth
Astronauts can't really enjoy beverages the way you do here on Earth. They have to drink from a pouch through a straw, which is about as glamorous as sipping from a juice box. NASA and IRPI are giving those spacefarers their dignity back, however….
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La ricerca “Giornalisti che cambiano” mostra un settore in crisi di qualità e contenuti, e oggi sono in pochi a vivere del solo mestiere di giornalista
La ricerca “Giornalisti che cambiano” mostra un settore in crisi di qualità e contenuti, e oggi sono in pochi a vivere del solo mestiere di giornalista

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Il giornalismo investigativo in Italia (IRPI) e all’estero: come combattere la criminalità transnazionale
Il pezzo che segue è stato inizialmente pubblicato sulla webzine ufficiale dell’ottava edizione dell’International Journalism Festival, che ha avuto luogo a Perugia dal 30 aprile al 4 maggio. Riproponiamo su OraLavora alcuni degli articoli scritti dai ragazzi della redazione. Sabato 3 Maggio giornalisti italiani e stranieri hanno raccontato le loro esperienze di investigazione sulla criminalità transnazionale.
Come si può credere che siano sufficienti delle indagini limitate al territorio nazionale per seguire dei traffici che vanno oltre i confini continentali? Per combattere una rete di criminali serve una rete di giornalisti. David Kaplan è direttore esecutivo del GIJN, Global investigative journalism network, quella che definisce “associazione ombrello di tutte le fondazioni di giornalismo investigativo”, ovvero una piattaforma che dal 1998 mette in contatto tutti coloro che si occupano di criminalità transnazionale.“I cattivi sono diventati internazionali molto tempo fa, e la polizia non è riuscita a fermarli; noi abbiamo capito che bisognava creare una rete ed aggiornare i metodi per trovarli, siamo diventati più bravi della polizia” afferma Kaplan nel corso dell’incontro “Giornalismo investigativo e criminalità organizzata transnazionale”, tenutosi a Perugia nel corso del Festival Internazionale del Giornalismo.
Foto: Simona Lodato
Ma come opera una fondazione di giornalismo investigativo? Lo spiega Paul Radu, direttore esecutivo di OCCRP, Organized crime and corruption reporting project con sede a Sarajevo. “L’OCCRP lavora soprattutto sulla prevenzione - spiega Radu - Serve a poco rendere noto un crimine quando è già stato commesso”. Grazie alle indagini dell’OCCRP la polizia, pochi mesi fa, è riuscita a catturare dopo anni di latitanza Darko Saric, re serbo del narcotraffico in Europa. Tantissimi i servizi offertidalla fondazione: il portale permette ai giornalisti di tracciare gli spostamenti di denaro da un Paese all’altro; Visual Investigative Scenario Software è un progetto che aiuta a mappare le reti semplificando in maniera visiva centinaia di traffici illegali; People of Interest consiste nel creare un profilo di tutti gli imprenditori che hanno avuto guai con la giustizia in modo che chiunque possa accedere ad un database e rintracciare le informazioni riguardo la loro fedina penale; spesso sono i cittadini stessi ad offrire le proprie competenze professionali e l’OCCRP organizza dei corsi di formazione.
Dal 2012 anche l’Italia fa parte della rete del GIJN. Leo Sisti, Cecilia Anesi e Giulio Rubino, sono tra i fondatori dell’IRPI, Investigative Reporting Project Italy, presenti all’incontro.
In Italia i problemi che si riscontrano sono tantissimi. Ovviamente i finanziamenti sono difficili da trovare, e spesso non è semplice neanche trovare dei partner affidabili; c’è una difficoltà oggettiva nell’interpretazione dei dati quando si tratta di indagini sul territorio nazionale perché la cultura del data journalism non è ancora sufficientemente diffusa in Italia. Cecilia Anesi spiega come anche i cittadini italiani possono accedere, con strumenti quali i social network e le carte giudiziarie, a movimenti sospetti, e denunciarli anonimamente sul portale di IRPI (la piattaforma si appoggia su Tor). A oggi le inchieste di IRPI hanno trovato alcuni finanziatori, come The Guardian e Il Fatto Quotidiano, che ha finanziato un'indagine sull’olio: “Si è sempre detto che l’olio cattivo venisse dall’estero e che poi venisse mischiato con quello di buona qualità italiano. Noi abbiamo scoperto non solo che spesso è il contrario, ma soprattutto che i produttori italiani, pur di mantenere il controllo del mercato europeo, sono soliti contraffare il prodotto. Purtroppo in Italia ne hanno parlato solo Il fatto Quotidiano e Presadiretta” racconta Rubino.
L'incontro non solo è servito a raccontare la nuova esperienza dei network giornalistici, ma soprattutto a far conoscere IRPI, una fondazione che deve essere supportata da cittadini e finanziatori, perché riesca ad offrire un servizio importantissimo per il Paese.
Marialuisa Greco @GrecoMal